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Borse oggi guardano alla proposta dell’Aie di liberare scorte monster di petrolio, che scende. Torna la voglia di tech grazie a Oracle

La proposta anticipata dal Wsj potrebbe essere confermata oggi. Wall Street ieri ha annullato i rialzi iniziali, ma la regina è stata Oracle con un +8% dopo i dati, condizionando anche il tech asiatico. Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Leonardo, Mediobanca, Tim

Borse oggi guardano alla proposta dell’Aie di liberare scorte monster di petrolio, che scende. Torna la voglia di tech grazie a Oracle

Mentre la guerra in Medio Oriente al momento non vede spiragli di risoluzione e si susseguano messaggi contrastanti da parte di Trump, la buona notizia che ha spinto al rialzo le borse asiatiche e in calo il petrolio sotto i 90 dollari è arrivata dall’Agenzia internazionale per l’energia che ha proposto il più grande rilascio di riserve di greggio della sua storia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Tuttavia, per non farsi mancare altre preoccupazioni, JPMorgan Chase & Co. ha comunicato agli istituti di credito privati ​​di aver ridotto il valore di alcuni prestiti, limitando i prestiti erogati a fronte delle crescenti preoccupazioni sulla qualità del credito, ha riportato il Financial Times, provocando una frenata del rally in corso, in particolare delle banche. E’ tornata l’affezione per i titoli tecnologici, considerati meno esposti alla guerra in Medio Oriente, grazie anche al balzo dell’8% delle azioni di Oracle nelle contrattazioni after hours, grazie a ricavi migliori del previsto. Tuttavia i mercati sono ancora nervosi e instabili per gli sviluppi in Medio Oriente dopo i segnali contrastanti di Trump sulla guerra in Iran e i mercati energetici restano ostaggi della durata e dell’intensità del conflitto.

L’AIE propone il maggior rilascio di scorte di petrolio mai realizzato

Secondo il Wall Street Journal, l’Agenzia internazionale per l’energia ha proposto il più grande svincolo di riserve petrolifere mai realizzato, mentre i governi cercano di contenere l’impennata dei prezzi dell’energia causata dalla guerra in Medio Oriente. La proposta, diffusa ieri durante una riunione d’emergenza dei funzionari del settore energetico, supererebbe i 182 milioni di barili che i paesi membri hanno rilasciato in due tranche nel 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ha riportato il quotidiano, citando funzionari a conoscenza della questione. Ciò lo renderebbe il rilascio più grande mai effettuato fino ad oggi.

Il benchmark globale Brent ha ceduto i precedenti guadagni di quasi il 4% dopo la notizia, prima di attestarsi intorno agli 88 dollari al barile. Stamane è in calo dello 0,4% a 87,45 dollari al barile, dopo il crollo dell’11% nella seduta precedente, mentre il greggio statunitense è salito dello 0,3% a 83,67 dollari al barile. L’ampliamento della guerra e la chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz hanno portato a tagli da parte dei produttori del Golfo Persico, che finora hanno ridotto di circa il 6% la produzione mondiale di petrolio, facendo schizzare alle stelle i prezzi di tutto il comparto energetico: dal carburante per aerei al gas da cucina, in tutto il mondo.

Milioni di barili di greggio e carburanti rimangono bloccati su petroliere che non riescono ad attraversare lo stretto, dove le navi sono state attaccate. All’inizio di questa settimana, le nazioni del G7 avevano chiesto all’AIE di preparare scenari per il rilascio di scorte petrolifere di emergenza. I paesi vogliono essere pronti a utilizzare le riserve di petrolio in caso di necessità e hanno incaricato l’AIE di studiare i volumi che potrebbero essere rilasciati, aveva detto ieri ai giornalisti il ​​Ministro delle Finanze francese Roland Lescure.

La proposta potrebbe essere rinviata qualora un singolo Paese si opponga. Si prevede che i Paesi si pronunceranno sulla proposta più tardi oggi, ha detto il Journal. Secondo il gruppo, che supervisiona il rilascio coordinato delle scorte, i 32 paesi che appartengono all’AIE detengono collettivamente almeno 1,2 miliardi di barili di petrolio in riserve pubbliche di emergenza.

Ieri Wall Street ha chiuso annullando i rialzi iniziali. Torna la voglia di Tech: Oracle a +8% dopo i dati

Ieri Wall Street, partita abbastanza bene, ha perso slancio nel corso della seduta, con l’indice S&P 500 che ha ceduto i guadagni iniziali scivolando in territorio negativo (-0,21%). Il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,07%, mentre il Nasdaq (+0,01) ha ottenuto un guadagno nominale. Gli investitori valutavano le speranze sempre più vacillanti di una fine anticipata della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, mentre sono continuate le minacce militari e cresciute le preoccupazioni di stagflazione economica. I produttori di chip hanno registrato un rialzo ieri con Nvidia in aumento dell’1,2%, mentre SanDisk e Western Digital sono aumentati rispettivamente del 5,1% e dell’1,6%. Le azioni di Oracle hanno guadagnato oltre il 7% nelle contrattazioni estese dopo che la società ha pubblicato il suo rapporto sugli utili trimestrali risultati migliori delle attese e ha affermato che la domanda di cloud computing per l’addestramento dell’IA continua a superare l’offerta.

Dopo che l’Iran ha fatto sapere che stava dispiegando mine nello stretto di Hormuz, Trump ha reagito con minacce di ritorsione e rinnovati appelli alla resa totale dell’Iran. Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver distrutto 16 posamine iraniane vicino allo Stretto di Hormuz. La volatilità è aumentata quando il Segretario all’Energia degli Stati Uniti Chris Wright ha pubblicato per errore, e poi cancellato, un messaggio secondo cui la Marina degli Stati Uniti aveva scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz, solo per poi vedere la Casa Bianca ammettere che tale operazione non era avvenuta.

L’amministrazione Trump ha anche manifestato una certa volontà di porre fine alle sanzioni sul petrolio nei confronti della Russia aumentando al contempo la possibilità di progressi verso la fine della guerra della Russia contro l’Ucraina .

Gli investitori attendono oggi i dati sull’inflazione statunitense di febbraio, dopo che l’ultimo rapporto sull’occupazione ha messo in discussione la percezione che il mercato del lavoro si stia stabilizzando. Si prevede che l’inflazione di fondo, che esclude i costi volatili di cibo ed energia, aumenti solo dello 0,2% Ciò suggerirebbe un certo allentamento delle pressioni sui prezzi prima che lo scoppio della guerra in Iran introducesse nuova incertezza sulle prospettive di inflazione.

Stamane i futures sugli indici azionari statunitensi indicano un’apertura di Wall Street in rialzo tra lo 0,2% e lo 0,3%. I titoli del Tesoro sono saliti, con il rendimento del benchmark decennale in calo di un punto base al 4,14% oggi.

In Asia balza Softbank in scia a Oracle. La Cina stringe i cordoni dell’AI

Le borse asiatiche sono positive dopo le notizie che hanno fatto abbassare le tensioni sul petrolio con l’indice MSCI Asia Pacific salito dell’1,5%, in rialzo per il secondo giorno.

In Giappone il Nikkei sale dell’1,4%, il Topix dell’1%, grazie soprattutto ai titoli legati all’intelligenza artificiale dopo i buoni dati di Oracle, coinvolta nel progetto Stargate e quindi strettamente legata a SoftBank che infatti ha guadagnato stamane il +6%, ma anche Fujikura guadagna il 7%, Advantest il 4%. Nintendo è salita del 10% grazie al successo del suo nuovo gioco Pokémon, che ha compensato i timori legati all’aumento dei costi della memoria.

In Cina, il CSI 300 guadagna lo 0,6%, indice Shanghai composite +0,3%, Shenzhen composite +0,5%. Le autorità cinesi stanno limitando l’uso delle app di OpenClaw AI da parte delle imprese statali e delle agenzie governative, per ridurre i potenziali rischi di sicurezza. OpenClaw AI è una piattaforma di IA, che per il suo funzionamento richiede un accesso ampio ai dati privati: tra le altre attività, può gestire la posta elettronica degli utenti, prenotare ristoranti e fare il check-in per i voli. Lo strumento può essere collegato ad app di messaggistica come WhatsApp e Slack. Lo riporta Bloomberg citando fonti a conoscenza della questione aggiungendo che il divieto si estende anche alle famiglie del personale militare. La notizia ha fatto scendere le azioni cinesi legate all’IA: MiniMax Group -9%, Knowledge Atlas Technology JSC, nota come Zhipu, -7%. L’indice Hang Seng di Hong Kong è poco mosso.

In Corea, il Kospi guadagna l’1,4% e raggiunge il livello più alto dal 3 marzo. In questo trimestre, l’indice è salito del 33%, avviandosi al maggiore rialzo degli ultimi 10 anni. Fra i titoli, Samsung Electronics guadagna l’1,1%, mentre Seoul Food Industrial ha registrato il maggiore rialzo, +30%.

Il dollaro ha mantenuto i suoi guadagni tornando a essere l’asset rifugio preferito nell’attuale turbolenza del mercato. Rispetto allo yen, il dollaro è salito leggermente a 158,15, mentre l’euro e la sterlina hanno accumulato perdite e hanno raggiunto rispettivamente 1,1633 e 1,3450 dollari. L’oro ha esteso i guadagni della seduta precedente, superando i 5.200 dollari l’oncia.

Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Leonardo, Mediobanca, Tim

Le borse d’Europa si avviano ad aprire in ribasso. Future Euro Stoxx -0,3%.

Poste Italiane. Matteo Del Fante continuerà a guidare il gruppo Poste Italiane in un quarto mandato, secondo fonti di Reuters. Del Fante, alla guida di Poste dal 2017 e il cui terzo mandato scade ad aprile, riceverà dal governo un altro mandato triennale al vertice della partecipata pubblica.

Leonardo. Ha sottoscritto una nuova linea di credito da 600 milioni di euro a 5 anni con un pool di banche internazionali e nazionali per rifinanziare il debito rimborsato a gennaio.

Mediobanca. Il CdA ha approvato la fusione con Monte Dei Paschi. Gli azionisti Mediobanca riceveranno 2,450 azioni MPS per ogni azione detenuta. MPS ha detto che proporrà alla prossima assemblea degli azionisti del 15 aprile il pagamento di un dividendo in contanti di 0,86 euro per azione.

Iveco. Iveco Defence Vehicles sottoscrive il contratto con il ministero della Difesa rumeno per la fornitura della terza e ultima tranche di camion (860) dell’accordo firmato nel 2019 che comprendeva 2.900 mezzi. Consegna prevista nel giro dei prossimi 3 anni.

Pirelli. Camfin ha acquistato 2,9 milioni di azioni.

Poste Italiane. Matteo Del Fante continuerà a guidare il gruppo per un quarto mandato. Alla guida dal 2017, riceverà dal governo un nuovo mandato triennale alla scadenza dell’attuale ad aprile.

Stellantis. Avviata operazione di debito ibrido per 5 miliardi di euro con un rendimento medio di circa il 6,9%.

TIM. Oggi c’è il CdA sul bilancio.

Mfe. Ha sottoscritto una quota del 32,9% nel gruppo media portoghese Impresa tramite un aumento di capitale riservato da 17,3 milioni di euro.

Salvatore Ferragamo. Oggi c’è il CdA sul bilancio.

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