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Anthropic verso l’Ipo nel 2026: la strategia per battere OpenAI nella corsa alla Borsa dell’IA

Anthropic accelera verso la Borsa: la grande partita dell’AI si gioca sull’Ipo

Anthropic verso l’Ipo nel 2026: la strategia per battere OpenAI nella corsa alla Borsa dell’IA

Anthropic scalda i motori. E con Claude nel motore, punta a una delle quotazioni (Ipo) tech più imponenti di sempre, forse già nel 2026. La notizia arriva dal Financial Times e racconta di una strategia chiara: battere sul tempo OpenAI e prendersi la scena della nuova generazione dell’intelligenza artificiale prima che la concorrenza arrivi in Borsa.

La mossa che cambia la partita

Anthropic, fondata nel 2021 dai fratelli Dario e Daniela Amodei dopo l’uscita da OpenAI, ha incaricato lo studio legale Wilson Sonsini Goodrich & Rosati di preparare il terreno per la quotazione. E lo studio non è uno qualsiasi ma è lo stesso team che ha seguito le Ipo di Google, LinkedIn e Lyft, e dal 2022 affianca Anthropic anche sugli accordi miliardari con Amazon.

Secondo il FT, la scelta dello studio rappresenta un salto di livello nei preparativi e il segnale che la società non vuole solo farsi trovare pronta, ma giocare d’anticipo su OpenAI in quella che è ormai una corsa apertissima al primato del mercato.

Valutazioni stratosferiche e round miliardari

Il timing non è casuale. Anthropic è nel pieno di un nuovo round privato che potrebbe portare la valutazione sopra i 300 miliardi di dollari, dopo il commitment da 15 miliardi annunciato da Microsoft e Nvidia lo scorso novembre. Solo pochi mesi fa la società era stimata 183 miliardi.

E intanto il suo business corre ancora più veloce. Per il 2026 l’azienda punta a quasi triplicare il fatturato annualizzato, puntando a quota 26 miliardi di dollari, con oltre 300.000 clienti enterprise. Numeri impressionanti, ma che richiedono capitali sempre più ingenti. L’Ipo servirebbe così anche a garantire linee di finanziamento più profonde e azioni da usare come moneta nelle acquisizioni.

La corsa contro OpenAI

L’altro grande protagonista della vicenda è inevitabilmente OpenAI. Anche la società guidata da Sam Altman sta lavorando sottotraccia a una possibile quotazione, con valutazioni ipotizzate fino a 1.000 miliardi di dollari.

Le due società tentano quindi un doppio salto mortale: andare in Borsa con multipli mai sperimentati prima per startup statunitensi e con modelli di business resi imprevedibili dall’enorme costo computazionale dell’addestramento dei modelli avanzati. Secondo il FT, proprio questa incognita sul ritmo e sulla sostenibilità degli investimenti potrebbe rappresentare il principale freno, insieme alla difficoltà di fissare una data credibile.

Da Anthropic per ora nulla di confermato con il portavoce della società che, infatti, ribadisce che “non è stata presa alcuna decisione su quando, o persino se, andare in Borsa”.

L’operazione su Claude e la strategia “enterprise first”

Una parte decisiva della narrativa riguarda Claude Opus 4.5, l’ultima generazione del modello che ha spinto Anthropic in prima linea nel mercato enterprise. A differenza di OpenAI, molto più esposta al consumo di massa grazie a ChatGPT, Anthropic ha scelto di posizionarsi come partner delle aziende, puntando su affidabilità, controllo e ottimizzazione dei costi.

È un modello che parla quindi direttamente agli investitori istituzionali e che, secondo molti osservatori, potrebbe diventare una leva strategica per una quotazione a valutazioni stellari.

Un puzzle ancora in costruzione ma il 2026 è anno spartiacque della generative IA

Al netto dell’entusiasmo, la tabella di marcia non è scolpita nella pietra. Le conversazioni con le grandi banche d’affari sono ancora preliminari e informali, e chi conosce il dossier avverte che il 2026 potrebbe essere un obiettivo ambizioso, se non addirittura ottimistico. Alcune mosse interne, come l’ingresso nel 2024 di Krishna Rao, ex Airbnb e figura chiave dell’Ipo della società, mostrano che Anthropic sta già operando “come se fosse quotata”, lavorando su governance, reporting e processi in vista di un possibile debutto.

Se Anthropic e OpenAI dovessero davvero approdare entrambe a Wall Street, il 2026 diventerebbe così un anno spartiacque nella storia della tecnologia: due startup nate da un laboratorio di ricerca, cresciute fino a valutazioni da big tech e pronte a competere sul campo più esigente, quello dei mercati pubblici.

La domanda, ora, è se il mercato sarà pronto a scommettere su due società in crescita esplosiva, ma ancora lontane dall’equilibrio economico. La risposta arriverà presto. E potrebbe cambiare definitivamente la traiettoria dell’intelligenza artificiale globale.

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