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Alitalia: Ue boccia prestito da 400 milioni. “E’ aiuto di Stato illegale, l’Italia li recuperi”. Giorgetti: decisione attesa

Il prestito era stato elargito ad Alitalia che però non esiste più. Come i 900 milioni stanziati nel 2017-2018, anche questa tranche deve essere restituita con gli interessi. In tutto sono più di 1,5 miliardi

Alitalia: Ue boccia prestito da 400 milioni. “E’ aiuto di Stato illegale, l’Italia li recuperi”. Giorgetti: decisione attesa

Il prestito da 400 milioni di euro erogato dallo Stato Italiano per Alitalia nel 2019 è da considerarsi un aiuto di Stato e pertanto è illegale ai sensi delle norme comunitarie. Per questo motivo la società deve restituirlo alle casse pubbliche “per quanto possibile”, includendo anche gli interessi maturati negli anni. Lo ha annunciato lo stesso esecutivo Ue.

Con una decisione presa diverse settimane fa, ma annunciata soltanto il 27 marzo 2023, la Commissione europea ha concluso che, esattamente come i 900 milioni stanziati nel 2017-2018, anche la tranche da 400 milioni di euro viola le norme comunitarie.
In ogni caso, precisa Bruxelles, la doppia condanna non coinvolge in alcun modo Ita Airways — subentrata ad Alitalia — perché vettore diverso e separato. In effetti, Alitalia, che ha smesso di volare il 15 ottobre 2021 per lasciare il posto a Ita, dovrebbe restituire 1,3 miliardi di prestiti più circa 250 milioni di interessi. Ma l’azienda non esiste di fatto più.

“L’esclusione di Ita dalle richieste di restituzione del prestito ponte ad Alitalia è la dimostrazione che siamo nel giusto e continueremo su questa strada” ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Le conclusioni della Commissione Ue erano attese e ampiamente previste”.

Quando Alitalia è entrata in amministrazione straordinaria

Bisogna tornare al maggio 2017 per illustrare la situazione, quando, dopo il voto contrario emerso dal referendum interno al piano di ristrutturazione proposto da Etihad che era socio con il 49%, Alitalia entra in amministrazione straordinaria.
A quel punto, l’azienda non aveva nemmeno più i soldi per garantire l’operatività minima dell’azienda e il governo ha deciso di stanziare 900 milioni di euro nel 2017-2018 (da erogare in doppia rata da 600 milioni e 300 milioni) e altri 400 milioni nel 2019. Sia dopo la prima tranche che in seguito alla seconda diversi vettori concorrenti (come British Airways e Ryanair) hanno mandato le proprie denunce. Il fascicolo sulla prima tranche (900 milioni) viene aperto ad aprile 2018, mentre quello sulla seconda tranche (400 milioni) viene aperto alla fine di febbraio 2020.

Che cosa dice la Commissione

Nel settembre 2021 la Commissione Ue se da una parte dà il via libera a Ita Airways, dall’altra boccia i primi 900 milioni di euro di prestito. Ora è la volta degli altri 400 milioni. L’Italia, si legge nelle motivazioni “non si è comportata come avrebbe fatto un operatore privato, non avendo valutato in anticipo la probabilità di rimborso dei prestiti, più gli interessi, ma volto a garantire la continuità del servizio dei voli nazionali e internazionali di Alitalia”. E ancora: “La Commissione ha ritenuto che l’aiuto non potesse essere approvato come aiuto al salvataggio ai sensi degli orientamenti” comunitari. Anche perché Alitalia “aveva già beneficiato di aiuti precedenti, vale a dire i prestiti concessi nel 2017. Pertanto, il nuovo prestito violerebbe l’obbligo una tantum previsto dagli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione”.


Come recuperare il denaro?

Come restituire ora i 400 milioni insieme agli altri 900 milioni già giudicati illegali, più gli interessi? Quel denaro, spiega una portavoce della Commissione europea, dovrà essere recuperato dallo Stato italiano per quanto possibile. “L’amministrazione straordinaria di Alitalia è tuttora in corso”, ricordano da Bruxelles “con l’obiettivo di completare la liquidazione dei beni della compagnia. L’Italia ha il dovere di recuperare l’aiuto incompatibile con le norme Ue, più gli interessi, da Alitalia, per rimuovere la distorsione del mercato” provocata dalla misura. “Nel caso di una impresa insolvente i 400 milioni saranno ripagati da Alitalia entro i limiti dei ricavi ottenuti dalla vendita dei beni della compagnia e dal valore di qualsiasi bene rimanente che non venga venduto”.

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