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Mondiali, in Brasile Ancelotti in bilico dopo il flop con la Norvegia. La Federazione (per ora) lo conferma

Stampa e opinione pubblica scatenate contro il tecnico italiano, accusato di aver sbagliato le convocazioni e di non aver dato un’identità alla Seleçao, oltre che di aver fatto tirare il rigore (sbagliato) a Guimaraes e non a Vinicius. Sui social viene sarcasticamente paragonato ad Archimede Pitagorico. Però ha un faraonico contratto fino al 2030 e per ora verrà onorato

Mondiali, in Brasile Ancelotti in bilico dopo il flop con la Norvegia. La Federazione (per ora) lo conferma

Sembra ieri che l’esonero di Carlo Ancelotti dalla panchina del Napoli, sulla quale è stato il secondo peggiore allenatore degli ultimi 20 anni dopo Rudi Garcia, era stato considerato da stampa e opinione pubblica italiana quasi un crimine di lesa maestà. Era il dicembre 2019 e fu uno dei rarissimi casi in cui il mister delle 5 Champions vinte, ammirato in ogni angolo del pianeta, veniva messo apertamente in discussione in Italia. Risultati alla mano, il presidente De Laurentiis non ebbe tutti i torti: Carletto avrà vinto altre Coppe col Real Madrid, ma il Napoli ha poi portato a casa ben due scudetti, con due allenatori diversi nel dopo-Ancelotti, mentre con Carletto viaggiava a 20 punti da Inter e Juventus.

A distanza di anni la storia si è ripetuta, stavolta in Brasile, dove Ancelotti ha scelto di mettersi in gioco guidando per la prima volta una nazionale ad un Mondiale. Per portare a casa l’Hexa, cioè l’agognato sesto titolo mondiale che i brasiliani aspettano da 24 anni (che adesso diventeranno almeno 28…), il tecnico italiano è stato ricoperto d’oro: è di gran lunga il ct più pagato di questi Mondiali con i suoi 10 milioni di euro l’anno circa, con contratto peraltro garantito fino alla Coppa del 2030, per via di un improvvido rinnovo a poche settimane dal Mondiale.

Carlo ha di nuovo portato con sè il figlio Davide, contestato allenatore del Botafogo

Improvvido dal punto di vista della Federcalcio brasiliana, si intende, perché l’allenatore più vincente di sempre ha fallito ai Mondiali con la Seleçao, e come accadde a Napoli anche in Brasile stanno criticando pesantemente lui e il figlio Davide, che il padre ha portato con sè anche nell’avventura mundial dopo l’esperienza al Real Madrid. E che l’anno scorso è riuscito persino a piazzare come capo allenatore del Botafogo, un club che veniva dalla doppietta campionato brasiliano-Coppa Libertadores e che invece con Ancelotti jr è stato protagonista di una stagione più che anonima. “Raccomandato”, si diceva a Napoli, mentre la stampa compiacente non vedeva niente di male nel fatto che l’allenatore più vincente della storia scegliesse di lavorare col figlio, come nella più classica tradizione nepotistica italiana.

Le critiche ad Ancelotti, chiamato sarcasticamente “Archimede Pitagorico”

“Lo stagista”, è stato invece soprannominato Davide in Brasile, mentre papà Carlo è stato paragonato sarcasticamente al Professor Pardal, che è il nome usato in Brasile per il personaggio Disney conosciuto in Italia come Archimede Pitagorico, cioè il geniale inventore che però in Sudamerica è sinonimo di una persona che fa il fenomeno, che complica cose semplici e, nel caso del calcio, che fa esperimenti tattici senza motivo e, nel tentativo di fare il genio, finisce per peggiorare tutto. Questo devono aver pensato i milioni di brasiliani delusi per l’eliminazione della Seleçao agli ottavi di finale contro la sorprendente Norvegia, che a questo punto non a caso aveva dominato il girone di qualificazione contro l’Italia.

A consolare la frustrazione dei tifosi verdeoro non basterà nemmeno l’imponente operazione-simpatia messa in piedi dall’attivissimo ufficio comunicazione della Federcalcio brasiliana, che negli ultimi mesi ha fatto apparire Carletto ovunque e in tutte le salse, finendo per sovraesporlo e generare aspettative altissime: dal Carnevale ai programmi tv della domenica, dai video promo-motivazionali fino al tormentone pubblicitario della birra Brahma, in cui è protagonista con Ronaldo. Col senno di poi, sarebbe stato meglio il low profile, perché adesso la delusione è ancora più bruciante e sui social è già partito il trend #ForaAncelotti.

Per la Seleçao è stato il Mondiale più disastroso di sempre

Per il Brasile, nonostante al timone ci fosse un allenatore del calibro di Ancelotti, quella di questa edizione è stata la peggior campagna di sempre, o giù di lì, in un Mondiale: i pentacampioni non uscivano agli ottavi di finale dall’edizione di Italia ’90, e all’epoca avvenne per mano di Maradona e di una nazionale, quella argentina, campione in carica e di lì a poco vicecampione del mondo. La Norvegia invece, seppur in un ottimo momento tecnico, è assolutamente da considerare un underdog, eppure ha mandato a casa il Brasile dominandolo in quella che teoricamente sarebbe la sua specialità e cioè il palleggio: gli scandinavi hanno tenuto il possesso palla per due terzi del tempo (il 34% di possesso brasiliano è il peggior dato di sempre della Seleçao in un Mondiale). Inoltre la Norvegia ha effettuato 531 passaggi, contro i 379 dei più talentuosi sudamericani, con l’89% di precisione contro l’85%.

Il futuro di Ancelotti: teoricamente confermatissimo, ma…

Dopo un flop del genere, il futuro di Carletto è appeso ad un filo. Il direttore tecnico della Federalcio brasiliana, Rodrigo Caetano, ha immediatamente confermato Ancelotti fino al Mondiale 2030, come da contratto: “Adesso è fondamentale avviare un ciclo più sereno e stabile, dando continuità al lavoro del commissario tecnico fino ai Mondiali del 2030 e apportando i correttivi necessari. Serve la giusta tranquillità per proseguire il percorso e preparare al meglio la prossima Coppa del Mondo”, ha detto dopo la disfatta contro la Norvegia. Ma i malumori nell’ambiente e nella tifoseria non farebbero escludere che una sconfitta così bruciante porti ad un addio anticipato. A conferma che a volte sono le grandi squadre a fare grandi gli allenatori, ed evidentemente questo Brasile non era il Real Madrid.

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