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Wall Street spinge le Borse al ribasso in attesa di Powell

Mercati in stand-by in vista dell’audizione del Presidente della Fed Powell, che rivelerà la strategia della banca centrale Usa sui tassi – A Piazza Affari brillano Snam, Azimut e Nexi ma crollano Saipem e Cnh.

Wall Street spinge le Borse al ribasso in attesa di Powell

Terza seduta in calo per i listini europei, mentre lo sguardo dei mercati resta rivolto ancora agli Stati Uniti e alle scelte che Jerome Powell farà a fine luglio e di cui potrebbe fornire qualche traccia nel suo intervento a Capitol Hill domani e dopodomani. In questo limbo Wall Street apre per il terzo giorno consecutivo in rosso, anche se il Nasdaq al momento si muove in territorio positivo. Sul mercato valutario il dollaro si spinge sui massimi da diverse settimane contro le principali valute, a causa della riduzione delle aspettative di un taglio dei tassi aggressivo. L’euro-dollaro però resta alla finestra, in area 1,12.

Francoforte perde lo 0,86%, zavorrata fra l’altro da Basf (-3,3%), che ha tagliato la guidance sugli utili attesi per il 2019 a causa delle continue tensioni commerciali fra Usa e Cina e del rallentamento della domanda del mercato automobilistico. Parigi -0,31%; Madrid -0,15%; Londra -0,16%. La sterlina arretra sull’euro (cambio 0,8995) dopo la svolta di Jeremy Corbyn sulla Brexit, che schiera ufficialmente il Labour a favore di un secondo referendum.

Piazza Affari perde lo 0,41% e scende a 21.886 punti base, mentre la carta italiana va a ruba e la domanda in riapertura per il Btp 50 anni è per 17 miliardi di euro contro 3 disponibili, cedola 2,8% e rendimento 2,887%. Archivia una seduta positiva il secondario con il rendimento del Btp 10 anni a 1,75% e lo spread con il Bund in discesa a a 209,2 punti base (-1,64%). Non sembrano beneficiarne le banche, ancora influenzate dalle perdite massicce di Deustche Bank (-4,24% anche oggi a Francoforte). In controtendenza Unicredit, +0,32%, che ha completato la cessione della quota residua di Finecobank (-1,89%) del 18,3% in suo possesso a 9,85 euro per azione, con uno sconto del 4,4% rispetto al valore di chiusura prima dell’annuncio. 

Gli acquisti premiano il risparmio gestito, con Azimut +2,06%. Bene Nexi +1,35% e le utility, Snam +1%, A2a 1,01%, Terna +0,76%. Fra i settori più penalizzati c’è l’automotive, a seguito del profit warning della casa automobilistica cinese Geely che ha rivisto le sue stime sull’andamento degli utili nel primo semestre 2019 segnalando un rallentamento del mercato cinese. 

Fra le big cap di Milano soffrono Cnh -3,23%, Pirelli -2,53%, Fiat -1,1%. Prese di profitto sulla Juventus -2,26%. Le vendite colpiscono i titoli oil, in particolare Saipem, -3,22%, penalizzata da un report di Credit Suisse e dalla generale flessione delle società dei servizi petroliferi nonostante l’annuncio di nuovi contratti in Arabia Saudita per oltre 3,5 miliardi di dollari. Stabile il prezzo del petrolio con il Wti agosto a 57,6 dollari al barile e il Brent settembre a 64,14 dollari al barile. Inchiodato l’oro, a un passo da 1400 dollari l’oncia. 

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