Gli investitori iniziano a credere che Iran e Usa siano veramente intenzionati a raggiungere una pace in Medio Oriente e a riaprire lo Stretto di Hormuz dopo che ieri è stata posta la firma a un memorandum d’intesa in 14 punti. Così il malumore di ieri a Wall Street dopo che il nuovo presidente Fed aveva adottato una postura da “falco” volendo contrastare l’inflazione, all’alba di un nuovo giorno si è trasformato in ottimismo e voglia di investire. A dare il ritmo alla giornata è stato ancora una volta il prezzo del petrolio che è sceso verso i 77 dollari, mentre l’indice azionario asiatico è in rialzo per il quinto giorno consecutivo, il Nikkei 225 giapponese ha guadagnato quasi il 2% e i titoli di stato si rafforzano. Inoltre i futures indicano un’apertura in rialzo per Wall Street, mentre restano più timide le borse europee. Oggi sarà in scena la Banca d’Inghilterra che si prevede lascerà anch’essa i tassi invariati al 3,75%.
L’accordo Usa-Iran: il traffico di Hormuz riprenderà senza costi aggiuntivi. Il petrolio scende
Stati Uniti e Iran hanno pubblicato il testo del loro accordo, che estende di altri 60 giorni il cessate il fuoco annunciato ad aprile per consentire alle due parti di negoziare una tregua. L’accordo prevede anche la piena ripresa del traffico marittimo “senza costi aggiuntivi” nello Stretto di Hormuz. Trump ha dichiarato ai giornalisti di aver firmato il documento presso la Reggia di Versailles, vicino a Parigi. Il memorandum d’intesa è ora in vigore, ha affermato un funzionario statunitense. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha affermato che l’Iran riaprirà “immediatamente” lo Stretto di Hormuz e che gli Stati Uniti revocheranno “subito” il blocco.
I prezzi dei futures sul petrolio greggio di riferimento statunitense sono scesi del 2,7% a 74,70 dollari al barile, mentre il Brent è calato del 2,3% a 77,70 dollari al barile, il livello più basso degli ultimi tre mesi.
Wall Street ieri ha chiuso in netto calo dopo le parole da “falco” del nuovo presidente Fed
Ieri a Wall Street tutti i principali indici hanno chiuso in netto calo, invertendo repentinamente una rotta di guadagni, dopo che le parolo del neo insediato Kevin Warsh alla Fed hanno convinto gli investitori che la prossima mossa della banca centrale statunitense sarà un aumento dei tassi.
Warsh, dopo aver mantenuto i tassi invariati tra il 3,50% e il 3,75% al termine del Fomc di ieri, ha sottolineato la necessità di domare l’inflazione e altri membri del comitato di politica monetaria hanno previsto un aumento dei tassi di interesse entro la fine dell’anno. I funzionari hanno descritto la crescita economica come “solida” e hanno evidenziato i forti aumenti di produttività e gli investimenti di capitale, chiarendo al contempo che l’inflazione è diventata una preoccupazione maggiore rispetto alla debolezza del mercato del lavoro. Warsh ha inoltre annunciato la creazione di una task force incaricata di esaminare il bilancio della Fed, pari a 6.700 miliardi di dollari, una questione che ha a lungo criticato. Il gruppo, ha affermato, esaminerà se “la politica monetaria derivi dal nostro strumento dei tassi di interesse o dal nostro strumento di bilancio”.
Il Dow Jones ha chiuso a -0,98%, S&P 500 a -1,21%, Nasdaq a -1,34%. Tutti gli 11 principali indici settoriali dell’S&P 500 hanno chiuso in ribasso dopo la riunione. Le azioni di SpaceX di Elon Musk ha chiuso in ribasso del 4,9%, registrando il primo calo per la società del settore e dell’intelligenza artificiale dal suo debutto in borsa di venerdì.
Ma stamane i contratti futures sull’indice S&P 500 sono balzati fino allo 0,9%, mentre i future del Nasdaq hanno guadagnato l’1,5%.
In Asia brillano Nikkei e Kospi trascinati da tech e AI
In Asia l’indice di riferimento dell’area è in rialzo dell’1% ed arriva alla quarta seduta consecutiva di rialzo, trainato dal Nikkei di Tokyo e dal Kospi di Seul a loro volta spinti da solidi guadagni registrati dalle azioni del settore dei semiconduttori e di quello legato all’intelligenza artificiale.
In Giappone, l’indice Nikkei di Tokyo è salito a un massimo intraday record per la quarta sessione consecutiva, superando quota 71.000 a +1,7%. Lo yen tocca i minimi degli ultimi due anni su dollaro a 160,6. I mercati si aspettano da un momento all’altro un intervento delle autorità monetarie e la maggior parte degli economisti prevedono un altro rialzo dei tassi da parte della banca centrale prima della fine dell’anno.
In Cina, l’indice Hang Seng di Hong Kong è a -1,6%. Piatto l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhem. In rialzo dello 0,7% la borsa di Taiwan. Le autorità di regolamentazione cinesi si sono impegnate ad accelerare la trasformazione di Shanghai in un vero e proprio polo finanziario globale e a incoraggiare l’adozione dello yuan all’estero, mentre Pechino cerca di mettere in risalto la stabilità del Paese in un contesto di volatilità del mercato globale. Sei istituti di credito – la Banca Industriale e Commerciale della Cina, la Banca Agricola della Cina, la Banca di Cina, la Banca Cinese per le Costruzioni, la Banca delle Comunicazioni e la Citic Bank – sarebbero autorizzati a svolgere operazioni di cambio in yuan offshore nella zona di libero scambio di Shanghai.
Nella Corea del Sud, l’indice Kospi è in rialzo dell’1,5%, raggiungendo nel corso della seduta per la prima volta quota 9.000,68 punti. In India, la borsa di Mumbai piatta, mentre è visto come imminente la firma di un accordo commerciale e strategico tra India e Stati Uniti.,
Secondo la maggior parte degli economisti interpellati da Bloomberg, le banche centrali di Indonesia e Filippine, due economie duramente colpite dallo shock energetico, dovrebbero entrambe aumentare i tassi di interesse di un quarto di punto ciascuna giovedì. La banca centrale di Taiwan, invece, dovrebbe lasciare i tassi invariati .
Il rendimento dei titoli di stato Usa a 10 anni è sceso di quattro punti base al 4,45% dopo essere aumentato di circa cinque punti base in seguito alla decisione della Fed. Il rendimento dei titoli del Tesoro a due anni, altamente sensibile alle aspettative di politica monetaria, è sceso di due punti base al 4,16% dopo un balzo di 13 punti base nella sessione precedente. Ciononostante, i rendimenti dei titoli di Stato australiani e giapponesi a 10 anni sono leggermente aumentati stamane: il 10 anni giapponese è salito di 0,5 punti base, raggiungendo il 2,605%.
L’indice del dollaro ha perso lo 0,2% oggi, dopo essere salito dello 0,7% nella sessione precedente. Euro dollaro in apprezzamento a 1,152, dopo il calo di quasi l’1% di ieri. Oro e argento sono invece in rialzo. L‘oro spot è salito dell’1,32% a 4.314,09 dollari l’oncia. Nel mercato delle criptovalute, il bitcoin ha perso lo 0,93%, attestandosi a 63.776,04 dollari. Ethereum ha ceduto l’1%, scendendo a 1.728,00 dollari.
Borse europee viste aprire in lieve calo. A Piazza Affari occhi a Leonardo, Unicredit, Stellantis
Le borse europee non godono dello stesso entusiasmo delle borse asiatiche e dei futures di Wall Street e sono indicate aprire in lieve calo: il futures Eurostoxx 50 è a -0,2%
Avio – Ariane 6 ha lanciato 36 satelliti Leo di Amazon nell’orbita terrestre. Il successo del lancio segna il primo utilizzo dei motori P160C.
Eni – PC Ketapang II Ltd, unità della joint venture Searah tra Eni e la malese Petronas, ha avviato i lavori di costruzione nel giacimento di gas in Indonesia.
Italgas – L’aggiornamento del Piano Strategico è previsto per il 23 giugno.
Poste Italiane – Oggi l’assemblea straordinaria dovrebbe approvare l’aumento di capitale a servizio dell’Opas da 10,8 miliardi su Tim (1,67 euro in contanti + 0,218 azioni Poste). Le prossime tappe chiave sono: piano standalone di Poste il 24 luglio, piano di Tim il 30 luglio, autorizzazioni di Banca d’Italia e Consob entro fine luglio e successivo lancio dell’offerta, con chiusura prevista entro fine settembre.
Saipem – Il progetto di fusione con Subsea7 è arrivato sul tavolo dell’Antitrust Ue, la prima decisione è attesa per il 22 luglio. Lo scrive MF.
Stellantis – E’ in trattative con due potenziali partner per una collaborazione relativa al suo marchio di lusso Maserati, momentaneamente in difficoltà. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato Antonio Filosa, durante un’audizione in Parlamento.
UniCredit – Secondo la stampa, avrebbe proposto a Delfin uno scambio tra la partecipazione di Delfin in Generali (10,15%) e azioni proprie UniCredit. Delfin avrebbe respinto la proposta, preferendo il pagamento in contanti, anche considerando che le azioni UniCredit sono sui massimi storici.
OVS – Le vendite nette consolidate del primo trimestre sono state pari a 397 milioni di euro, +12% su base annua, con un’Ebitda rettificato di 29,4 milioni.
Leonardo. La joint venture fra Leonardo ed Edge prevede ordini superiori ai 4 miliardi di euro nei prossimi cinque anni..
Generali. Morningstar taglia il giudizio a Sell, target invariato a 36 euro. Mediobanca ha alzato il target price a 45,50 euro, dai 42 euro precedenti.
Intesa. Morningstar taglia il giudizio a Sell, target da 6,4 a 5 euro.
