Intesa Sanpaolo rinnova per il quinto anno consecutivo la propria presenza a Vinitaly 2026, confermando il ruolo centrale nel sostegno alla filiera vitivinicola italiana. L’obiettivo è accompagnare le imprese nella crescita dimensionale, nell’innovazione e nei percorsi di sostenibilità, con un nuovo plafond di credito da 1,5 miliardi di euro destinato alle oltre 7.000 Pmi del settore vitivinicolo clienti della Divisione Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese.
Intesa Sanpaolo, Agribusiness e advisory: il modello per il vino italiano
Il presidio operativo è garantito dalla Direzione Agribusiness, una struttura interamente dedicata al comparto agroalimentare che oggi conta oltre 1.100 professionisti specializzati e 250 punti operativi sul territorio nazionale, tra cui 95 filiali. Dalla sua costituzione nel 2021 sono stati erogati oltre 9,5 miliardi di euro a medio-lungo termine, a testimonianza di un impegno continuativo. A questo si affianca il lavoro sulle filiere produttive, con 172 contratti attivati, di cui 36 orientati alla sostenibilità, che coinvolgono complessivamente oltre 8.500 fornitori e circa 22mila addetti, per un giro d’affari vicino ai 26 miliardi di euro.
Come sottolinea Massimiliano Cattozzi, responsabile della direzione Agribusiness: “In un contesto globale così incerto, le nostre Pmi possono contare su un supporto costante sia in termini finanziari che consulenziali: con 1,5 miliardi di nuovo credito a disposizione e un modello di advisory che gode delle sinergie del Gruppo, anche la Direzione Agribusiness riesce a offrire alle imprese del settore un supporto unico in Italia per fusioni, acquisizioni, ricambio generazionale e apertura di nuovi stabilimenti anche all’estero, di particolare interesse anche per i protagonisti del mondo del vino. A questa valutazione sulle opportunità di mercato da cogliere attraverso la finanza straordinaria, affianchiamo i nostri strumenti per la transizione digitale ed energetica, decisivi per mantenere e rafforzare la competitività del vino italiano.
Crescita e internazionalizzazione: focus su 600 imprese agroalimentari
Accanto alla leva finanziaria, la banca rafforza il proprio modello di advisory, posizionandosi come partner per operazioni di finanza straordinaria. Sono circa 600 le imprese agroalimentari che, per dimensioni e struttura, risultano potenzialmente pronte ad affrontare percorsi di crescita più evoluti, attraverso strumenti come fusioni e acquisizioni, apertura del capitale, riorganizzazioni della governance e passaggi generazionali. L’obiettivo è accompagnare un settore ancora frammentato verso una maggiore massa critica e una presenza più strutturata sui mercati internazionali.
Un capitolo rilevante riguarda gli strumenti di liquidità, in particolare il pegno rotativo, che consente alle aziende di ottenere finanziamenti mantenendo il prodotto in magazzino. Su questo fronte, Intesa Sanpaolo ha concesso 65,8 milioni di euro di finanziamenti su prodotti Dop, di cui 25,4 milioni destinati ai vini Doc, Docg e Igt.
Vino: Italia leader della produzione, export stabile ma a due velocità
Secondo le stime OIV, nel 2025 l’Italia si conferma primo produttore mondiale di vino con 47,4 milioni di ettolitri, davanti a Francia e Spagna. La produzione globale raggiunge 232 milioni di ettolitri (+3% sul 2024), ma resta ancora sotto la media degli ultimi cinque anni (-7%), segnalando un equilibrio fragile tra domanda e offerta.
Sul fronte export, il vino italiano si attesta a 7,8 miliardi di euro, con una flessione del 3,7% in valore e dell’1,9% in volume. L’Italia mantiene la leadership nei volumi esportati, ma resta seconda per valore dietro la Francia, evidenziando margini di crescita sul posizionamento premium.
A livello territoriale, l’andamento delle esportazioni si presenta disomogeneo. Alcuni distretti mostrano una crescita significativa, come quello bresciano con un incremento del 27,9%, seguito dal Friuli (+7%) e da Bolzano (+1,9%), mentre altri registrano una sostanziale stabilità, come il Veronese e l’area di Langhe, Roero e Monferrato, entrambe in lieve calo dello 0,9%. Più marcate le flessioni per il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (-3,1%) e per alcune aree del Centro-Sud, fino ai cali più netti del Montepulciano d’Abruzzo (-13,8%) e di Trento (-12,1%).