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Banca Ifis: sui 9 mesi calano gli utili ma salgono i margini

Pesano rettifiche e accantonamenti analitici per 41,3 milioni di euro – L’ad Bossi: “Ci presentiamo ai mercati con un solido assetto patrimoniale e finanziario”

Banca Ifis: sui 9 mesi calano gli utili ma salgono i margini

Banca Ifis ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di periodo pari a 89 milioni di euro, in calo del 40,3% rispetto ai 149,1 milioni di un anno prima. Tuttavia, il margine di intermediazione è salito del 7,5%, a 403,6 milioni, con un +55,3% per il margine di intermediazione sugli Npl. I costi operativi sono saliti del 15,6% a 208,9 milioni di euro mentre il rapporto sofferenze nette/impieghi per il settore delle imprese si è attestato all’1,3%.

Nel periodo Banca Ifis ha effettuato rettifiche di valore nette per 68,9 milioni di euro rispetto alle rettifiche per 11,0 milioni di un anno fa. La variazione del periodo (-79,9 milioni di euro) è prevalentemente dovuta – si spiega in un comunicato – all’effetto combinato di “maggiori accantonamenti analitici per 41,3 milioni di euro su posizioni a sofferenza e a inadempienza probabile riconducibili a due storiche controparti (i rapporti sono iniziati oltre 15 anni fa) con esposizioni individualmente significative, nonché al venir meno di alcune riprese nette contabilizzate nei primi nove mesi del 2017, a fronte del positivo completamento di operazioni di ristrutturazione”.

“Ci presentiamo ai mercati con un solido assetto patrimoniale e finanziario – ha commentato l’amministratore delegato Giovanni Bossi – La Banca detiene una quantità modesta di titoli di Stato, tra le più basse del sistema e pari a circa il 29% del patrimonio netto. Può inoltre contare su una dotazione di liquidità eccedente i fabbisogni, tale da esporre un liquidity coverage ratio (LCR) pari a oltre il 2.000% contro un minimo regolamentare del 100%”. Al 30 settembre, il Cet 1 è pari al 14,63% dal 15,64% al 31 dicembre.

Per quanto riguarda l’area Npl, ha aggiunto Bossi, “la pressione sui prezzi di acquisto dei portafogli, che ha caratterizzato i primi mesi del 2018, sta lasciando spazio a un contesto competitivo più interessante con prezzi in contrazione”. “Per questo – ha detto – abbiamo ricominciato ad acquistare portafogli nel terzo trimestre con prezzi nell’intorno del 5% per crediti unsecured con un controvalore di circa 1,8 miliardi. Confermiamo la massima attenzione nell’azione di trasformazione dei debitori non paganti in ri-performanti; il successo della nostra azione è oggi testimoniato dal vigoroso incremento degli utili e dei flussi di cassa generati e attesi per effetto delle trasformazioni”.

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