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Assosim, ok ai Piani di risparmio individuali (Pir)

I nuovi strumenti finanziari come i Pir e le Spac sono particolarmente adatti a sostenere lo sviluppo delle piccolee medie imprese: è quanto emerso da un convegno promosso a Milano da Assosim (l’associazione degli intermediari finanziari).

Assosim, ok ai Piani di risparmio individuali (Pir)

L’Italia è un Paese dotato di notevole vitalità imprenditoriale tanto che il numero delle piccole e medie imprese italiane nel 2015 è tornato a registrare un aumento dopo cinque anni superando le 137.000 unità (dati Cerved). Per favorire la crescita delle PMI, motore dell’economia reale, tramite un effettivo sostegno da parte dei mercati finanziari, un contributo importante può derivare da nuovi strumenti finanziari quali i Piani di Risparmio Individuale (PIR) e le Special Purpose Acquisition Companies (SPAC).

I Piani di Risparmio Individuale, indirizzati al risparmio privato e alle famiglie, dovrebbero poter canalizzare flussi pari a 3 miliardi di Euro mentre le SPAC, veicoli che concentrano investimenti istituzionali, già hanno realizzato una raccolta pari a circa 1 miliardo di Euro. Questo è quanto è emerso dal convegno organizzato da Assosim, l’associazione che riunisce gli Intermediari dei Mercati Finanziari, dedicato a “La finanza per la crescita delle PMI”, che ha visto gli interventi di Marco Graffigna, Head of Equity Capital Markets di Banca IMI, Francesco Perilli Amministratore Delegato di Equita SIM e Marco Turrina Amministratore Delegato di Banca Akros, e le conclusioni di Fabrizio Pagani, Capo della Segreteria Tecnica del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

“Accogliamo con grande favore la nascita dei PIR e lo sviluppo delle SPAC, che abbiamo auspicato da tempo. Riteniamo infatti che questi strumenti possano innescare un ciclo virtuoso in grado di convogliare un significativo flusso di risorse sulle PMI italiane con il beneficio di portare a loro supporto una maggiore liquidità e un più facile accesso al mercato finanziario italiano”, ha dichiarato Michele Calzolari, Presidente di Assosim.

Sulla stessa linea si è espresso anche Marco Graffigna, Head of Equity Capital Markets di Banca IMI: “Il mercato delle IPO in Italia ha visto nel periodo 2013-2016 la quotazione di 18 nuove società, di cui 13 con una capitalizzazione inferiore a un miliardo di Euro. Borsa Italiana ha, inoltre, incentivato l’accesso di nuove PMI al mercato attraverso l’istituzione del programma Elite, che vede ad oggi l’adesione di 460 società. Rimane tuttavia da migliorare l’aspetto della scarsa liquidità dei titoli delle PMI quotate, attuabile favorendo lo sviluppo dell’industria del risparmio gestito e l’accesso degli investitori istituzionali in sede di mercato primario e secondario”.

Secondo Marco Turrina, amministratore delegato di Banca Akros, “la crescita delle PMI rappresenta oggi la vera priorità per il nostro Paese; in tale contesto l’industria finanziaria è chiamata a svolgere un ruolo essenziale nel canalizzare il risparmio delle famiglie verso le attività produttive, anche in piena sintonia con gli obiettivi della Capital Markets Union promossa dalle istituzioni europee. Le SPAC e il successo che hanno registrato le più recenti operazioni di fund raising e business combination realizzate rappresentano un chiaro esempio di come l’innovazione finanziaria possa essere utilmente indirizzata nel disegnare strumenti di investimento trasparenti e tutelanti per gli investitori e flessibili nei confronti degli imprenditori, nonché più rispettosi delle specifiche esigenze di governance delle PMI rispetto ad altri operatori presenti sul mercato privato dei capitali”.

Inoltre, per Francesco Perilli, amministratore delegato di Equita Sim, “i Piani di Risparmio individuale siano una grande idea, che offre agli investitori istituzionali e privati uno strumento di investimento con un importante potenziale in termini di rendimento e alle imprese un canale di finanziamento sempre aperto”.

I PIR, la cui disciplina è contenuta nella Legge di Stabilità attualmente in approvazione, sono strumenti volti a favorire gli investimenti nelle PMI grazie a incentivi fiscali (azzeramento imposta sui redditi e altri benefici) a condizione di mantenerli almeno fino a cinque anni con un tetto di 150.000 Euro. Forme di incentivazione di questo tipo sono già adottate in Francia e Regno Unito con i plan d’epargne e gli individual savings account.

Le SPAC sono veicoli finanziari che – sulla base dell’iniziativa dei promotori – raccolgono risorse da investitori e vengono quotate in Borsa per poi individuare nel periodo di un paio d’anni una azienda target che si fonda con il veicolo risultando automaticamente quotata. L’obiettivo in questo caso è che il risparmio, gestito in maniera professionale, si indirizzi verso le medie imprese di eccellenza. Attualmente sono otto le SPAC operative sul mercato italiano.

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