Poste Italiane spinge sulla rete fisica e rafforza la propria presenza sul territorio proprio mentre gli sportelli bancari continuano a ridursi. Nei primi sei mesi del 2026 il Gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco ha installato 431 nuovi Atm Postamat, portando il totale a 9.668 sportelli automatici in tutta Italia.
Una crescita che conferma la strategia di Poste di mantenere un presidio capillare anche nelle aree interne e nei piccoli Comuni. Rispetto al 2018, il numero dei Postamat è aumentato di 2.386 unità, quasi il 33% in più. E in cinque regioni italiane la rete di Poste Italiane è ormai più estesa di quella dell’intero sistema bancario.
Postamat verso quota 10 mila, dalla carta ai prelievi con l’App
I Postamat non sono più soltanto sportelli per il prelievo di contante. Gli Atm consentono di accedere 24 ore su 24 a diversi servizi di Poste Italiane, dalla consultazione di saldo e movimenti alle ricariche telefoniche e delle carte Postepay, fino al pagamento dei bollettini.
È possibile anche ritirare contanti senza utilizzare la carta fisica, attraverso l’App Poste Italiane. Sul fronte della sicurezza, i dispositivi sono dotati di sistemi anti-skimming per contrastare la clonazione delle carte e di meccanismi che possono macchiare le banconote in caso di tentativi di furto. L’espansione della rete porta Poste Italiane sempre più vicina alla soglia dei 10 mila Atm e si inserisce in un quadro molto diverso rispetto a quello del sistema bancario tradizionale.
Meno Atm e filiali bancarie, Poste cresce del 33% dal 2018
Secondo le ultime rilevazioni della Banca d’Italia sul sistema dei pagamenti, gli Atm degli istituti di credito sono passati dagli oltre 40 mila del 2018 a poco più di 36 mila nel 2025. Nello stesso periodo le banche hanno chiuso quasi un quarto delle proprie filiali.
Poste Italiane ha invece mantenuto sostanzialmente stabile la propria rete territoriale, continuando a presidiare anche le zone meno servite. Dal 2018 a oggi i Postamat sono cresciuti di quasi un terzo e il divario con la rete bancaria diventa particolarmente evidente in alcune aree del Paese.
Sono infatti Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Valle d’Aosta le cinque regioni nelle quali gli sportelli di Poste Italiane hanno ormai superato, per numero, quelli dell’intero sistema bancario. Un dato che rafforza il ruolo del Gruppo come infrastruttura nazionale per l’accesso ai servizi finanziari, postali e della Pubblica Amministrazione.
Il Progetto Polis rafforza il presidio nei piccoli Comuni
La scelta di mantenere una presenza diffusa sul territorio passa anche dal Progetto Polis, che coinvolge quasi 7.000 uffici postali situati nei Comuni con meno di 15 mila abitanti.
L’obiettivo è trasformare questi uffici in punti di accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione, affiancando alla tradizionale attività postale nuove funzioni rivolte ai cittadini e puntando su digitalizzazione, inclusione sociale e contrasto allo spopolamento dei centri più piccoli.
Per il progetto sono previsti 800 milioni di euro provenienti dal piano complementare al Pnrr, ai quali si aggiungono oltre 400 milioni messi a disposizione da Poste Italiane. Una strategia che, insieme alla crescita dei Postamat, punta a rafforzare la presenza dell’azienda proprio nei territori in cui il progressivo arretramento delle filiali bancarie rischia di lasciare meno servizi a disposizione di cittadini e imprese.
