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Wall Street mette ancora ko le Borse e lo spread va sopra quota 300

In una giornata molto nervosa Borse sull’ottovolante finchè non arriva la mazzata di Wall Street – Piazza Affari è la maglia nera d’Europa insieme a Londra – Tenaris, Azimut, Exor e UnipolSai le peggiori del FtseMib – Nel paniere principale rimbalza solo Stm – Lo spread torna sopra quota 300.

Wall Street mette ancora ko le Borse e lo spread va sopra quota 300

Il petrolio va giù, Wall Street fallisce il rimbalzo e i listini europei s’inabissano, chiudendo in profondo rosso per il secondo giorno consecutivo: Francoforte -1,48%; Parigi -1,92%; Madrid -1,69%; Londra -1,94%; Zurigo -2,79%. Piazza Affari perde l‘1,84% e aggiorna i suoi minimi annuali a 19.356 punti, con quasi tutte le blue chip negative, a partire da energetici e finanziari.

S’impenna lo spread, con il rendimento del decennale tedesco in netto calo. Al contrario l’avversione al rischio penalizza la carta italiana: il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,58% e il differenziale con il Bund balza del 3,56% a 305.20 punti base. Sul primario, dopo il raddoppio dei rendimenti nell’asta dei Bot di ieri, oggi il Tesoro è tornato sul mercato con Btp a 3, 7, 15 e 30 anni (per un importo complessivo di 6,5 miliardi) e i rendimenti dei primi due in aumento ai massimi dal 2013. In questa fase di nervosismo a causa della manovra messa in campo dal governo giallo-verde, i grandi speculatori annusano l’affare e aumentano la loro esposizione verso l’Italia. JP Morgan commenta: “L’incertezza politica va adeguatamente remunerata”.

Negli Usa il rendimento dei Buoni del Tesoro americani a 10 anni risulta invece in calo, in area 3,165%, anche a seguito di una crescita dell’inflazione a settembre contenuta (+0,1% contro +0,2% atteso). Un dato che fa sperare in una Federal Reserve più colomba, mentre continua il tiro al bersaglio del presidente Usa Donald Trump sulla banca centrale: “impazzita” ieri e “un po’ troppo furba” e “aggressiva” oggi. 

Anche grazie al dato sull’inflazione e al conseguente calo dei rendimenti dell’obbligazionario, l’azionariato americano, dopo un’apertura debole, sembra ritrovare fiducia, ma in breve tempo le vendite prendono di nuovo il sopravvento. Pesa il tonfo del petrolio, dopo il sell-off di ieri, con il taglio delle stime di crescita della domanda mondiale da parte dell’Opec e il rialzo delle scorte settimanali Usa ben oltre le attese. Il Brent cede il 2,59% e scende a 80,94 dollari la barile; il Wti segna -2,51%, 71,33 dollari al barile.

L’oro sembra finalmente ritrovare il suo ruolo di bene rifugio e mostra un’intonazione positiva, riportandosi a 1218,69 dollari l’oncia (+2%). Sul fronte valutario il biglietto verde è in calo. Il cambio euro dollaro favorisce la moneta unica in area 1,155.

In Piazza Affari la big cap peggiore di oggi è Tenaris -4,22%. Poco lontani gli altri titoli petroliferi, Saipem -3,25%; Eni -2,75%. Fra i peggiori del listino Exor -3,39%; Azimut -3,69%; Unipolsai -4,04% e Unipol -3,63%. Deboli le banche, con Intesa che perde il 2,47%. Non si ferma il crollo di Carige, -6,12%, che oggi ha riunito il cda, dopo il taglio del rating da parte di Fitch.

Stm, +1,98%, è l’unico titolo positivo del paniere principale. Limitano i danni Telecom -0,24%; Recordati -0,58%; Fiat -0,68%; Enel -0,69%.

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