Le tensioni internazionali tra Stati Uniti e Iran restano altissime, ma nelle ultime ore tornano a circolare indiscrezioni su possibili spiragli diplomatici. Dopo settimane segnate da escalation militare e dichiarazioni aggressive, e dopo il flop dei recenti negoziati di Islamabad, in Pakistan, diverse fonti internazionali parlano di tentativi, ancora informali, per riaprire un canale negoziale tra Washington e Teheran. Un’ipotesi che si inserisce in un contesto estremamente fragile: il recente fallimento dei colloqui e la scelta americana di imporre un blocco navale hanno ulteriormente irrigidito i rapporti, con l’Iran che minaccia ritorsioni e la comunità internazionale che teme un allargamento del conflitto.
Nonostante questo quadro, Francia e Regno Unito stanno lavorando a un possibile vertice per favorire la de-escalation e garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico globale. È in questo scenario che si inseriscono le pressioni di diversi attori europei, tra cui l’Italia, per tornare a una soluzione politica. Già nei mesi scorsi il governo italiano aveva sottolineato la necessità di riportare l’Iran al tavolo dei negoziati, evitando una deriva militare potenzialmente devastante.
E così Trump ha finito col prendersela pure con l’amica Meloni
Ma proprio mentre si tenta di riaprire il dialogo diplomatico, si accende uno scontro politico che rischia di complicare ulteriormente il quadro, e soprattutto è assolutamente inedito vista che tra i due sembrava esserci una più che solida amicizia: quello tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Oggi il presidente americano ha attaccato duramente la premier italiana, arrivando a dichiarare: “Meloni è inaccettabile, mi sbagliavo su di lei”, criticando soprattutto la posizione di della nostra presidente del Consiglio a difesa di Papa Leone XIII, dopo l’attacco subito proprio dal tycoon ieri.
Parole che segnano una rottura significativa rispetto al passato recente, quando i rapporti tra i due leader erano appunto descritti come solidi e collaborativi. Solo poche settimane fa Trump definiva Meloni “un’ottima leader e una mia amica”, sottolineando la sintonia politica tra Washington e Roma anche nei momenti più delicati della crisi iraniana. In questo contesto, lo scontro a distanza tra Trump e Meloni non è soltanto personale o politico, ma riflette una divergenza più profonda sul futuro della gestione della crisi iraniana. Da un lato, una strategia basata sulla forza e sulla deterrenza; dall’altro, il tentativo europeo di riportare al centro il negoziato, anche per contenere le conseguenze della crisi energetica che già impattano su Paesi come in Italia e mandano in subbuglio l’opinione pubblica.