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Voucher e bollo: così cambia la manovrina

Diversi emendamenti al decreto correttivo dei conti pubblici aprono la strada alla riedizione dei voucher – Il Pd propone una stretta contro l’evasione del bollo auto – In arrivo anche un progetto di riforma dell’Irpef e l’addio alle monete da 1 e 2 centesimi.

Voucher e bollo: così cambia la manovrina

I nomi sono tanti: Ap li chiama “coupon per il lavoro”, la Lega invece parla di “card” per il lavoro saltuario, mentre il Pd preferisce la formula “libretto di famiglia” per pagare le prestazioni di colf e badanti. È quanto si legge nei vari emendamenti alla manovrina che le forze politiche hanno depositato per aprire la strada ai nuovi voucher.

Le proposte di modifica al decreto correttivo dei conti pubblici – che dovrà essere convertito in legge entro il 23 giugno – sono in tutto 2.600, di cui 900 però hanno già concluso il proprio cammino sotto la scure dell’inammissibilità.

Fra gli altri emendamenti superstiti figura quello del Pd contro l’evasione del bollo auto, che punta a rendere impossibile la revisione senza il suo pagamento.

Un altro correttivo, stavolta a marchio Forza Italia, vuole estendere le agevolazioni fiscali per le persone fisiche sui Pir anche alle casse di previdenza e ai fondi.

Ha superato indenne la prima scrematura anche l’emendamento Pd che prevede di abbandonare l’utilizzo delle monete da 1 e 2 centesimi, così come quello – apparentemente più velleitario – sulla riforma dell’Irpef.

L’obiettivo è ricalcolare l’imposta sul reddito delle persone fisiche in due sole aliquote: il 15% dalla no tax area fino ai 200 mila euro l’anno e il 20% per i redditi superiori a questa soglia.

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