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Asia, mercati in forte espansione: ecco perché cresce il vantaggio su Usa ed Europa. In testa Corea, Taiwan e Giappone

Fanno da traino le aziende tecnologiche, le azioni dei governi a favore degli azionisti e i fondamentali economici dell’Asia. Mentre un aiuto arriva anche dalla debolezza del dollaro Usa

Asia, mercati in forte espansione: ecco perché cresce il vantaggio su Usa ed Europa. In testa Corea, Taiwan e Giappone

Mentre Wall Street resta ancora incerta sulla direzione da prendere dopo che le megacap continuano ad aumentare le spese per l’intelligenza artificiale, gli investitori internazionali si spostano sui mercati asiatici che stanno ampliando il loro distacco da quelli degli Stati Uniti e dell’Europa

Le più grandi aziende tecnologiche asiatiche si sono fatte sempre più consapevoli del loro importante ruolo nella filiera dell’intelligenza artificiale, mentre i governi, dalla Corea del Sud al Giappone, stanno adottando misure per aumentare i rendimenti per gli azionisti. Tutto ciò in un contesto economico che risulta solido: il Fondo monetario internazionale prevede che quest’anno l’Asia contribuirà per circa il 60% alla crescita globale.

“L’Asia si trova davvero al crocevia di tre grandi tematiche” ha detto a Bloomberg Aidan Yao, senior investment strategist per l’Asia presso l’Amundi Investment Institute, in un’intervista a Bloomberg Television martedì. La prima è l’intelligenza artificiale, la seconda è la riforma aziendale in molti mercati e la terza è il miglioramento dei fondamentali“.

L’appeal dell’Asia emerge soprattutto nel confronto tra la forza di gran parte dei settori asiatici, dai tecnologici ai metalli preziosi, con la grande incertezza e volatilità legata all’intelligenza artificiale Usa.

L’indice azionario Msci Asia Pacific è salito del 7,5% a gennaio, il miglior rialzo mensile dal 2023, e oggi ha esteso i guadagni con un altro +1,4% raggiungendo un nuovo record storico. Questi movimenti si aggiungono a un anno eccezionale nel 2025 e stanno aiutando l’indice a sovraperformare l’indice S&P 500 e l’indice STOXX Europe 600.

Corea del Sud, Taiwan e Giappone fanno da locomotive in Asia

A guidare la carica sono i mercati ad alta intensità tecnologica di Corea del Sud e Taiwan, nonché il Giappone, dove l’ottimismo è alle stelle dopo che il partito del Primo Ministro Sanae Takaichi ha appena ottenuto la più grande vittoria elettorale del dopoguerra per un singolo partito.Le aziende asiatiche controllano punti critici – dai chip e memorie avanzati ai servizi di fonderia e assemblaggio – fornendo gran parte dell’hardware alla base dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il Kospi della Corea del sud ha guadagnato in un anno il 114%, dominato dalle azioni di Samsung Electronics che in un anno hanno guadagnato il 205%. Recentemente queste ultime hanno preso ancor più spinta dopo l’annuncio dell’avvio presto della produzione in serie di chip di memoria HBM4, utilizzati come parte dello sviluppo dell’infrastruttura di intelligenza artificiale. A fine gennaio la Corea del Sud ha superato la Germania in termini di valore di mercato azionario.

L’indice Nikkei della borsa di Tokyo nell’ultimo anno ha guadagnato quasi il 50%, ma solo nell’ultimo mese ha guadagnato l’11%.

Meno sfavillanti sono i mercati cinesi, con una domanda interna ancora debole che sta rafforzando le scommesse per ulteriori misure politiche. Il governo si è impegnato ad attuare politiche macroeconomiche “più proattive” nel 2026. A gennaio la banca centrale ha tagliato i tassi di interesse specifici per settore e ha destinato prestiti più convenienti alle piccole e medie imprese tecnologiche e private. La Cina durante la sessione parlamentare annuale di inizio marzo presenterà il suo prossimo piano di sviluppo quinquennale con l’obiettivo di crescita del PIL per l’anno in corso.

Un aiuto dalla debolezza del dollaro

Il persistente calo del dollaro statunitense fornisce un ulteriore impulso, allentando la pressione sulle valute asiatiche e riducendo il costo del servizio del debito denominato in dollari. L’indice Bloomberg Dollar Spot è sceso in cinque degli ultimi sei mesi a causa del cosiddetto degradement trade , ovvero il fenomeno per cui gli investitori si sono riversati su oro, argento e altri metalli preziosi, alla ricerca di una riserva di valore per resistere a una flessione dei mercati valutari e obbligazionari, a fronte del deterioramento delle finanze pubbliche. Verso la fine di gennaio, l’indicatore è sceso al livello più basso dal 2022, quando il presidente Donald Trump ha dichiarato di essere a suo agio con il declino della valuta. Così l’analogo indice Bloomberg Asia Dollar, l’indice delle valute asiatiche, è salito di un altro 0,6% nel 2026, dopo essere cresciuto di oltre il 3% l’anno scorso: il suo primo rialzo annuale in cinque anni.

Non mancano i rischi, dal calo della domanda a nuove pressioni con i dazi

Detto questo, i rischi non sono spariti, dicono gli analisti. Un eventuale calo della domanda di chip per esempio si ripercuoterebbe sui mercati, dato che le azioni stanno scontando elevate aspettative di utili. Inoltre, sebbene i dazi statunitensi effettivi si siano rivelati inferiori agli annunci iniziali per la maggior parte delle economie asiatiche, un’ulteriore escalation delle tensioni commerciali è una preoccupazione fondamentale, secondo il Fmi.

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