Carlo Messina chiude la porta a possibili operazioni su Generali, conferma la volontà di crescere all’estero e si dice disponibile per un altro mandato alla guida della prima banca italiana. È quanto emerge dalla conferenza stampa del ceo di Intesa Sanpaolo, nel giorno della presentazione del nuovo piano d’impresa 2026-2029, che prevede un utile netto oltre gli 11,5 miliardi e la distribuzione di circa 50 miliardi di euro agli azionisti in quattro anni.
Intesa su Generali: “No interesse per asset manager assicurativi”
“Siamo sempre stati interessati a crescere nell’asset management, ma asset manager che siano bancari: l’asset manager assicurativo è un’altra cosa, gestisce le riserve tecniche, che è una cosa molto diversa per spread e rendimenti”, ha detto l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, replicando a chi gli chiedeva se Intesa, con Fideuram, potrebbe essere interessata a un’alleanza con le Generali dopo il fallimento del progetto del Leone con Natixis. “Se facciamo delle operazioni le facciamo per avere il controllo pieno e per comandare”, ha aggiunto. “Non ci piace fare acquisizioni di quote di minoranza semplicemente per aumentare la quantità totale del risultato netto attraverso l’acquisizione. La cosa interessante nella storia di una banca si basa sulle azioni industriali e non sulle attività di investimento”, ha sottolineato ancora il manager.
Messina, interrogato dai giornalisti, è poi tornato a commentare le ipotesi di alleanza tra Unicredit e Generali nel risparmio gestito. “Noi abbiamo una tale posizione di leadership che non cambia niente. Qualunque operazione dovesse essere realizzata in Italia non cambia niente”, ha detto. In termini di dimensioni delle attività di asset management, ha proseguito, sarebbe “come mettere insieme due Bpm“: “Rimarremmo comunque con tre volte le masse di quelli che si mettono insieme”, ha ribadito ancora. Per Intesa, quindi, “non è un elemento di competizione“, anche perché secondo Messina “mettere insieme un asset manager assicurativo con una rete di distribuzione bancaria non ha molto senso”.
Messina: “In Europa non compreremo banche, ma valuteremo reti”
Con il nuovo piano d’impresa “siamo pronti a entrare in una nuova fase dove l’investimento fatto nella tecnologica ci consente di poter giocare delle partite sia nel contesto domestico sia di evoluzione internazionale”, ha dichiarato il ceo di Intesa. “Cominciamo a spostare il focus dall’Italia, che rimarrà la parte principale, a una logica di crescita, cercando di usare la tecnologia come leva strategica per poter crescere nei paesi diversi dall’Italia”, ha aggiunto.
Ma chiunque pensi a possibili M&A, sbaglia. Come già spiegato nel corso della mattinata, Messina ha ribadito: “Non prevediamo acquisizioni, sicuramente in Italia abbiamo un problema antitrust”, mentre “al di fuori dell’Italia attraverso riteniamo che l’acquisizione che potremo valutare è quella di reti di promotori o agenti finanziari”. “Certamente non andremo ad acquisire banche”, ha detto a chiare lettere.
Messina: “Pronto per un altro mandato”
“Ritengo di poter completare questo piano e di essere in grado di fare il prossimo mandato”, ha affermato il ceo senza usare giri di parole. “Penso di essere ancora la migliore soluzione per la banca”, ha risposto, con una battuta, a chi gli chiedeva se si candiderà per un nuovo mandato, anche alla luce del fatto che il suo attuale incarico scadrà nella primavera 2028, quindi prima della conclusione del nuovo piano. “Ad ogni modo, se dovessi ritenere di non essere più in grado sarò io il primo a farmi da parte”, ha concluso
Messina: “Duecentosessanta miliardi all’economia italiana, è il Pnrr di Intesa”
Tornando al piano al 2029, Intesa Sanpaolo concederà nuovo credito a medio-lungo termine all’economia reale per 374 miliardi, di cui 260 in Italia, ha ricordato l’ad Carlo Messina in conferenza stampa. “È il Pnrr di Intesa Sanpaolo, che metterà a disposizione più fondi di quelli del Pnrr e sono certo che questo possa contribuire allo sviluppo del Pil di questo paese”, ha chiosato l’ad, che poi si è complimentato col governo per la “gestione molto accorta” del debito pubblico che “ha consentito allo spread di avere una forte contrazione”. “Se riusciremo ad uscire dalla procedura di infrazione – ha aggiunto – credo che ne trarremo un grande beneficio in termini di spread e di sostenibilità del debito”:
“È chiaro poi che il debito è sostenibile, nella misura in cui il Pil cresce”, ha aggiunto Messina, sottolineando che “l’Italia si dimostra in salute” e questo “è un fatto estremamente positivo”. Secondo il ceo, “le prospettive del paese sono solide e la stabilità politica favorisce tutto questo”.
Il lancio di isywealth Europe
Nel nuovo piano di impresa la crescita delle attività di consulenza e advisory nel wealth management “rappresenta uno dei principali driver strategici del gruppo, con un focus specifico sul Private Banking e sul ruolo di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, che si conferma leader di mercato e punto di riferimento per il modello di consulenza evoluta”, sottolinea il gruppo in una nota.
In questo contesto si inserisce anche il lancio di isywealth Europe, annunciato oggi, progetto volto a sostenere l’espansione internazionale del wealth management in Europa, facendo leva su digitale e consulenti finanziari.
“L’iniziativa – evidenzia ancora Intesa – valorizza i principali punti di forza del gruppo: leadership europea nel wealth management, partnership con operatori globali come BlackRock, investimenti tecnologici già realizzati (isytech, Isybank, Fideuram Direct, Aladdin by BlackRock) e una presenza internazionale significativa, con l’obiettivo di sviluppare hub integrati nei principali Paesi europei (Francia, Germania e Spagna), servendo diversi segmenti di clientela attraverso un mix di canali innovativi e tradizionali”.