Azioni Eni, quotazioni del titolo ENI in Borsa

Tutto quello che c’è da sapere per rimanere aggiornati sul mercato finanziario. Informazioni, andamento e grafico in tempo reale sulle quotazioni in borsa dei maggiori titoli sui listini mondiali.

piattaforma petrolifera
Piattaforma petrolifera di Eni

Codice ISIN: IT0003132476
Settore: Minerali energetici
Industria: Petrolio integrato


Le azioni di Eni sono quotate sul mercato italiano con il ticker ENI.

Guarda lo storico della quotazione del titolo alla Borsa di Milano

Descrizione Azienda

Eni S.p.A, è una multinazionale italiana attiva nei settori del petrolio, del gas naturale, della chimica, della produzione e commercializzazione di energia elettrica e di energia da combustibili fossili. Eni è considerata una delle “supermajor” compagnie petrolifere al mondo. Negli anni ha diversificato le sue attività operando in altri settori quali energia nucleare, energia rinnovabile, estrazione mineraria, chimica e plastica, macchinari di raffinazione/estrazione e distribuzione, industria tessile e notizie.

Nel 2020, Eni si è posizionata al 113° posto per fatturato e 24° nel settore energetico nella classifica di Fortune Global 500 per fatturato. Secondo Forbes Global 2000, Eni è la 468° società pubblica più grande al mondo.

Opera in 68 paesi con 30.775 dipendenti, 21,170 solo in Italia. La sede principale è nel quartiere dell’EUR a Roma.
Attualmente l’azienda è guidata da Lucia Calvosa (presidente dal 13 maggio 2020) e da Claudio Descalzi (amministratore delegato dall’8 maggio 2014).

Al 2021 Eni ha circa il 20% del mercato sulle stazioni di servizio italiane.

Le attività si dividono in tre divisioni principali: Exploration & Production, Gas & Power e Refining & Marketing.

Sin dalla sua crezione nel 1953 Eni è di proprietà dello Stato Italiano. Negli anni novanta lo Stato decide di privatizzare l’azienda. Tra il 1995 e 2001 il governo vende parte del capitale azionario conservando una quota superiore al 30%. Grazie alla quota in suo possesso il governo italiano, tramite il Ministero dell’economia e finanze, detiene il controllo dell’azienda. Lo Stato Italiano, secondo la legge del 30 luglio 1994, n. 474, possiede alcuni poteri speciali (golden share) da esercitare nel rispetto di criteri prestabiliti.

Eni è quotata nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano. La società fa parte dell’indice di borsa Euro Stoxx 50 ed è quotata anche al New York Stock Exchange (NYSE).

L’azionariato è cosi composto:

  • Azionista Pubblico, 30,334%
  • Investitori Istituzionali. 48,290%
  • Retail, 20,454%
  • Azioni proprie, 0,916%

Eni è controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze tramite una partecipazione detenuta sia direttamente (4,37%) sia attraverso Cassa Depositi e Prestiti SpA (25,96%).

Altri rilevanti azionisti sono:

  • Norges Bank, 1,42%
  • Unicredit, 0,99%
  • Eni, 0,92%
  • BlackRock Advisors (UK) Ltd, 0,69%
  • Amundi Asset Management SA (Investment Management), 0,64%
  • Massachusetts Financial Services Co., 0,61%
  • Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici, 0,51%

Geograficamente l’azionariato è ripartito nel seguente modo:

  • Italia, 57,19%
  • Uk e Irlanda, 6,19%
  • Europa, 14,38
  • Usa e Canada, 11%
  • Resto del mondo, 10,29%

Nel 2020 il fatturato è stato di 43,987 miliardi di euro con un utile netto in negativo di -8,645 miliardi.

A settembre 2021 ha avuto una capitalizzazione di 41.572.508.597 miliardi di euro.

Le aziende controllate o partecipate da Eni sono:

  • Eni gas e luce S.p.A: offre servizio di vendita e commercializzazione di gas ed energia elettrica per famiglie e imprese.
  • Enipower: società dedicata alla produzione di energia elettrica e vapore.
  • Saipem, 30,54%: società di costruzioni off-shore e on-shore, posa condotte, perforazioni.
  • Banque Eni Sa: si occupa dell’attività bancaria per l’erogazione di servizi finanziari a Eni ed alle Società di Eni.
  • Ecofuel Spa: gestisce la produzione e la commercializzazione di componenti clean per benzine e di metanolo a livello internazionale.
  • Eni Corporate University: svolge attività di formazione, garantendo il presidio, la diffusione e lo sviluppo della cultura di impresa.
  • Eni International Resources: centro per il reperimento e la selezione dei migliori talenti nel settore energetico in Italia e all’estero.
  • Eni Global Energy Market (EGEM): opera nel trading nei mercati internazionali di gas, power, CO2, GNL e Oil derivatives.
  • Eni Finance International: società preposta alla centralizzazione dell’attività di finanziamento delle società non italiane di Eni S.p.A..
  • EniProgetti: società di ingegneria.
  • Eni Rewind: la società che fornisce un servizio integrato nel campo del risanamento ambientale.
  • EniServizi: opera nel settore della fornitura di servizi integrati agli edifici, alle persone e a supporto del business.
  • Eni Trade & Biofuels (ETB): gestisce il trading internazionale di greggio, prodotti petroliferi, materie prime bio per la produzione di biocarburanti e relativi derivati finanziari per il gruppo Eni.
  • LNG Shipping SpA: azienda che opera nel settore del trasporto via mare di gas naturale liquefatto (Gnl).
  • Unión Fenosa Gas Comercializadora (UFGC): fornisce gas ai segmenti industriali e a piccole medie imprese.
  • Serfactoring: offre i servizi alle imprese dell’indotto e alle Società del Gruppo.
  • Servizi Fondo Bombole Metano (SFBM): svolge i servizi tecnici e amministrativi per il Comitato Fondo Bombole Metano. al quale rimette tutti i costi di esercizio attraverso la Gestione Fondo Bombole Metano.
  • Versalis: che si occupa a livello nazionale e internazionale della produzione e della distribuzione di numerosi prodotti petrolchimici.
  • Aldro Energía, (attraverso Eni gas e luce): società iberica che opera nella commercializzazione di luce e gas.
  • Evolvere 70% (attraverso Eni gas e luce): azienda italiana che opera nel settore della green economy.
  • Agenzia Giornalistica Italia – AGI: agenzia di stampa
  • Raffineria di Milazzo (in società con Kuwait Petroleum Italia).
  • Eni Next LLC: società di Corporate Venture Capital del Gruppo Eni.

Lo slogan è «Insieme abbiamo un’altra energia».

Approfondimento economico e finanziario dell’azienda

ENI (acronimo di Ente Nazionale Idrocarburi) nasce per opera dello stato italiano come ente pubblico sotto la presidenza di Enrico Mattei nel 1953. L’ENI aveva il compito di “promuovere e intraprendere iniziative di interesse nazionale nei settori degli idrocarburi e del gas naturale”. Mattei divenne presidente di Eni e delle principale società controllate tra cui Agip, Snam e Anic. La nascita dell’Eni trovò l’opposizione degli industriali privati che accusavano l’azienda di concorrenza sleale essendo Eni finanziata dallo Stato.
Per contrastare i continui attacchi che subiva dall’opinione pubblica e dalla stampa, Eni contribuì alla nascita del quotidiano Il Giorno.

Nei primi anni Eni fu molto attiva in tutti i livelli del ciclo degli idrocaburi ma cominciò anche ad operare in altri settori.
In Italia sviluppò:

  • la rete di gasdotti,
  • la rete di distributori di benzina,
  • le relazioni con i privati
  • Il settore chimico

Nel 1956 viene fondata Snam Progetti S.p.A.

Nel campo metalmeccanico acquisisce il Nuovo Pignone di Firenze salvando l’azienda dal fallimento.

Nel 1957 viene costituita Saipem S.p.A., società operante nel settore della prestazione di servizi per il settore dell’energia e delle infrastrutture.

Nel 1960 nasce SEMI – Società Esercizio Motel Italia S.p.A. attiva nel settore turistico-alberghiero. Lo scopo di SEMI era quello di gestire gli impianti di distribuzione carburante, i Motel Agip e gli alberghi sulle autostrade e i bar delle stazioni di servizio.

Per cercare approvvigionamenti per l’Italia Eni si rivolse al mercato estero. Eni fu tra le ultime compagnie petrolifere ad entrare in Medio Oriente trovando una grandissima concorrenza.
Mattei decise di puntare sull’Africa, dove, oltre a concludere accordi per le ricerche, realizzò raffinerie e reti distributive.

Nel 1962 acquisisce l’azienda tessile Lanerossi, in gravi condizioni economiche.

Il 27 ottobre 1962 Enrico Mattei muore in un incidente aereo.
Dopo la sua morte Eni cercò di riorganizzare la propria situazione finanziaria. Cercò di migliorare i propri rapporti con le “Sette sorelle” che erano stati i principali avversari di Mattei.

L’azienda strinse un accordo con Esso e con altre compagnie petrolifere per la fornitura di greggio. Negli anni sessanta Eni preferì stringere accordi di fornitura senza doversi occupare di ricerca e estrazione.

Dal 1965 ha il controllo di AGI, l’Agenzia Giornalistica Italia, agenzia di stampa italiana.

Nel 1967 attraverso Snam, prende il controllo di Italgas.

Nel 1968 l’Eni acquisisce un pacchetto azionario della neonata Montedison. Il pacchetto azionario, di modesta entità, fece comunque diventare l’azienda il primo azionista di Montedison.

In ambito chimico e farmaceutico, cercò di prendere vantaggio sulla concorrenza, acquisendo e partecipando in numerose piccole e medie imprese.

L’avvento di Gheddafi in Libia porta alla nazionalizzazione delle ricerche petrolifere nel territorio. Agip fu l’unica società a salvarsi rimanendo per molti anni l’unica a operare in quel paese.

La crisi petrolifera del 1973 provocò un forte aumento dei prezzi del greggio e Eni chiuse per la prima volta i bilanci in perdita. La crisi portò all’abbandono dell’Italia di alcune compagnie petrolifere. Eni fu così costretta e rilevare le raffinerie e la rete di distribuzione per provvedere all’approvigionamento.

Nel 1974 costruisce gasdotti per l’importazione di metano dai Paesi Bassi e dall’URSS mentre Agip compra la rete di distributori Shell Italia.

Nel 1977 acquisisce le partecipazioni dell’EGAM, Ente gestione attività minerarie, società che verrà sciolta l’anno successivo. Le attività di Egam furono divise tra l’IRI ed Eni, attraverso la creazione di Sanim.

Nel 1980 Eni esce completamente dal pacchetto azionario della Montedison.

Nel 1981 nasce EniChimica, che assorbì le società del gruppo Anic e prende il controllo delle aziende SIR, Rumianca ed Euteco del gruppo Rovelli.

Nel 1983 nasce EniChem, nuova azienda petrolchimica del gruppo ENI, che aveva assorbito le principali attività di EniChimica S.p.A..

Nel 1985 EniChimica viene incorporata in Agip.

Nel 1986 Eni cede Lanerossi e tutto il suo comparto tessile.

Nel 1988 viene costituita la Enimont che concentrava tutta la chimica di base italiana. Enimont nacque in seguito alla decisione di Eni e Montedison di unire le proprie attività, una joint venture di proprietà paritaria delle due società (40% a testa), con il rimanente 20% nelle mani del mercato azionario. La società ebbe però breve durata; nel 1990 Montedison cedette il 40% di Enimont all’Eni al prezzo di 2.800 miliardi di lire. Enimont verrà sciolta nel 1991.

Con il decreto legge n. 333 dell’11 luglio 1992, l’Eni fu privatizzaza e traformata in una Società per azioni controllata dal Ministero del Tesoro. L’azienda fu profondamente ristrutturata: le attività margianali furono cedute e il comparto chimico ridimensionato. Le attenzione dell’azienda si rivolsero verso il petrolio e gas.

Nel 1993, nell’ambito della privatizzazione dell’azienda, viene venduto il Nuovo Pignone alla General Electric.

Nel 1994 Sanim diventa Enirisorse con l’obiettivo di entrare anche nel settore della siderurgia.

Nel 1995 una prima quota del capitale di Eni fu collocata sul mercato. Eni viene quotata in Borsa a Milano e a New York. Il Ministero del Tesoro scende fino al 30% circa del capitale ma con la golden share conserva il controllo della società.

La redditività migliora permettendo ad Eni di ripartire buoni dividendi agli azionisti pubblici.

Nel 1998 Agip e Agip Petroli vengono incorporate in Eni.

A gennaio 1999 EniChem S.p.A., assume la denominazione di Syndial S.p.A.

A febbrario 1999, con le liberalizzazioni del mercato di energia elettrica e gas naturale, nasce EniPower.

Con la cessione degli ultimi motel viene chiusa la SEMI.

Nel 2001, Snam scorpora le attività non legate al trasporto del gas:nasce Snam Rete Gas. Snam viene incorporata in Eni creando la Divisione Gas&Power.

Negli anni duemila Eni si espande all’estero acquisendo British Borneo, Lasmo, Burren e Dominion e avvia una transizione energetica decidendo di puntare sulle energie rinnovabili.

Nel 2002 conferisce le attività nella petrolchimica a Polimeri Europa che dal 5 aprile 2012 assume il nome di Versalis S.p.A..

Il 7 febbraio 2003, Eni lancia un’OPA acquisendo il 100% del pacchetto azionario di Italgas.

Nel 2006 Saipem acquista da Eni la totalità delle azioni Snamprogetti.

Nel 2008 acquisisce Distrigas da Suez e diventa il primo operatore gas del Belgio.

Nel 2009 Eni cede Italgas per 3,07 miliardi di euro e Stogit per 1,65 miliardi alla Snam Rete Gas S.p.A.

Il 5 ottobre 2012, Eni cede a Cassa Depositi e Prestiti il 30% di quote in suo possesso di Snam per una somma di circa 3,517 miliardi di euro.

Nel 2012 completa le acquisizioni del 100% del capitale delle società belghe Nuon Belgium NV e Nuon Power Generation Wallon. Viene fondata Eni Gas & Power NV/SA dopo la fusione tra Distrigas e Nuon Belgiumn.

Nel 2013 nasce Enjoy, brand di Eni Smart Consumer S.p.A, che offre il servizio di car sharing nelle città italiane.

Nel 2014 la raffineria di Porto Marghera viene riconvertita in impianto di bioraffineria con l’obiettivo di trasformare materie prime di origine biologica in biocarburanti di alta qualità.

Nel 2015 Eni scopre in Egitto, Zohr, il più grande giacimento di gas del Mediterraneo.

Viene creata, nel 2017, la divisone Eni Energy Solutions, che si occupa di energie rinnovabili con il compito di realizzare e operare gli impianti di energia rinnovabile sviluppati.
Eni decide di scorporare le attività di retail creando Eni gas e luce SpA.

A merzo 2017 cede le attività in Belgio; vende ad Eneco, Eni Gas & Power NV/SA e la sua controllata Eni Wind Belgium NV/SA.

Nel 2018 viene inaugurato il primo impianto fotovoltaico in Sardegna presso il polo industriale di Assemini seguito l’anno successivo da un secondo impianto a Porto Torres.

Le attività intraprese da Eni sulla riduzione delle emissioni di Co2 portano l’azienda ad essere riconosciuta come leader per il Carbon Disclosure Project e ad essere definita come la migliore compagnia petrolifera per sostenibilità da Carbon Traker.

Nel 2018 Eni diventa primo azionista dell’azienda americana Commonwealth Fusion Systems (CFS), società affine al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. L’obiettivo dell’azienda è quello di realizzare un reattore a fusione, basato sulla tecnologia tokamak.

Nel 2019 la società ambientale di Eni, Syndial, cambia nome e diventa Eni Rewind.

Nel 2020 Eni, attraverso la controllata Eni gas e luce, completa l’acquisizione del 70% di Evolvere, azienda italiana che opera nel settore della green economy.

A gennaio 2021 Eni gas e luce entra nel mercato iberico dell’energia attraverso l’acquisizione di Aldro Energía.

A marzo 2021 acquisisce Unión Fenosa Gas Comercializadora, società operante nel mercato spagnolo del gas naturale.

Nel luglio 2021 rafforza la sua presenza nelle rinnovabili in Spagna e in Francia, acquisendo la società Dhamma Energy Group, titolare di una piattaforma per lo sviluppo di impianti fotovoltaici nei due Paesi.

Nel settembre 2021, Versalis, società chimica dell’Eni, sale al 100% di Finproject, azienda marchigiana attiva nel settore del compounding e nella produzione di manufatti ultraleggeri.

A novembre 2021 Eni annuncia la creazione di “Plenitude”, una nuova società che si occuperà di retail, rinnovabili e mobilità elettrica che verrà quotata in Borsa nel 2022.
Entra nel capitale di Bonifiche Ferraresi partecipando all’aumento di capitale. L’investimento è di 20 milioni di euro che porta Eni ad avere il 3,32% di BF.

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