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Banche del territorio unite per Pmi e famiglie

Assopopolari, Acri e Pri.Banks hanno sottoscritto un accordo di consultazione permanente per rafforzare le banche del territorio a sostegno di famiglie e piccole e medie imprese, con l’occhio alle evoluzioni normative e regolamentari che spesso non tengono conto della specificità e dell’importanza della banca locale

Banche del territorio unite per Pmi e famiglie

Con lo scopo di rafforzare e valorizzare la funzione di tutela dei valori e degli interessi delle banche del territorio, Assopopolari, Acri e Pri.Banks, hanno sottoscritto un accordo di consultazione permanente che le vedrà protagoniste nei prossimi anni.

Servirà a mettere a fattor comune le rispettive conoscenze e competenze nonché a estendere i sistemi di relazioni consolidati con le istituzioni italiane, comunitarie e internazionali nell’ottica di rafforzare le banche del territorio e locali operando in maniera condivisa e coordinata.

L’impegno, sottoscritto dalle tre associazioni, prevede diversi e importanti settori di azione comune: definire orientamenti comuni per la salvaguardia dei principi che ispirano e regolano le banche del territorio e la loro attività; rafforzare nelle sedi istituzionali la tutela e la difesa dei comuni interessi; preservare e sviluppare il legame con il territorio, tenendo presente che le banche associate rappresentano, da sempre, la fonte creditizia fondamentale delle Piccole e Medie Imprese e delle famiglie; favorire lo sviluppo di una intermediazione finanziaria finalizzata alla crescita economica e sociale; promuovere ogni iniziativa in grado di sostenere l’economia reale allo scopo di valorizzare e rivitalizzare il servizio allo sviluppo economico del territorio fortemente indebolito dalla lunga crisi economica; seguire l’evoluzione normativa e regolamentare a livello comunitario e nazionale allo scopo di salvaguardare e riaffermare la validità del modello di banca locale e del territorio; sviluppare la cooperazione fra le associate per l’esercizio di attività complementari e strumentali o, comunque, connesse all’attività bancaria; promuovere e realizzare, infine, iniziative di studio, ricerca e alta formazione, nonché convegni e dibattiti.

Alla base dell’iniziativa c’è più di una considerazione frutto dell’analisi dello stato in cui versa il sistema economico e finanziario italiano. La nuova regolamentazione del settore a livello internazionale, comunitario e nazionale, ha comportato e comporterà sempre più nel prossimo futuro un impatto assai significativo per le banche del territorio. Continua poi a permanere, specie a livello di istituzioni europee e internazionali, il luogo comune, ma del tutto infondato e – dati alla mano – facilmente contestabile, che in Italia vi siano “troppe banche”.

Il principio di proporzionalità, pur previsto nella normativa, è sempre più di frequente disatteso o inapplicato da parte dei “regolatori europei e nazionali”, rispetto al ricorso al criterio “one size fits all” che non tiene in nessun conto le peculiarità delle banche del territorio, nonostante esse, anche durante la crisi finanziaria, abbiano continuato e continuino a sostenere l’economia reale. In fine, la necessità oltre che l’opportunità di far sì che la nuova regolamentazione tenga nel debito conto le peculiarità strutturali e operative delle banche del territorio, quali le banche popolari, le casse di risparmio s.p.a. e le banche da sempre storicamente private, che pur con le peculiarità delle forme giuridiche, si contraddistinguono per la comunanza dei valori, rappresentati dal perseguimento di un modello di governance bancaria permeato dalla cultura della salvaguardia dei risparmiatori e dell’economia reale.

Legate al territorio in cui sono nate, punto di riferimento delle famiglie e dello sviluppo del tessuto economico e produttivo locale, forti di relazioni di conoscenza e fiducia reciproca, da sempre riferimento sicuro e affidabile per le necessità di credito delle Pmi e delle famiglie, le banche del territorio, possono contare, oggi, in questa nuova struttura. Un “Tavolo comune” che favorirà l’emersione e la salvaguardia della validità di un modello di banca, appunto quello di banca del territorio, che si è mostrato utile per lo sviluppo del sistema produttivo, nonché un valido e reale contributo per l’uscita dalla crisi. Uno strumento per ribadire che bisognerà puntare alla biodiversità del sistema bancario quale essenziale elemento di forza e di prospettiva per l’oggi e per il domani dell’economia.

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