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Alleanza contro la povertà in Italia, proposta al Governo: Reddito di inclusione sociale dal 2015

Secondo Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, “la social card non è la risposta alla povertà in termini strutturali” – “Serve subito un piano nazionale contro la povertà, impiegando inizialmente almeno 1,7 miliardi di euro per arrivare a regime in un quadriennio al una spesa di 7 miliardi, un centesimo della spesa corrente”.

Alleanza contro la povertà in Italia, proposta al Governo: Reddito di inclusione sociale dal 2015

“La proposta del Reddito di Inclusione Sociale costituisce un metodo di politica sociale per sottrarre la poca spesa sociale ad una logica di ricerca del consenso”. Così il sociologo Mauro Magatti ha commentato la proposta di una misura strutturale per la lotta alla povertà rivolta al governo questa mattina dalla Alleanza contro la povertà in Italia, alla vigilia della presentazione della legge di stabilità.

“Anche l’Ue ritiene importante la lotta alla povertà un sostegno all’inclusione attiva – ha commentato il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Franca Biondelli –. Intendiamo potenziare la sperimentazione Sia, attiva in 12 città del Paese, cercando nella legge di stabilità le risorse per estenderla all’intero Paese. Sono stati avviati pagamenti da aprile ad agosto, 50 milioni di euro per le 12 città. Con il progetto del Reis il governo ha comunanze di vedute ma ci sono limiti di bilancio con cui si deve fare i conti”. Ma secondo Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, “la social card non è la risposta alla povertà in termini strutturali”.  



Il professor Cristiano Gori, che ha curato il progetto, ha sottolineato che il Reis costituisce una proposta per affrontare in modo organico la povertà che i dati Istat ci dicono essere raddoppiata negli ultimi sette anni e riguardare ormai il 9,9% della popolazione. Per questo “è urgente avviare un piano nazionale contro la povertà da subito, a partire dal 2015 – si legge in una notta delle Acli –, impiegando inizialmente almeno 1,7 miliardi di euro per arrivare a regime in un quadriennio al una spesa di 7 miliardi, un centesimo della spesa corrente”.

I soggetti fondatori dell’Alleanza contro la povertà in Italia sono Acli, Action Aid, Anci, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Confcooperative, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Nazionale Italiano – ONLUS, Fio-PSD, Fondazione Banco Alimentare ONLUS, Forum Nazionale del Terzo Settore, Jesuit Social Network, Legautonomie, Save the Children, Umanità Nuova-Movimento dei Focolari. 

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