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Wall Street, perdite record: i mercati bruciano 3 mila miliardi

Tracollo della Borsa americana sulla scia del Coronavirus, che ha già fatto perdere oltre 3 mila miliardi di dollari dai massimi – Piazza Affari 2020 in rosso, anche se meglio delle altre Borse – Corsa all’oro o e ai Bund

Wall Street, perdite record: i mercati bruciano 3 mila miliardi

“Mettiamo che gli Americani smettano di andare al ristorante o di viaggiare per turismo o affari. In quel caso andrà in fumo il 68% del Pil”. Ad evocare la catastrofe è nientemeno che il New York Times, di fronte al panico generale che ha investito il pianeta perché, ha ammonito l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “nessun Paese deve commettere il grave errore di sentirsi al riparo dal pericolo”. L’illusione di poter limitare il rischio coronavirus alla sola Cina (o all’Italia) è ormai svanita. E il conto per i mercati si fa sempre più salato: la perdita dai massimi supera i 3.000 miliardi di dollari.

Le Borse dell’Asia anche oggi sono in forte calo. Il Nikkei di Tokyo perde il 4,1%, la flessione dai massimi di periodo toccati a inizio anno è quasi dell’11%, siamo quindi entrati nell’area di correzione. Su questi prezzi, l’indice di riferimento della Borsa del Giappone conclude la settimana con un ribasso di oltre il 10%, per trovare qualcosa del genere si deve tornare al 2011. Il governo di Tokyo, dopo aver annunciato la chiusura delle scuole per un mese, cancellato i tornei di sumo e messo in standby le prossime Olimpiadi, si prepara ad annunciare nuovi interventi per proteggere l’economia.

Le misure di sostegno non hanno protetto oggi le Borse cinesi: Shanghai è sotto del 3,1%, Hong Kong -2,7%. Arretrano anche Singapore (-2,8%) e Sidney (-3,3%).

Travolta ieri sera Wall Street: Dow Jones -4,42%, idem per l’S&P 500. Il Nasdaq arretra del 4,61%. Per la prima volta nella storia il Dow ha perduto più di 1.200 punti in una sola seduta.

Il treasury decennale è precipitato all’1,24%

Goldman Sachs ritiene che, per effetto dei danni provocati dall’epidemia, gli utili delle società dell’S&P500 non saliranno rispetto al 2019.

I mercati danno per scontati prossimi interventi sui tassi. “La Fed deve fare in modo – scrive Moody’s – che la liquidità arrivi senza interruzioni ad aziende e famiglie”.

La previsione di un taglio dei tassi alla prossima riunione della Fed (17-18 marzo) spinge al ribasso il dollaro nei confronti dello yen (108,9) e dell’euro (stabile a 1,0993, ma sui massimi da due anni).

Sesto giorno di ribasso del petrolio Brent, a 51,1 dollari il barile, minimo da inizio 2019.

A Piazza Affari perde colpi Saipem (-4,7%). Barclays taglia il target price a 5 euro, Goldman Sachs lo alza a 6,80 euro. Male anche Tenaris (-4,36%). L’Eni (-2,54%) annuncerà oggi i conti.

Oro a 1.640 dollari l’oncia, in ribasso dello 0,2%.

Il Coronavirus, a livello globale, è arrivato a 83.048 casi accertati. In Cina, con l’aumento dell’ultimo giorno (+327), il totale sale 78.800. La Corea del Sud ha 2.022 persone positive al virus.

MILANO AI MINIMI DA NOVEMBRE, MEGLIO DEGLI ALTRI

La performance di Piazza Affari dal primo gennaio è passata ieri in rosso del 3%, ma risulta ancora nettamente migliore della media europea: Eurostoxx -8%.

L’indice FtseMib registra un P/E medio di 15,0x e un Dividend Yield medio stimato che è progressivamente salito al 4,3% (fonte Bloomberg) grazie all’annuncio di dividendi più alti da parte di alcune società.

Prometeia ha rivisto al ribasso la previsione sul Pil italiano per il 2020 a causa dell’impatto del coronavirus a -0,3% sia per il primo trimestre sia per l’intero anno.

IL BOND SVIZZERO A 30 ANNI “RENDE” -0,50%

Fanno peggio gli altri listini europei: crolla Francoforte, con una flessione del 3,19%, vendite a piene mani su Londra, che soffre un decremento del 3,49%, e pessima performance per Parigi, che registra un ribasso del 3,32%. Le perdite più massicce toccano Madrid (-3,55%).

Zurigo -2,92% nel giorno in cui alza bandiera bianca Watches & Wonders di Ginevra, una delle vetrine degli orologi elvetici. Ma brilla l’appeal della sicurezza garantita dalla finanza degli gnomi: il bond governativo trentennale svizzero “rende” -0,50%.

TRA LONDRA E BRUXELLES RISCHIO NO DEAL

Si rischia intanto la collisione tra Ue e Regno Unito. La Gran Bretagna ha presentato ieri un mandato negoziale per i colloqui con l’Unione europea che la pone in rotta di collisione con Bruxelles, dicendo di essere pronta a ritirarsi dai negoziati se non saranno fatti “buoni progressi” entro giugno. La Gran Bretagna ha tempo fino a fine anno per negoziare un accordo commerciale e una serie di accordi in altri ambiti, dalla pesca ai trasporti, che dovranno sostituire oltre 40 anni di strette relazioni politiche ed economiche con il blocco.

La Commissione europea ha detto che garantire alle società finanziarie britanniche l’accesso al mercato Ue non fa parte delle trattative che inizieranno la settimana prossima. Londra, principale centro finanziario d’Europa, rischia così di essere esclusa dal suo principale mercato d’esportazione dei servizi bancari, assicurativi e di gestione di asset a partire da gennaio 2021.

CORSA AL BUND, LO SPREAD SALE A 155 PUNTI

Gli operatori cercano ancora rifugio nelle obbligazioni. Il bund tedesco tratta a -0,55%, sempre più vicino al minimo storico di -0,75%.

Il Btp decennale rende lo 1,08% (+8 punti base): dopo l’asta del nuovo BTP a dieci anni, il bond è stato emesso per 4 miliardi di euro, con richieste pari a 1,26 volte l’offerta.

Lo spread Italia-Germania si allarga di 5 punti base a 155.  

SOLO CNH E TIM RESISTONO ALLA FURIA DELL’ORSO

L’unica blue chip di Piazza Affari in grado di chiudere in rialzo è stata Cnh (+1%).

Tim contiene il ribasso a -0,25%, in un mercato che torna a sperare in un rapido via libera al processo per creare la società unica della rete, dopo le recenti indiscrezioni e dichiarazioni. Bene anche le risparmio che intraday superano anche se di poco il prezzo delle ordinarie; il mercato guarda all’ipotesi di conversione con un premio. Equita Sim ha confermato la raccomandazione buy sul titolo, con Tp di 0,64 euro per azione.

STM, JUVENTUS E AZIMUT LE PEGGIORI

In rosso le altre società del listino principale, in un clima di elevata volatilità. Le vendite più forti si sono accanite su Stm (-6,86%), sempre in simbiosi con Apple, da cui dipende il 17% circa del suo giro d’affari.

Segue a ruota Juventus, -5,5% dopo la sconfitta a Lione in Champion League.

In caduta libera Azimut, che affonda del 5,20%.

ATLANTIA, CONTI IN TILT

Perdite superiori al 4% anche per Amplifon e Prysmian. Arretra del 4% anche Atlantia, alle prese con la redazione di un bilancio complicato. Pure Nexi lascia sul terreno il 4%, nonostante Hsbc abbia alzato il target price a 16 euro.

UBI, CATTOLICA IN CAMPO CONTRO INTESA

Ubi Banca -4. Cattolica (-2%) ha comunicato di aver apportato il suo 1,01% del capitale della banca al patto di sindacato Car, già schieratosi contro l’Ops di Intesa Sanpaolo (-4%). La compagnia assicurativa veronese ha aggiunto nel comunicato di aver raddoppiato la sua quota, in precedenza pari allo 0,5%.

CROLLA MEDIASET, SBANDA PURE PIAGGIO

Tutti i titoli a media capitalizzazione hanno chiuso sotto la parità. Mediaset crolla del 5,10%, ma i ribassi più forti riguardano Banca Popolare di Sondrio (-5,99%). In apnea Ovs, che arretra del 4,91%.

Perde colpi anche Piaggio, -3,8% dopo i forti rialzi seguiti alla presentazione dei conti: Equita Sim ha confermato la raccomandazione hold, con target price di 2,7 euro, mentre Banca Akros ha alzato il rating ad accumulate da neutral, con Tp rivisto a 3 euro da 3,15 euro.

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