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Mps: l’utile sale del 17,7%, Siena aumenta il dividendo del 244%. Nuovo piano con Mediobanca il 27 febbraio

Nel nuovo piano Mediobanca sarà legal entity separata focalizzata su corporate e investment banking e private banking. Obiettivo piena integrazione entro fine 2026. Ricavi stabili, giù il margine d’interesse. Giù il titolo

Mps: l’utile sale del 17,7%, Siena aumenta il dividendo del 244%. Nuovo piano con Mediobanca il 27 febbraio

A poche ore di distanza da Mediobanca, anche il Monte dei Paschi alza il velo sui conti del 2025, chiuso con numeri in forte crescita che hanno spinto il cda a proporre un maxi dividendo da 2,6 miliardi, 0,86 euro per azione, in crescita del 244% rispetto all’esercizio precedente e con un dividend yield intorno al 10%, tra i più alti del settore. Mps ha inoltre fissato per il 27 febbraio l’attesa presentazione del nuovo piano industriale relativo alla business combination con Mediobanca che sarà, secondo quanto anticipato da Siena, una legal entity separata, focalizzata su corporate e investment banking e private banking per la clientela di fascia alta. A Piazza Affari Mps il titolo cede il 2% a 8,916 euro, mentre Mediobanca avanza del 2% a 19,415 euro.

Mps: utili in crescita del 17,7% nel 2025

Per la banca guidata da Luigi Lovaglio, il 2025 si chiude con un utile netto di 2,75 miliardi, in crescita del 17,7% rispetto all’anno precedente grazie soprattutto a un quarto trimestre in corsa, archiviato con 1,38 miliardi di utile trainati dalla rivalutazione delle DTA. Non solo, considerando anche il quarto trimestre di Mediobanca (che ha chiuso il periodo con 300 milioni di profitti) l’utile netto di gruppo del 2025 arriva 3,04 miliardi. 

I ricavi complessivi raggiungono quota 4,957 miliardi, comprensivi di Mediobanca (883 milioni). Escludendo Piazzetta Cuccia, il fatturato si attesta a 4,074 miliardi, in lieve aumento (+1%) rispetto al 2024. Il risultato operativo del 2025 ammonta a 1,86 miliardi, in crescita del 6,4%, con le commissioni in aumento dell’8,2%, spinte dalle attività di wealth management e advisory che crescono del 13,3%. Rallenta invece a 2,182 miliardi (2,356 miliardi nel 2024) il margine di interesse (-7,4%).

Andando avanti col conto economico, gli oneri operativi di gruppo ammontano a 2,304 miliardi (1,885 miliardi senza Mediobanca, +0,8%), con un cost/income stabile al 46%. La spesa per il personale, calcolando anche i 240 milioni di Mediobanca, è di 1,521 miliardi, Il risultato operativo lordo di Banca Mps è pari a 2,189 miliardi, in crescita rispetto ai 2,165 miliardi del 2024. Il risultato operativo netto cresce a 1,860 miliardi (+6,4%). 

Solida la situazione patrimoniale. Il Cet1 ratio fully loaded è al 16,2%, in calo dal 18,3% e il Total Capital Ratio è pari a 18,4% (20,6% a fine 2024). La posizione di liquidità mostra un Lcr al 167% e un Nsfr al 121%, entrambi in miglioramento. Sul fronte dei volumi, la raccolta totale ammonta a 361 miliardi, gli impieghi a 143 miliardi.

Infine il credito: il gruppo Mps con Mediobanca registra un totale di crediti deteriorati di 4,2 miliardi (di cui 1 miliardo facente capo a Mediobanca), con trend in calo rispetto al 30 settembre 2025 (4,4 miliardi). Considerando gli effetti delle cessioni di crediti deteriorati del valore lordo di 0,2 miliardi, recentemente finalizzate, il totale finanziamenti clientela deteriorati, al netto di Mediobanca, è di 2,9 miliardi. I deteriorati netti di Banca Mps si sono attestati a 1,6 miliardi, in flessione sul perimetro omogeneo rispetto al 2024 (1,9 miliardi).

Gli occhi degli investitori sono ora puntati sul 27 febbraio, giorno in cui Mps alzerà il velo sul nuovo piano che svelerà le sorti di Mediobanca e in cui quindi si capirà se il titolo di Piazzetta Cuccia rimarrà quotato o, al contrario, se ci sarà il delisting previsto dal piano originario del ceo Luigi Lovaglio. Rocca Salimbeni spiega che “hanno registrato un’accelerazione le attività finalizzate alla piena integrazione tra i due istituti bancari per il massimo sviluppo delle sinergie industriali annunciate con l’operazione” e che “in tale quadro, verrà definita la struttura del gruppo, pienamente allineata al razionale industriale” dell’offerta e “orientata alla massimizzazione della creazione di valore”. In questo contesto, la banca anticipa che Mediobanca sarà “legal entity focalizzata sulle attività di corporate & investment banking e private banking di alta fascia”.

Lovaglio: “Con Mediobanca completa integrazione entro fine 2026″

“Stiamo accelerando il processo di integrazione con Mediobanca“, ha confermato Lovaglio in conference call con gli analisti, evitando però di fornire dettagli. Ad una domanda sulla struttura del gruppo ha risposto che “il cda di Banca Mps non ha preso tutte le decisioni definitive” e le linee guida saranno finalizzate anche con la banca di piazzetta Cuccia. “Tutte le informazioni le daremo tra quindici giorni alla presentazione del piano”, ha aggiunto.

Nel corso dalla call, il manager ha confermato le stime di integrazione tra Mps e Mediobanca in 700 milioni. “Potrebbero essere anche maggiori”, ha indicato, evidenziando che “il progetto che presenteremo è tra i più interessanti del settore bancario. Siamo agli inizi di ciò che il gruppo Monte dei Paschi sta diventando” ha detto Lovaglio. Infine sulle tempistiche l’orizzonte è chiaro: l’integrazione tra Mps e Mediobanca punta ad essere completata entro fine anno. 

(Ultimo aggiornamento: ore 11.25 di martedì 10 febbraio).

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