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Usa-Iran, accordo vicino ma la firma sarà a distanza: rinviato il vertice di Ginevra

Il premier pakistano Sharif: “L’intesa potrebbe essere finalizzata entro 24 ore con una firma digitale”. Teheran frena: “Non sarà firmata domani”

Usa-Iran, accordo vicino ma la firma sarà a distanza: rinviato il vertice di Ginevra

L’accordo tra Stati Uniti e Iran per la possibile fine del conflitto appare sempre più vicino, ma restano incertezze sui tempi della sua formalizzazione. Se nelle ultime ore il Pakistan aveva parlato di una firma elettronica entro 24 ore, da Teheran è arrivata una frenata che allontana l’ipotesi di un’intesa imminente.

Secondo quanto riferito dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, il memorandum d’intesa negoziato con Washington non sarà firmato domani. “Dobbiamo aspettare per conoscere la data esatta della firma. Non sarà domani“, ha dichiarato ai media statali iraniani, spiegando che l’Iran preferisce mantenere cautela a causa delle continue esitazioni degli Stati Uniti durante il negoziato.

Poche ore prima, fonti citate da Al Arabiya hanno riferito che il memorandum di Islamabad sarà firmato a distanza e che gli incontri previsti a Ginevra sono stati rinviati a data da destinarsi. Secondo l’emittente, dopo la sottoscrizione dell’intesa sono previsti ulteriori colloqui tecnici a Islamabad per definire gli aspetti operativi dell’accordo.

A indicare una possibile accelerazione del processo negoziale è stato anche il premier pachistano Shehbaz Sharif, secondo cui le parti sono “più vicine a un accordo di pace che mai prima d’ora”. Sharif ha parlato di una possibile finalizzazione dell’intesa entro 24 ore e della successiva firma elettronica del memorandum, definendolo una base per una pace duratura nella regione.

I punti chiave dell’intesa tra Usa e Teheran 

Secondo le informazioni emerse finora, il memorandum non rappresenterebbe un accordo definitivo tra Iran e Stati Uniti, ma un quadro generale destinato a fissare i principi per la cessazione delle ostilità e la gestione delle principali controversie tra le parti.

Baghaei ha precisato che l’obiettivo immediato del documento è consolidare la fine della guerra sui vari fronti regionali, incluso il Libano. La questione nucleare, invece, sarebbe stata esclusa da questa prima fase negoziale e dovrebbe essere affrontata separatamente entro i successivi 60 giorni.

Tensione militare e diplomazia parallela

Nonostante i progressi diplomatici, la situazione sul terreno resta fragile. Nelle ultime ore una petroliera è stata colpita da un proiettile di origine non identificata al largo delle coste dell’Oman, in una delle aree marittime più sensibili per il commercio energetico globale. Secondo l’Agenzia britannica per la sicurezza marittima (Ukmto), l’equipaggio è rimasto illeso e la nave ha proseguito la navigazione verso il porto di destinazione.

Sul fronte politico, il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha reso noto di aver discusso la bozza del memorandum con gli ambasciatori di Russia e Cina a Teheran, segnale del coinvolgimento delle principali potenze alleate dell’Iran nel delicato processo negoziale.

Nel frattempo il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha ribadito la linea dura di Teheran, affermando che il Paese resterà “saldo fino alla vittoria finale”, pur continuando a partecipare ai colloqui diplomatici.

Ultimo aggiornamento sabato 14 giugno alle ore 15:21

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