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Le Borse rimbalzano alla sentenza della Corte sui dazi confidando in vantaggi per le aziende. Ma occhi alla contromossa di Trump

I mercati azionari di tutto il mondo si sono mossi al rialzo, ma resta l’incongnita della contromossa di Trump che vuole imporre comunque una tariffa globale del 10%. Quindi di prevedono sedute all’insegna dell’incertezza

Le Borse rimbalzano alla sentenza della Corte sui dazi confidando in vantaggi per le aziende. Ma occhi alla contromossa di Trump

La sentenza della Corte Suprema, che ha annullato le ingenti tariffe imposte da Trump poiché basate su una legge pensata per le emergenze nazionali, ha portato una prima reazione positiva sulle borse statunitensi ed europee ieri per il vantaggio che ne potranno trarre le aziende e ci si attende che ci saranno implicazioni di vasta portata anche sull’economia internazionale, mentre si guarda anche a un possibile cambio di atteggiamento da parte della Fed. Ma bisognerà attendere le effettive contromosse del tycoon e quindi di prevedono sedute all’insegna dell’incertezza.

Ieri Wall Street è salita e i rendimenti dei titoli del Tesoro sono aumentati, con gli investitori che hanno soppesato da una parte la sentenza della Corte, dall’altra un rapporto debole sul Pil e dati sull’inflazione superiori alle aspettative, che secondo alcuni analisti sono stati proprio condizionati dall’imposizione dei dazi. L’indice europeo STOXX 600 ha raggiunto un nuovo massimo storico dopo la sentenza e hanno registrato il loro più grande balzo settimanale dall’inizio di gennaio, mentre i prezzi dell‘oro hanno continuato a salire.

Trump ha risposto con rabbia alla sentenza definendola una “vergogna” e ha affermato che avrebbe imposto una tariffa globale del 10% per 150 giorni ai sensi della Sezione 122 del Trade Act del 1974 per sostituire i dazi di emergenza stabiliti dalla Corte Suprema.

Che ne sarà delle migliaia di cause legali intentate nel mondo contro i dazi di Trump?

Migliaia di aziende in tutto il mondo hanno intentato cause legali per contestare i dazi doganali ingenti imposti da Trump e hanno chiesto il rimborso dei dazi pagati. Secondo gli economisti del Penn-Wharton Budget Model, c’è il rischio che oltre 175 miliardi di dollari di dazi statunitensi debbano essere rimborsati.

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha detto ieri che la battaglia legale sui rimborsi delle tasse invalidate potrebbe richiedere “settimane, mesi, anni” per essere risolta. Nel frattempo, l’amministrazione imporrà dazi doganali alternativi, in base a quelle che Bessent ha definito autorità collaudate, per colmare il divario tariffario lasciato dalla sentenza della Corte Suprema con 6 voti a favore e 3 contrari.
“Nessuno dovrebbe aspettarsi che le entrate tariffarie diminuiscano”, ha dichiarato Bessent all’Economic Club di Dallas.

I mercati azionari festeggiano confidando in vantaggi per le aziende

Ieri gli investitori di Wall Street hanno dovuto mette sui due piatti della bilancia da una parte dati economici Usa preoccupanti, dall’altra la sentenza della Corte Suprema. Prima dell’apertura di Wall Street, il Dipartimento del Commercio ha pubblicato la sua analisi anticipata sul Pil del quarto trimestre, mostrando una crescita limitata all’1,4%, mentre l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali, l’indicatore dell’inflazione preferito dalla Federal Reserve statunitense, ha rivelato che la crescita dei prezzi si è intensificata a dicembre.

Mentre i dati economici avrebbero affossato Wall Street, la notizia della sentenza della Corte Suprema ha innescato la marcia degli acquisti. Il Dow Jones ha chiuso con un rialzo dello 0,47%, l‘S&P 500 a +0,69% e il Nasdaq Composite a +0,90%. Alcune delle aziende più preziose di Wall Street sono aumentate: da segnalare un aumento del 3,7% di Alphabet, società madre di Google, un rialzo del 2,6% di Amazon e dell’1,5% per Apple.

L’indicatore Msci che comprende le azioni in tutto il mondo è aumentato di 5,73 punti, ovvero dello 0,55%, a 1.052,94. Anche l’indice delle azioni dei mercati emergenti è salito dello 0,32%.

Persistono gli acquisti sull’oro. L’oro spot è salito dell’1,92% a 5.095,19 dollari l’oncia. I future sull’oro statunitense sono saliti dell’1,91% a 5.071,00 dollari l’oncia. I rendimenti dei titoli del Tesoro USA sono aumentati in seguito alla sentenza della Corte Suprema. Il rendimento dei titoli di riferimento statunitensi a 10 anni è aumentato di 0,8 punti base, al 4,083%, dal 4,075% registrato giovedì sera. Il rendimento dei titoli obbligazionari a 30 anni è aumentato di 2 punti base, passando dal 4,704% di giovedì sera al 4,7244%. Il rendimento delle obbligazioni a 2 anni, che solitamente si muove in linea con le aspettative sui tassi di interesse della Federal Reserve, è salito di 1 punto base al 3,48%, dal 3,47% registrato giovedì sera.

Il dollaro ha perso terreno dopo la decisione della corte suprema degli Stati Uniti sui dazi, anche se è stata una buona settimana per la valuta Usa. L’indice del dollaro, che misura il dollaro rispetto a un paniere di valute tra cui lo yen e l’euro, è sceso dello 0,14% a 97,75, con l’euro in rialzo dello 0,11% a 1,1785 dollari. Nei confronti dello yen giapponese, il dollaro si è rafforzato dello 0,04%, attestandosi a 155,03. Tra le criptovalute, il bitcoin ha guadagnato l’1,16% a 67.690,43 dollari. L’Ethereum è salito dell’1,09% a 1.969,21 dollari.

La sentenza della Corte Suprema contro un’ampia serie di dazi dell’amministrazione Trump pone nuovi interrogativi ai responsabili politici della Federal Reserve, che hanno trascorso l’ultimo anno cercando di capire in che modo le tasse sulle importazioni nettamente più elevate imposte dal presidente avrebbero influenzato l’inflazione e l’andamento economico. Ora bisognerà vedere se le aziende rinvieranno gli aumenti di prezzo previsti a causa della sentenza, riducendo l’inflazione oppure se rinvieranno assunzioni o investimenti a causa dell’incertezza.

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