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Ballottaggio 26 giugno: da Verona a Parma, quando e come si vota? Guida completa al voto e alle sfide chiave

Al ballottaggio del 26 giugno gli occhi sono puntati soprattutto su Verona, Parma e Lucca, dove le polemiche tra i partiti potrebbero avere ripercussioni a livello nazionale. Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul secondo turno delle elezioni comunali 2022

Ballottaggio 26 giugno: da Verona a Parma, quando e come si vota? Guida completa al voto e alle sfide chiave

Domenica 26 giugno 2 milioni di cittadini torneranno a votare per il ballottaggio delle elezioni comunali 2022. Si eleggeranno i sindaci e i consigli di 65 comuni, tra i quali 13 capoluoghi di provincia. Occhi puntati soprattutto su Verona e Lucca, partite che potrebbero incidere sul dibattito politico nazionale in vista delle elezioni generali del 2023. 

Ballottaggio 26 giugno: quando si vota e quando comincia lo scrutinio?

Come accaduto per il primo turno di due settimane fa, domenica 26 giugno i seggi rimarranno aperti dalle 7 del mattino alle 23 di sera. Per votare si dovrà andare al proprio seggio con tessera elettorale e documento di riconoscimento alla mano. Fortemente raccomandato l’uso della mascherina.

Le operazioni di scrutinio inizieranno nella stessa giornata di domenica 26 giugno, subito dopo la chiusura delle operazioni di votazione, l’accertamento del numero dei votanti e le altre operazioni preliminari, fa sapere il ministero dell’Interno

Ballottaggio 26 giugno: dove si vota?

Come detto, saranno 65 i comuni che parteciperanno al ballottaggio del 26 giugno, 59 nelle regioni a statuto ordinario (di cui 1 inferiore a 15.000 abitanti), 6 nelle regioni a statuto speciale (di cui 1 inferiore a 15.000 abitanti).

Le città più grandi sono: Verona (202.638), Parma (146.939), Monza (98.073), Barletta (80.159), Lucca (79.634), Alessandria (73.657), Catanzaro (73.294) e Como (72.132). Nelle regioni a statuto speciale, invece, Gorizia è il comune al ballottaggio con il maggior numero di elettori (30.295) mentre Villafranca Sicula, in provincia di Agrigento, quello con il numero minore (1.407).

Come si vota al ballottaggio del 26 giugno?

Rispetto al primo turno, la procedura sarà molto più semplice. Gli elettori riceveranno una sola scheda elettorale che conterrà i nomi dei due candidati arrivati al secondo turno delle elezioni comunali 2022 con le proprie liste collegate. Per votare sarà sufficiente tracciare, un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato sindaco prescelto.

Al ballottaggio non è permesso il voto disgiunto, cioè non è possibile votare per un candidato alla carica di sindaco e per una lista a lui non collegata.

Le sfide chiave in 7 città

Litigi all’interno della stessa coalizione, apparentamenti a viso aperto o accordi sottobanco. In queste due settimane abbiamo visto tutto e il contrario di tutto, ma per i ballottaggi del 26 giugno i giochi – perlomeno quelli politici – ormai sono fatti. L’attenzione di tutti è ovviamente concentrata sui 13 comuni capoluogo e in alcuni di essi sarà una partita all’ultimo voto. Ecco le sfide più attese: 

Ballottaggio Verona: Tommasi vs Sboarina

Occhi su Verona dove la partita tra il candidato del centrosinistra Damiano Tommasi (39,8% al primo turno) e il sindaco uscente Federico Sboarina (32,7%) è accesissima. Nessuno dei due candidati ha trasmesso in Comune l’iscrizione di nuove liste a sostegno rispetto a quelle del primo turno: saranno 6 sia per l’ex calciatore della Roma (sostenuto dal PD) che per il candidato di Lega e FdI. Definitivamente naufragato dopo il No di Sboarina il tentativo di apparentamento formale con Tosi.

Ballottaggio Lucca: Pardini contro Raspini

Polemiche anche a Lucca per il sostegno di Casapound e dei negazionisti a Marco Pardini, candidato del centrodestra (34,3% al primo turno). Un appoggio che ha addirittura portato all’uscita da Forza italia e dal parlamento di Elio Vito. Dissidi anche all’interno di Azione: il candidato aveva dato l’indicazione di apparentarsi con il centrodestra, ma il leader Carlo Calenda è intervenuto direttamente per dissociarsi da questa scelta. Pardini se la vedrà con il candidato del centrosinistra Francesco Raspini, considerato favorito dopo aver ottenuto il 42,7% dei voti al primo turno. 

Ballottaggio Parma: Guerra vs Vignali 

I parmigiani dovranno scegliere tra Michele Guerra, assessore uscente della giunta Pizzarotti e l’ex sindaco Pietro Vignali, che ha già ricoperto la carica tra il 2007 e il 2011. Il 12 giugno Guerra ha ottenuto il 44,18% delle preferenze, doppiando il suo sfidante Vignali  (21,25%) sostenuto da Lega e Fi. Meloni, che al primo turno si era smarcata sostenendo Costi, ha dichiarato che appoggerà Vignali pur senza aver ufficializzato un apparentamento. Costi però ha deciso di non schierarsi, una decisione che potrebbe incidere sull’esito del voto.

Ballottaggio Alessandria: Abonante contro Revigliasco

Altro testa a testa ad Alessandria, dove si sfideranno per il centrosinistra Giorgio Abonante e per il centrodestra Gianfranco Cuttica, sindaco uscente. Al primo turno i due candidati hanno ottenuto rispettivamente il 42,04% e il 40,24% dei voti. L’esito potrebbe dipendere dalle scelte degli elettori di Azione, che due settimane fa avevano votato per Giovanni Barosini,  arrivato terzo con il 14,64% delle preferenze.

Ballottaggio Cuneo: Manassero vs Civallero

Un po’ più sbilanciata la sfida di Cuneo, dove Patrizia Manassero, supportata da Partito Democratico, Centro per Cuneo, Crescere Insieme, Cuneo Solidale Democratica, parte da un ampio vantaggio su Franco Civallero, candidato del centrodestra. Al primo turno è finita 47% a 19,8%. Nella città piemontese il M5s ha detto No ad un apparentamento con il centrosinistra.

Ballottaggio Frosinone: Mastrangeli vs Marzi

A Frosinone se la vedranno il candidato del centrodestra Riccardo Mastrangeli (49,26% al primo turno) e quello del centrosinistra Domenico Marzi (39,13%). Mauro Vicano, candidato di Azione fermatosi al primo turno appoggerà Mastrangeli, andando incontro alle critiche di Francesco Boccia, responsabile Regioni e Enti locali della Segreteria nazionale del PD.

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