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Venice Sustainable Fashion Forum 2025: sostenibilità, innovazione e Made in Italy al centro del dibattito internazionale

Si è aperta a Venezia, sull’Isola di San Giorgio, la quarta edizione del Venice Sustainable Fashion Forum (VSFF), l’appuntamento internazionale promosso da Confindustria Moda, The European House Ambrosetti e Confindustria Veneto Est, che mira a promuovere la sostenibilità lungo tutta la filiera della moda

Venice Sustainable Fashion Forum 2025: sostenibilità, innovazione e Made in Italy al centro del dibattito internazionale

La manifestazione ha raccolto istituzioni, brand, aziende della filiera e stakeholder internazionali per discutere come armonizzare norme, valori e processi produttivi, con l’obiettivo di costruire un settore più sostenibile, trasparente e competitivo. Il forum ha confermato ancora una volta il ruolo dell’Italia come hub europeo per l’evoluzione sostenibile della moda, sottolineando le sfide poste dai modelli ultra-fast fashion e dalle pratiche commerciali non eque, che comprimono tempi, qualità e diritti dei lavoratori lungo tutta la filiera. In questa edizione, la sostenibilità viene interpretata in senso ampio, includendo non solo la tutela ambientale, ma anche la responsabilità collettiva, la governance del lavoro e la trasparenza nella gestione delle aziende, coinvolgendo l’intero ecosistema moda, dalle grandi maison ai laboratori artigiani.

“Harmonizing Values”

Sotto questo titolo il VSFF ha offerto un’occasione di confronto tra esperti, aziende e istituzioni per delineare un nuovo modello industriale capace di coniugare sostenibilità, innovazione e competitività. Tra i temi centrali emersi durante il forum vi sono la difesa del Made in Italy e del Made in Europe, la necessità di garantire trasparenza e legalità lungo tutta la filiera, e la trasformazione della sostenibilità in un vero vantaggio competitivo.

Gli interventi

Tra gli interventi principali, Luca Sburlati, Presidente di Confindustria Moda, ha sottolineato l’importanza di legalità, innovazione e coerenza etica come nuovi pilastri della competitività europea, mentre Flavio Sciuccati, di The European House – Ambrosetti, ha evidenziato la necessità di una rappresentanza completa dell’intero ecosistema moda per guidare la transizione sostenibile. Paola Carron, di Confindustria Veneto Est, ha ribadito l’urgenza di armonizzare regole e controlli per proteggere la filiera italiana dal dumping dei prodotti ultra-fast a basso costo, sottolineando come solo una governance attenta e coordinata possa garantire qualità, sicurezza e sostenibilità.

“Just Fashion Transition 2025”

Durante il forum è stato presentato uno studio , che ha individuato tre principi chiave per la transizione sostenibile: pragmatismo equo, soluzioni pratiche e importanza delle narrazioni. Lo studio evidenzia come il settore europeo della moda debba affrontare sfide complesse legate a competitività, sicurezza, tutela dei diritti e sostenibilità ambientale, facendo leva su innovazione, finanza sostenibile e tecnologie pulite. In particolare, l’adozione di processi circolari, la riduzione dei rifiuti tessili e l’uso di materiali innovativi rappresentano strumenti fondamentali per costruire un modello di moda più responsabile e resiliente.

Il forum ha inoltre messo in luce come la sostenibilità possa diventare un vero motore di innovazione, capace di generare valore non solo economico ma anche sociale e culturale. Dalla progettazione dei capi alla produzione, dalla distribuzione fino al consumo finale, ogni fase della filiera richiede coerenza e trasparenza, in un contesto in cui i consumatori sono sempre più attenti all’impatto ambientale e sociale dei prodotti che acquistano. L’inizio di questa quarta edizione del VSFF ha quindi ribadito la centralità dell’Italia nel guidare la trasformazione della moda verso un futuro più sostenibile, etico e competitivo, in grado di valorizzare le competenze artigiane, promuovere innovazione tecnologica e rafforzare la reputazione del Made in Italy nel mondo.

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