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Borse oggi, le nuove minacce di Trump all’Iran spingono l’oro vicino ai 5.600 e tutti i preziosi lo seguono. Dollaro in calo

I preziosi salgono anche grazie a un dollaro ancora debole, mentre l’euro e il franco svizzero volano. Nvidia Corp., Microsoft e Amazon.com Inc. sono in trattativa per investire fino a 60 miliardi di dollari in OpenAI. Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Tim, Diasorin

Borse oggi, le nuove minacce di Trump all’Iran spingono l’oro vicino ai 5.600 e tutti i preziosi lo seguono. Dollaro in calo

Che sia una nuova boutade oppure no, ma le nuove minacce di Trump all’Iran, sommate a tutte le altre tensioni geopolitiche, hanno spinto a nuovi acquisti rifugio sui metalli preziosi, con l’oro che si è avvicinato ai 5.600 dollari e l’argento che è vicino ai 120 dollari, mentre il dollaro è tornato a scendere. I titoli di stato sono crollati a causa del timore che l’aumento dei prezzi delle materie prime possa aumentare l’inflazione. I prezzi del petrolio hanno toccato il livello più alto degli ultimi quattro mesi

Trump cambia tono con l’Iran: ora parla di nucleare

Il presidente Donald Trump ha avvertito l’Iran di raggiungere un accordo nucleare con gli Stati Uniti, altrimenti dovrà affrontare attacchi militari ben più gravi di quello da lui ordinato lo scorso giugno.Trump ha detto che la flotta di navi statunitensi, la sua “bellissima armada”, a cui ha ordinato di dirigersi nverso l’Iran, guidata dalla portaerei USS Abraham Lincoln, è “pronta, disponibile e in grado di portare a termine rapidamente la sua missione, con rapidità e violenza, se necessario”.

Trump ha ripetutamente avvertito l’Iran che gli Stati Uniti potrebbero lanciare un altro attacco, ma queste minacce sono state recentemente collegate alla repressione mortale delle proteste da parte dell’Iran piuttosto che alle sue attività atomiche. Il leader statunitense ha precedentemente affermato che il programma nucleare iraniano è stato “annientato” negli attacchi dello scorso giugno che hanno preso di mira tre impianti in tutto il paese. Gli analisti dicono che le preoccupazioni stanno aumentando, ma che occorre muoversi con cautela.

I preziosi volano, mentre il dollaro scende

Il rally da record delle materie prime ha acquisito nuovo slancio con l’oro, il rame e l’argento che hanno raggiunto massimi storici, in un contesto di dollaro debole e crescenti tensioni geopolitiche.

Il prezzo dell’oro ha continuato la sua straordinaria ascesa, raggiungendo un massimo storico vicino ai 5.600 dollari l’oncia, mentre gli investitori cercano rifugio in un contesto di incertezze geopolitiche ed economiche. Stamane il prezzo dell’oro spot è salito del 2,6%, a 5.538,69 dollari per oncia, ma nelle ore precedenti ha raggiunto un picco di 5.591,61 dollari, portando il guadagno di questo mese a circa il 28%.

L’argento è salito dello 0,6%, raggiungendo i 117,30 dollari per oncia, estendendo l’aumento di quest’anno al 65%, dopo un’impennata del 148% nel 2025, sostenuto dalla domanda di alternative più economiche all’oro e da carenze di offerta. Gli analisti di Standard Chartered hanno previsto un ulteriore deficit nel mercato dell’argento quest’anno.

Il platino è salito dell’1,6% a 2.739,48 dollari, mentre il palladio ha registrato una flessione dell’1,3% a 2.047 dollari. Il rame è balzato del 5% sul London Metal Exchange e il greggio Brent ha raggiunto il livello più alto da settembre.

Dollaro ancora debole, mentre la Bce teme per l’euro

Tutti questi asset sono quotati in dollari, quindi hanno beneficiato del calo del biglietto verde: l’indice Bloomberg Dollar Spot ha perso lo 0,3%, in calo per la settima volta in nove sedute, segnando il peggior mese da aprile. Il biglietto verde appare ancora vulnerabile, nonostante il Segretario al Tesoro Bessent abbia insistito sul fatto che gli Stati Uniti mantengano una politica del “dollaro forte“, indipendentemente da ciò che Trump abbia detto il giorno prima, plaudendo il livello della valuta Usa. Più significativi potrebbero essere i mormorii dei funzionari dell’UE e della BCE secondo cui l’apprezzamento dell’euro sul dollaro potrebbe danneggiare le esportazioni e rappresentare un rischio al ribasso per l’inflazione. Un intervento effettivo da parte della seria Bce sembra altamente improbabile, anche perchè il controllo della valuta non è tra le missioni di Francoforte, ma per la banca centrale svizzera è diverso e la fuga dal dollaro sta spingendo il franco al rialzo, anche nei confronti dell’euro. Il franco è sceso al di sotto di un enorme supporto grafico, il che deve aver preoccupato gli svizzeri. L’intervento della BNS può essere problematico per i mercati, poiché di solito vende franchi per euro, per poi distribuire parte di quegli euro tra dollari, sterline ecc., causando correnti incrociate in una serie di valute.

Invece il dollaro australiano, un indicatore delle materie prime, ha guadagnato per il nono giorno consecutivo, il periodo più lungo dal 2015.

Ancora spese esorbitanti per l’intelligenza artificiale

Ieri i risultati di Microsoft e Meta hanno mostrato cifre davvero esorbitanti in termini di spese in conto capitale, con la prima che ha sborsato quasi 38 miliardi di dollari nel trimestre, in aumento di due terzi rispetto all’anno precedente. Meta ha incrementato i suoi piani di spesa in conto capitale per quest’anno del 73%, portandoli a un intervallo compreso tra 115 e 135 miliardi di dollari.

Gli investitori hanno reagito in modo molto diverso a quei piani, riducendo di 240 miliardi di dollari il valore di mercato di Microsoft e aumentando di 140 miliardi di dollari il valore di Meta. Sembra che l’aggiornamento delle previsioni sugli utili da parte di Meta abbia davvero entusiasmato gli investitori, mentre il colosso di Redmond ha faticato a placare le preoccupazioni che i costi avrebbero finito per superare la crescita degli utili. La seduta a Wall Street si è chiusa senza direzione chiara. Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,02%, S&P 500 in ribasso dello 0,01%, Nasdaq in rialzo dello 0,17%. La spinta maggiore è arrivata dal leader dei chip AI Nvidia, in rialzo dell’1,6%, seguito da Micron che è salito del 6% e poi Intel che è balzato dell’11%.

Tesla Inc. ha rivelato l’intenzione di investire 2 miliardi di dollari nella società di intelligenza artificiale dell’amministratore delegato Elon Musk , xAI, riportando al contempo profitti superiori alle aspettative per il quarto trimestre. Nvidia Corp., Microsoft e Amazon.com Inc. sono in trattativa per investire fino a 60 miliardi di dollari in OpenAI , secondo quanto riportato da Information.

Powell ieri ha ripetutamente detto che l’economia Usa è “su solide basi” e in miglioramento

Sempre ieri la riunione della Federal Reserve non ha portato effetti sul mercato, sebbene il presidente Jerome Powell sia apparso piuttosto allegro nella sua conferenza stampa. L’economia è “su solide basi”, ha detto più volte, con “prospettive in netto miglioramento”. Nel comitato c’era un “ampio sostegno” per mantenere stabili i tassi, fatta eccezione ovviamente per due che hanno votato per un taglio. La Fed aveva già effettuato molte “normalizzazioni” sui tassi, ha aggiunto, e la politica era ora solo “leggermente restrittiva”, o addirittura “leggermente neutrale”. I mercati hanno interpretato questo come una conferma che un taglio di aprile era fuori discussione, con quello di giugno che è rimasto al 61%, in parte perché gli investitori presumono che il presidente Trump avrà trovato un sostituto più accomodante come presidente entro quella data. Powell, tuttavia, non ha voluto dire se si dimetterà da governatore della Fed a maggio o se rimarrà in carica fino al 2028.

In Asia prosegue il rally dei tech, attesa per Apple

I titoli tecnologici asiatici sono ancora in rialzo, prolungando un rally che dura un mese, con l’ottimismo sugli utili rimasto intatto in vista dei risultati di Apple.

L’indice Kospi della Corea del Sud è in rialzo dell’1%. I principali produttori di chip Samsung Electronics e SK Hynix hanno pubblicato risultati e prospettive solide. Samsung, in particolare, ha triplicato l’utile operativo mentre la corsa allo sviluppo delle capacità di intelligenza artificiale ha fatto impennare i prezzi dei chip.

Il Nikkei giapponese registra un aumento dello 0,2%, frenato tuttavia dalle forti oscillazioni dello yen e da un marcato aumento dei rendimenti obbligazionari interni. L’indice MSCI più ampio delle azioni Asia-Pacifico escluso il Giappone è pressoché invariato.

La Cina è contrastata: in rialzo l’Hang Seng di Hong Kong, in lieve calo lo Shanghai Composite. Le azioni immobiliari cinesi sono aumentate dopo che un media locale ha riferito che gli sviluppatori non sono più tenuti dall’ente regolatore a presentare una serie di parametri chiave progettati per frenare l’accumulo di debiti.

Nel settore auto, per il sesto anno consecutivo la Toyota Motor Corp. ha mantenuto il titolo di più grande casa automobilistica al mondo, ampliando il suo vantaggio sulla Volkswagen AG. Gli utili della Hyundai Motor Co. hanno mancato le stime, poiché la casa automobilistica deve far fronte alla pressione persistente dei dazi statunitensi e al rallentamento della transizione ai veicoli elettrici in alcuni mercati.

Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Tim, Diasorin

I future indicano un’apertura sopra la parità delle borse europee. Indice Euro Stoxx 50 +0,2%.

Azimut – Barclays ha alzato il target price a 36,80 euro, dai 32,30 precedenti, mantenendo il giudizio Equalweight.

Banca Mediolanum – Barclays ha alzato il target price a 22,1 euro da 21,6 euro.

Banca Monte Dei Paschi – Via libera dal Cda al regolamento sulla presentazione di una propria lista di candidati per il rinnovo del board. Tutti gli amministratori in carica, compreso l’AD Luigi Lovaglio, parteciperanno alle decisioni.

Banche – Il Fondo interbancario di tutela dei depositi ha concluso con cinque istituti bancari un nuovo accordo per il risanamento di Banca Progetto. L’operazione prevede la partecipazione del Fondo e delle banche (Mps, Banco Bpm, Bper, Intesa Sanpaolo e UniCredit) al derisking di Banca Progetto, con rilascio di garanzie e la ricapitalizzazione da 750 milioni di euro.

Campari – Il competitor Rémy Cointreau torna alla crescita nel terzo trimestre. Vendite: +2,8% su base organica; confermata la guidance per l’esercizio 2025-26.

Diasorin – Ha ricevuto l’autorizzazione negli USA per il primo test di laboratorio completamente automatizzato per il Virus dell’Epatite Delta sul sistema LIAISON XL. Il Ceo Carlo Rosa continua ad acquistare azioni (7.500 azioni il 27 gennaio).

Fineco – Barclays alza il target price a 28 euro da 25 euro.

Leonardo – Oddo BHF ha alzato il target price a 61 euro, dai 53 euro precedenti, giudizio Neutral invariato.

Intesa Sanpaolo – Ha escluso qualsiasi interesse per la banca rumena Garanti Bank. Confermato “no M&A”.

Saipem – Ubs ha alzato il target price a 3,40 euro, dai 2,90 euro precedenti, Buy confermato.

Stmicroelectronics – Ha chiuso il quarto trimestre 2025 con ricavi in crescita e marginalità in calo. I ricavi hanno raggiunto 3,33 miliardi di dollari, +0,2% su base annua, sopra la guidance di 3,28 miliardi di euro. La marginalità lorda ha raggiunto il 35,2%, in calo rispetto al 37,7% dell’anno precedente.

Telecom Italia – Gli azionisti approvano la conversione delle azioni di risparmio e la riduzione volontaria del capitale. Intesa Sanpaolo alza il target price a 0,57 euro, dai 0,50 euro precedenti, Buy confermato.

Brembo – Cda risultati preliminari di bilancio.

De’ Longhi – Ha chiuso il 2025 con fatturato pari a a 3,8 miliardi di euro, +8,7% su base annua, +10,4% a cambi costanti.

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