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Borsa ad alta volatilità, le banche recuperano

Milano apre a -2% ma poi risale in territorio positivo – Sorvegliati speciali i bancari (soprattutto Mps e Unicredit), che dopo un avvio drammatico risalgono a sorpresa – L’euro riguadagna terreno sul dollaro ma rimane debole – Risale spread BTp-Bund (anche grazie alla Bce) ma senza picchi

Niente panico ma molta volatilità. Come dopo l’elezione di Donald Trump negli Usa, all’indomani della schiacciante vittoria del NO nel referendum sulla riforma costituzionale sui mercati non si consuma la temuta ecatombe anche se Piazza Affari appare in cerca di una direzione precisa. La Borsa di Milano ha iniziato la seduta con in ribasso del 2% (una perdita significativa, ma non drammatica come si era temuto), poi recupera e gira addirittura in territorio positivo (+1,3%). La volatilità rimane alta e a metà mattina il Ftse Mib sembra avviato a ritracciare nuovamente, ma per ora il rischio di panic selling è scongiurato.

Positivi anche gli altri principali listini europei: Francoforte +1,9%, Parigi +1,5% e Londra +0,8%.

Lo spread BTp-Bund, viaggia in lievissimo rialzo, a 163 punti base, comunque sui minimi delle ultime tre settimane dopo l’impennata a 186 punti base di fine novembre. Su questo fronte aiuta l’intervento della Bce, che aveva già annunciato acquisti straordinari sui titoli di Stato italiani in caso di tensione dopo il referendum.

Situazione più tesa invece sul mercato valutario. Nella notte l’euro è sceso a quota 1,05 dollari, il minimo dal gennaio del 2003, poi però è risalito e in apertura di seduta si attesta a quota 1,0588, quasi a ridosso dei minimi degli ultimi 20 mesi. In ogni caso si tratta di un brusco calo rispetto ai valori di venerdì, quando la moneta unica aveva chiuso sul dollaro a 1,668. L’euro cala anche nei confronti dello yen e si attesta a 120,38 dai 121,44 di venerdì scorso.

Quanto ai singoli titoli del Ftse Mib, i sorvegliati speciali sono naturalmente i bancari. Mps e Unicredit, entrambe alle prese con maxi aumenti di capitale, in apertura non riuscivano a fare prezzo, con cali teorici del 10% e del 7%, ma poi sono state ammesse agli scambi e hanno recuperato: Montepaschi +0,62%, Unicredit -0,86%.

Intesa Sanpaolo è passata da -2% a +1,22%, mentre le azioni di Bpm e Banco Popolare, che in avvio erano arrivate a perdere oltre il 4%, ora cedono rispettivamente lo 0,67% e lo 0,45%.

A trascinare il listino milanese sono i titoli di Saipem (+4,43%), Fca (+3,4%), Leonardo Finmeccanica (+3,31%) e Bper (+3,09%).

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