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Grecia, è ancora scontro Eurogruppo-Fmi

Il pressing di Olli Rehn: “E’ essenziale prendere una decisione oggi” – L’Eurogruppo cerca di arrivare a un’intesa sul taglio del debito greco, ma il via libera definitivo agli aiuti potrebbe slittare al 3 dicembre – L’Fmi considera inevitabile una ristrutturazione dei bond ellenici in mano ai governi e alla fine la Germania potrebbe cedere.

Grecia, è ancora scontro Eurogruppo-Fmi

L’Europa è sempre più vicina a un’intesa sulla questione greca, ma i nuovi aiuti ad Atene rischiano di slittare ancora. Il vero problema è infatti il contrasto fra Bruxelles e il Fondo monetario internazionale su come ridurre il debito pubblico ellenico nei prossimi anni. Il via libera definitivo al nuovo prestito potrebbe quindi essere rinviato al 3 dicembre, quando i ministri finanziari dell’Eurozona si riuniranno nuovamente. 

“La Grecia ha fatto quel che doveva fare, ora sta all’Eurogruppo e all’Fmi fare il loro dovere – è il pressing di Olli Rehn, commissario europeo agli Affari economici -. È essenziale prendere una decisione oggi, è importante per la Grecia e per l’Europa”.

Dall’Eurogruppo straordinario di oggi si attende un accordo sulle misure contabili per ridurre l’indebitamento ellenico. Gli interventi fondamentali allo studio sono tre: riduzione degli interessi che la Grecia deve pagare sui prestiti già incassati; restituzione da parte della Bce dei profitti lucrati sui bond greci in suo possesso; riacquisto sul mercato secondario dei titoli ellenici da parte del Fondo salva-Stati Efsf o dello stesso Tesoro di Atene. 

Si tratta di misure care alla Germania, che vuole evitare ad ogni costo una nuova ristrutturazione del debito greco. La ragione è semplice: a inizio anno sono stati svalutati i bond in mano agli investitori privati, quindi stavolta bisognerebbe intervenire sui titoli in mano a governi e banche centrali. Il peso maggiore ricadrebbe quindi sulle tasche dei contribuenti europei. Una scelta davvero impopolare per la cancelliera Angela Merkel, che vuole essere riconfermata alle elezioni tedesche del prossimo settembre. 

Gli interventi caldeggiati da Berlino non convincono però l’Fmi, soprattutto perché non consentirebbero di riportare il debito greco a un livello considerato sostenibile (il 120% del Pil) entro il 2020, com’era nei patti. Sarebbe necessaria una proroga di almeno due anni, ma il Fondo monetario non intende concederla e spinge perché alle misure proposte dagli europei si affianchi una nuova ristrutturazione.  

Secondo le ultime indiscrezioni, dopo una riunione segreta a Parigi fra i ministri finanziari dell’Eurozona, anche il tedesco Wolfgang Schaeuble sarebbe ormai ormai rassegnato ad accettare questa soluzione.  

Intanto però il portavoce del governo di Berlino, Steffen Seibert, ha ribadito che “non è un tema un nuovo taglio del debito della Grecia. E non lo è per molti Paesi dell’eurozona”. 

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