Intesa Sanpaolo nel nuovo piano industriale triennale si muove all’insegna della forte crescita e di un’alta redditività. Al 2029 i ricavi sono attesi a 30,7 miliardi, con un utile netto oltre gli 11,5 miliardi e costi sotto controllo a 11,3 miliardi, mentre l’istituto guidato da Carlo Messina intende distribuire circa 50 miliardi di euro agli azionisti tra il 2025 e il 2029.
Nel periodo 2026-2029 il payout ratio è fissato al 95% per ciascun esercizio, con una composizione che prevede il 75% in dividendi cash e il 20% in buyback. Eventuali ulteriori distribuzioni saranno valutate anno per anno a partire dal 2027, mantenendo in ogni caso un Cet 1 superiore al 12,5%.
Il piano conferma un modello di business a basso assorbimento di capitale, orientato ai ricavi da commissioni, sostenuto da un profilo di rischio contenuto. La sostenibilità di questa politica poggia su una redditività attesa in crescita. L’utile netto è previsto salire progressivamente fino a oltre 11,5 miliardi nel 2029, con un Roe al 22% e un Rote al 27%.
Il controllo dei costi e dei rischi
Sul fronte dei costi, Intesa Sanpaolo punta a una riduzione strutturale resa possibile dagli investimenti tecnologici già realizzati. I costi operativi dovrebbero scendere di 0,2 miliardi al 2029 rispetto al 2025, con un miglioramento del cost/income di 5,4 punti percentuali fino al 36,8%.
I ricavi sono attesi crescere in linea con il pil nominale, con un tasso medio annuo del 3% dei proventi operativi netti, trainato soprattutto dalle commissioni e dall’aumento delle attività finanziarie della clientela, previste a circa 1.700 miliardi nel 2029.
Il costo del rischio è stimato tra 25 e 30 punti base all’anno nel periodo 2026-2029, con un’incidenza dei crediti deteriorati inferiore all’1% dei crediti totali al netto delle rettifiche, coerente con lo status di banca a «zero Npl». Nel complesso, il gruppo stima una creazione di valore pari a circa 500 miliardi per l’insieme degli stakeholder nel quadriennio. Gli investimenti per 5,1 miliardi puntano soprattutto su tecnologia e crescita.
Il piano prevede crescita della clientela (+2,5 milioni), degli impieghi (+46 miliardi) e del nuovo credito (+76 miliardi), delle attività finanziarie (+200 miliardi), del risparmio gestito (+101 miliardi) e dei premi assicurativi danni (+0,7 miliardi). La rete di consulenza crescerà di circa 3.700 persone, a 22.250 unità.
Nel 2025 utile in crescita del 7,6%
Intanto, la banca ha chiuso il 2025 con l’utile netto a 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6% rispetto agli 8,7 miliardi del 2024, superiore agli obiettivi del piano industriale 2022-2025. Nel quarto trimestre il risultato netto è pari a 1,7 miliardi, rispetto a 1,5 miliardi dello stesso periodo del 2024.
Il risultato della gestione operativa è cresciuta nel 2025 dell’1,5% rispetto al 2024, con proventi operativi netti in aumento dello 0,6%, sostenuti dall’andamento delle commissioni, dall’attività assicurativa e dai risultati delle operazioni al fair value, nonostante la diminuzione degli interessi netti. I costi operativi si riducono dello 0,6%, confermando l’equilibrio tra ricavi e spese.
La qualità del credito resta elevata, con sofferenze quasi azzerate e incidenza dei crediti deteriorati allo 0,8% secondo la metodologia Eba. Il costo del rischio si è attestato a 41 centesimi di punto, ridotto a 26 senza rettifiche straordinarie, mentre i crediti della controllata russa risultano trascurabili. La patrimonializzazione è solida: la Cet1 è al 13,9%, in aumento rispetto all’anno precedente, e resta al 13,2% deducendo dividendi e buyback, ben sopra i requisiti normativi.
Messina: ci espanderemo all’estero, ma senza acquisizioni. Questo è il momento giusto
Intesa Sanpaolo punta all’estero, ma “non c’è bisogno di ricorrere ad acquisizioni di banche e pagare l’avviamento ai concorrenti, abbiamo già le nostre filiali” ha detto Carlo Messina nel corso della call con la comunità finanziaria.
Nel nuovo piano Messina punta sulla “crescita delle nostre International Banks, facendo leva sul modello di business di successo in Italia” e raggiungendo “molte più sinergie con le altre divisioni rispetto al passato anche grazie a isytech” ha continuato il manager. Il lancio di isywealth Europe fa leva “sui nostri punti di forza, in particolare sul digitale e sui consulenti finanziari – ha aggiunto – Si tratta di un progetto davvero importante per noi”. “Il piano di impresa include circa 200 milioni di euro di investimenti e nessun ricavo: è una opportunità per il gruppo nel medio termine“.
Il progetto prevede lo sviluppo di hub integrati nei principali paesi europei in cui Intesa Sanpaolo è presente (Francia, Germania, Spagna) per servire diversi segmenti di clientela, facendo leva sulle sinergie di gruppo attraverso un mix di canali innovativi e tradizionali. Si articola in due fasi e “supervisionerò personalmente la prima parte” ha spiegato. “Trasformeremo le nostre branch, che sono dedicate oggi esclusivamente ai servizi corporate, a branch che possono operare nel retail e private, per arrivare a una offerta digitale e olistica”.
Nel 2026-2027 ci sarà “il set-up e test di mercato dell’offerta di prodotto, anche facendo leva su relazioni e sviluppando sinergie con clienti esistenti, lo sviluppo progressivo delle reti di consulenti finanziari/Private Banker attraverso assunzioni o possibili selezionate acquisizioni, e l’estensione di partnership strategiche esistenti in ambito Wealth Management con leader globali come BlackRock”.
A partire dal 2027 ci sarà “il lancio di un range completo di prodotti (bancari, WM, assicurazione non-motor). Un elemento centrale del Piano di Impresa è l’espansione delle capacità di advisory. Una
roadmap dettagliata prevede la crescita delle reti di consulenza in Italia e all’estero, inclusa l’espansione della rete Global Advisors all’interno della Divisione Banca dei Territori, destinata a diventare la terza rete di consulenza finanziaria in Italia, mentre l’unità Fideuram del Gruppo resterà leader di mercato. Inoltre, verrà creata una rete in stile “Fideuram” nella Divisione International Banks.
“La mia visione è che ora è il giusto momento per accelerare fuori dall’Italia e oggi consideriamo la divisione internazionale come pienatamene integrata nel gruppo – ha spiegato Messina – Fino al piano precedente non erano davvero parte di Intesa, ma un’entità separata, mentre ora c’è piena integrazione grazie anche al digitale e all‘approccio sul wealth management“.
Recluteremo oltre 1.000 consulenti. Possibili acquisizioni di reti di consulenti finanziari o agenti assicurativi
“All’estero vogliamo reclutare consulenti finanziari sullo stile Fideuram e abbiamo un piano significativo prevedendo di reclutare oltre 1000 persone – ha sottolineato – Avremo una Intesa Sanpaolo con una offerta completa in tutti i paesi in cui operiamo”. “Non credo che nell’Eurozona si debba per forza fare un’acquisizione di una banca per entrare in un nuovo mercato, specialmente se come noi hai una branch, che comunque dobbiamo espandere dal corporate al retail e private, e ci aiuta avere un sistema operativo come isytech che è avanzato e basato sul cloud – ha detto il CEO.
“Vogliamo creare una nuova via per entrare in un mercato e stiamo anche lavorando, ad esempio, con le nostre compagnie assicurative per avere tutti i prodotti pronti – ha detto, Il nostro obiettivo è creare un progetto che ci permetta una forte presenza nel Wealth Management, Protection & Advisory, questa è una chiara priorità. Non vogliamo fare acquisizioni di banche, ma sono possibili acquisizioni di reti di consulenti finanziari o agenti assicurativi”.
“Il focus del piano anche per la crescita all’estero è sulla crescita organica, facendo leva sui nostri punti di forza come la tecnologia, ma non possiamo escludere acquisiti di reti di consulenti finanziari durante il periodo del piano. Ma sarà tutto più chiaro nel 2027″.
Messina, in Italia nessuna M&A di altri intaccherà nostra leadership
“In Italia siamo il leader indiscusso e qualsiasi combinazione tra altre banche non cambierà la nostra leadership, viste le nostre forti relazioni con i clienti e le fabbriche prodotto. Quindi rimaniamo per definizione i leader e attaccheremo gli altri con il reclutamento di consulenti e private banker” ha continuato il Ceo. “Non sono per nulla preoccupato per la competizione in Italia e credo che ci vorranno alcuni anni per avere dei concorrenti che si avvicinino alla nostra dimensione”, ha aggiunto.
Alle ore 12 il titolo di Intesa SanPaolo è in calo dello 0,07% in un Ftse Mib in rialzo dello 0,4%.
Aggiornamento delle ore 12