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Borse oggi tentano un timido rimbalzo nel giorno dello show di Trump a Davos. Ma gli investitori restano aggrappati all’oro

Dopo il crollo di ieri, oggi si vede qualche tentativo di rimbalzo, soprattutto sul mercato obbligazionario, ma è l’oro/rifugio (4800 dollari con obiettivo 5 mila) a dominare la scena in un contesto di “Sell America”. Le Borse europee in apertura viste in leggero rialzo. A Piazza Affari occhi a Pirelli, a Webuild e alle banche

Borse oggi tentano un timido rimbalzo nel giorno dello show di Trump a Davos. Ma gli investitori restano aggrappati all’oro

In una situazione di alta tensione geopolitica dominata delle mosse di Trump sulla Groenlandia, sui mercati internazionali si trova qualche tentativo di rimbalzo rispetto ai profondi cali di ieri nei futures di Wall Street e nei titoli di stato giapponesi, ma il vero termometro della febbre in corso è ancora l’oro che continua ad essere acquistato come bene rifugio superando per la prima volta i 4.800 dollari l’oncia. Wall Street è crollata di oltre il 2% durante la notte e il dollaro statunitense ha subito il calo maggiore in oltre un mese. Le borse asiatiche hanno esteso le perdite e le borse europee sono viste aprire ancora in calo.

La cosiddetta operazione ‘sell America’ è stata la forza trainante dietro i principali movimenti del mercato nelle ultime ore con gli investitori che hanno cercato di ridurre l’esposizione agli Stati Uniti a causa di un calo della fiducia per un partner che molti vedono ora come inaffidabile, secondo alcuni analisti, come era accaduto in aprile in occasione del “Liberation Day” dei dazi di Trump.

Oggi è atteso l’arrivo al meeting di Davos di Donald Trump che nel frattempo ha aggravato la sua retorica sulla Groenlandia, affermando che non c’è nessun “passo indietro” sul suo obiettivo di controllare l’isola, rifiutandosi di escludere di prenderla con la forza, mentre la sua minaccia di dazi sull’Europa ha riacceso i timori di una guerra commerciale globale. Tuttavia Donald Trump prima di salire sull’aereo ha detto che sulla Groenlandia si troverà una soluzione buona per tutti. Nel frattempo, il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che l’Europa non cederà ai bulli né si lascerà intimidire, criticando duramente la minaccia di Trump di imporre tariffe elevate se l’Europa non gli permetterà di conquistare la Groenlandia.Domani l’Unione Europea convocherà un vertice di emergenza a Bruxelles per discutere la questione, mettendo chiaramente a rischio la consolidata alleanza tra Stati Uniti e Unione Europea.

Mercati obbligazionari in una tempesta perfetta

Il mercato obbligazionario globale è ancora sotto shock a causa di una violenta svendita di ieri, travolto da una tempesta perfetta di preoccupazioni per l’esposizione agli asset statunitensi e per l’aumento dei costi di indebitamento del governo giapponese. I timori per l’aumento della spesa pubblica sotto la guida del primo ministro giapponese Sanae Takaichi hanno fatto schizzare alle stelle i rendimenti obbligazionari, raggiungendo livelli record, suscitando critiche da parte dell’opposizione. Fra le proposte di Takaichi, c’era anche quella di sospendere per due anni l’imposta sui consumi dell’8% su alimenti e bevande.

Stamane i titoli di Stato giapponesi hanno tentato un rimbalzo, con il ritorno degli acquirenti a prezzi bassi. I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a 40 anni sono scesi di 11 punti base al 4,1%, dopo un aumento di 26 punti base ieri.

Anche i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa sono calati. Il rendimento del benchmark decennale è sceso di 2 punti base al 4,2767%, dopo essere balzato di 7 punti base durante la notte, raggiungendo il massimo degli ultimi cinque mesi del 4,313%, a causa del peggioramento del sentiment sugli asset statunitensi.

Intanto il fondo pensione danese AkademikerPension ha dichiarato ieri che avrebbe venduto la sua partecipazione in titoli del Tesoro USA, per un valore di circa 100 milioni di dollari, entro la fine del mese, attribuendo la causa alle deboli finanze del governo statunitense.

Asia, la Cina vara un nuovo pacchetto di stimoli per consumatori e aziende

Le borse asiatiche sono contrastate. L’ampio indice Msci delle azioni dell’Asia-Pacifico al di fuori del Giappone è sceso dello 0,5%. Il Nikkei giapponese è sceso dello 0,5%, in calo per il quinto giorno consecutivo. La Banca del Giappone si riunirà venerdì e, sebbene questa volta non sia previsto alcun aumento dei tassi, i responsabili delle politiche potrebbero segnalare un inasprimento già ad aprile.

Le azioni cinesi sono state le migliori dell’area con l’indice blue-chip che ha guadagnato lo 0,5%. La Cina ha varato una serie di incentivi per stimolare gli investimenti e i consumi. Fra questi, un programma di garanzie sui prestiti da 500 miliardi di yuan (72 miliardi di dollari) a favore delle aziende. Il programma durerà due anni e mira ad aiutare le aziende private a sostenere alcune spese, come l’acquisto di macchinari e materie prime e gli aggiornamenti tecnologici. Lo ha dichiarato oggi il Ministero delle Finanze in un comunicato. Il vice ministro delle Finanze Liao Min ha detto che le misure mirano sia a ridurre i costi di finanziamento, sia a semplificare l’accesso al credito. Il Ministero delle Finanze ha inoltre annunciato l’estensione fino alla fine di quest’anno della politica di sconti sui prestiti per i consumatori.

In Corea del Sud l’indice Kospi sale ancora con un +0,4%, dopo aver segnato un nuovo record ieri. Da segnalare Hyundai Motor Company con un +10%, grazie ai nuovi progetti che impiegano l’intelligenza artificiale, che la società sta integrando nelle auto e nelle fabbriche.

L’oro viaggia spedito verso i 5.000 dollari l’oncia

I prezzi dell‘oro hanno raggiunto un massimo storico oltre i 4.800 dollari l’oncia, poiché gli investitori hanno considerato il metallo prezioso un bene rifugio dopo un’ampia svendita di asset statunitensi, mentre il calo del dollaro rende gli acquisti più vantaggiosi. L’oro spot è in rialzo del 2,1% a 4.862,46 dollari l’oncia stamane dopo aver raggiunto il livello record di 4.865,73 dollari durante la notte. I future sull’oro statunitense con consegna a febbraio sono saliti del 2% a 4.861,20 dollari l’oncia. Si rafforza tra gli analisti la convinzione che le persone non vogliano vendere oro prima dei 5.000 dollari. L’argento spot è sceso dello 0,1% a 94,48 dollari l’oncia, dopo aver toccato il massimo storico di 95,87 dollari martedì. Il platino spot ha perso lo 0,5% a 2.449,98 dollari l’oncia, dopo aver toccato il record di 2.511,80 dollari in precedenza, mentre il palladio è salito dello 0,1% a 1.866,46 dollari.

Sui mercati valutari, il dollaro statunitense si è mantenuto stabile stamane a 98,57 rispetto alle sue principali controparti, dopo essere sceso dello 0,5% durante la notte, il calo giornaliero più grande dall’inizio di dicembre. Lo yen è rimasto stabile a 158,13 per dollaro, ma ha perso terreno rispetto a diverse valute, con il franco svizzero che ha raggiunto il massimo storico di 200,19 yen.

I prezzi del petrolio sono scesi perché la pressione delle tensioni geopolitiche e il previsto accumulo di scorte di greggio negli Stati Uniti hanno compensato la temporanea interruzione della produzione in due grandi giacimenti in Kazakistan. I prezzi del petrolio greggio West Texas Intermediate a marzo sono scesi dello 0,9% a 59,82 dollari al barile. Bitcoin, che può trovare favore quando i mercati tradizionali vacillano, ha perso oltre il 3%.

Wall Street ieri ha registrato il più grande calo giornaliero in tre mesi. Precipita Netflix

Tutti e tre i principali indici di Wall Street hanno chiuso ieri con i maggiori cali giornalieri degli ultimi tre mesi. Il Dow ha chiuso in calo dell’1,76%, S&P 500 del 2,06%, Nasdaq del 2,39%. L’indice di volatilità Cboe, noto anche come indicatore della paura di Wall Street, è salito a 20,09 punti, la chiusura più alta dal 24 novembre.

Le azioni di Netflix Inc. sono crollate dopo aver annunciato una maggiore spesa per i programmi e i costi per la chiusura dell’accordo con Warner Bros. United Airlines Holdings Inc. ha superato le stime di Wall Street per il quarto trimestre e prevede un 2026 positivo, trainato dalla domanda dei passeggeri nazionali e internazionali con elevati livelli di spesa.

Borse europee in apertura viste tentare un lieve rimbazo. A Piazza Affari occhi a Pirelli, Webuild

Le borse d’Europa dovrebbero aprire in lieve rialzo con il duture sull’Euro Stoxx 50 a +0,16%

Maire. La società ha detto che la controllata Tecnimont entra nel mercato dell’Lng negli Usa siglando un accordo preliminare con Argent Lng, finalizzato alla fornitura di servizi di ingegneria integrata a un progetto in Louisiana, si legge in una nota.

Moncler. Ha chiamato l’AD di Bottega Veneta, Leo Rongone, come nuovo amministratore delegato dal primo aprile, nell’ambito di un generale cambiamento della struttura di vertice. L’attuale numero uno, Remo Ruffini, sarà presidente esecutivo e manterrà la responsabilità della direzione creativa, si legge in un comunicato, aggiungendo che dal primo marzo Roberto Eggs lascerà l’incarico di Chief Business & Global Market Officer.

Pirelli. Camfin, secondo azionista di Pirelli, è pronto a formalizzare, entro fine gennaio, la decisione di non rinnovare il patto parasociale con Sinochem – primo azionista cinese della società di pneumatici – in scadenza a fine maggio. Lo dice Il Messaggero citando fonti vicine al governo.

Webuild. Lane, controllata americana del gruppo Webuild, in joint venture con Superior Construction, ha firmato contratti per 547 milioni di euro complessivi (643 milioni di dollari) per la realizzazione del progetto Westshore Interchange in Florida. Lo dice una nota del gruppo delle costruzioni spiegando che partono così i lavori, che coinvolgeranno uno dei corridoi stradali più trafficati della Florida.

Erg. La società ha consolidato la propria presenza nel Regno Unito ed è uscita dalla Svezia, nell’ambito di un riposizionamento geografico.

Ferretti. L’imprenditore kuwaitiano Bader Nasser Al-Kharafi è entrato nel capitale con una quota del 3%.

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