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Accenture: aumentano le iniziative aziendali per ridurre Co2, ma calano gli investimenti

Dal rapporto Cdp Italy 100 Climate Change Report 2013, pubblicato oggi da Cdp e Accenture, emerge che il numero di iniziative aziendali volte alla riduzione di Co2 aumentano (+22% rispetto allo scorso anno) ma calano gli investimenti (-25%). Inoltre il livello totale delle emissioni rimane invariato scendendo solo dello 0,8%.

Accenture: aumentano le iniziative aziendali per ridurre Co2, ma calano gli investimenti

Le aziende italiane appaiono sempre più sofisticate e mature nel livello di verifica delle emissioni di Co2, ma nonostante questo impegno le emissioni non diminuiscono e gli investimenti mirati a ridurre le emissioni si focalizzano maggiormente su progetti di breve periodo. E’ quanto emerge dal rapporto Cdp Italy 100 Climate Change Report 2013, pubblicato oggi da Cdp e Accenture.

Nel rapporto di quest’anno, come per lo scorso anno, hanno risposto in modo volontario 46 delle 100 aziende più importanti in Italia che rappresentano oltre tre quarti del valore di capitalizzazione di mercato delle top 100 aziende quotate.

Secondo il rapporto italiano, sono aumentate le iniziative di riduzione delle emissioni rispetto allo scorso anno +22 % (da 180 a 221 iniziative), tuttavia accanto a questo aumento non corrisponde un incremento degli investimenti che calano del 25% (da 3600 mln di euro a 2700mln di euro).

Gli investimenti sono stati rivisti, focalizzandosi su investimenti di entità minore e con tempi di ritorno più brevi. Oltre la metà (60%) delle iniziative ha un tempo di ritorno degli investimenti entro tre anni, solo il 15% entro 10 anni.

“Ci sono business cases molto solidi che danno alle aziende uno stimolo per ridurre le loro emissioni. Gli investitori non sono più interessati solo a sè ma a come i rischi e le opportunità relative al cambiamento climatico influiscano sulle aziende e come le stesse aziende gestiscano queste in modo effettivo”, dichiara Steven Tebbe, managing director di CDP Europe. E aggiunge: “Le aziende devono rendersi conto che queste pressioni esterne comportano anche opportunità per diventare ‘capifila’ e ciò comprende non solo risparmi tangibili nel breve termine, ma anche nella capacità di recupero a lungo termine anche nei ‘soft capital’ che possono essere acquisiti attraverso le azione messe in atto per il cambiamento climatico”.

“Gli investimenti messi in atto fino ad oggi seppure incoraggianti, non appaiono sufficienti: è necessario che le strategie di business legate alla sostenibilità siano ulteriormente rafforzate per indurre azioni più concrete e di lungo termine”, dichiara Danilo Troncarelli responsabile Practice Sustainability di Accenture. “I consumatori – sottolinea – dovrebbero esercitare sempre di più il loro potere di indirizzo premiando le aziende più virtuose, mentre gli investitori potrebbero supportare in modo significativo queste aziende facilitando l’accesso al capitale e offrendo migliori tassi di interesse. Gli attori di governo, infine, dovrebbero supportare la costruzione di un sistema normativo stabile, che incoraggi e favorisca
il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità in ciascun settore economico e, in ultima analisi, lo sviluppo di una società sostenibile”.

Nonostante la crescita delle iniziative il report evidenzia difficoltà nell’ottenere concreti risultati in termini di riduzione delle emissioni.

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