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Biogas: il manifesto di Cib, Snam e Confagricoltura

Il documento, indirizzato al governo e a Bruxelles, evidenzia la necessità di elaborare un’agenda, stabilendo un target annuo di biometano da immettere in rete entro il 2030 – Necessario anche “l’aggiornamento della normativa nazionale in tema di biocarburanti avanzati”.

Biogas: il manifesto di Cib, Snam e Confagricoltura

Consorzio Italiano Biogas, Snam e Confagricoltura hanno presentato un manifesto comune di sostegno alla filiera del biometano italiano, una energia rinnovabile che si ottiene dalla digestione anaerobica di biomasse agricole e agroindustriali. Il documento, indirizzato al governo e alla Commissione Europea, è stato presentato giovedì 25 febbraio a Roma nel corso di Biogas Italy, gli Stati Generali del Biogas promossi dal CIB in collaborazione con Rimini Fiera.

“Il biometano – si legge nel comunicato – è una fonte rinnovabile, sostenibile, programmabile e consente lo sviluppo di una filiera produttiva caratterizzata da economie di scala, di varietà e di integrazione con ricadute positive sul sistema economico sotto il profilo dell’innovazione tecnologica nei settori manifatturiero, agricolo e dei servizi pubblici urbani. Il decreto ministeriale 5 dicembre 2013 ha già autorizzato la produzione e l’uso di biometano nell’autotrasporto e la sua immissione nella rete di trasporto del gas naturale, ma l’assenza a tutt’oggi di alcune indicazioni regolatorie, anche a livello europeo, fa sì che il decreto sia solo parzialmente operativo”.

In particolare, “il manifesto evidenzia la necessità di elaborare un’agenda per il biometano – prosegue la nota – con l’obiettivo di ridefinire l’intervallo temporale per l’accesso agli incentivi, considerata la necessità di modulare in maniera più adeguata la loro attuazione; la previsione di un target annuo di biometano da immettere in rete entro il 2030; l’aggiornamento della normativa nazionale in tema di biocarburanti avanzati coerentemente con la direttiva ILUC e la previsione di un sistema che valorizzi il ruolo della filiera di produzione del biometano nella strategia di riduzione della CO2”.

L’Italia, con 1500 impianti di digestione anaerobica in esercizio, è oggi il terzo produttore al mondo di biogas da matrici agricole con 2 miliardi di metri cubi annui. Al 2030 il settore potrebbe soddisfare il 10% della domanda nazionale di gas naturale, pari a circa 8 miliardi di metri cubi.

“Il biometano – commenta Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas – è strategico sia sotto il profilo delle politiche energetiche nazionali che sotto quello ambientale. Il suo processo produttivo può contribuire a ridurre in modo significativo le emissioni del settore agricolo, che rappresentano a livello globale il 14% dei gas clima alteranti e a restituire al terreno sostanza organica. Il digestato, ciò che rimane dopo il processo di digestione anaerobica delle matrici agricole, è un ottimo ammendante naturale. Le imprese agricole possono, in questo modo, abbattere i loro costi di produzione e aumentare competitività e produzioni agricole tradizionali. Un modello di economia circolare, che alcuni ricercatori e agricoltori hanno ribattezzato “biogas fatto bene”, in grado di rilanciare non solo l’agricoltura, ma anche il sistema economico e industriale italiano”.

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