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Usa, fiducia consumatori in calo oltre le attese

L’indicatore Conference Board è sceso a 61,1 punti in gennaio, mentre gli analisti avevano previsto un rialzo a 68 punti – Il costo del lavoro, nel corso del quarto trimestre 2011 ha riportato una crescita modesta, nonostante l’ancora alto tasso di disoccupazione – Resta debole il mercato immobiliare.

Usa, fiducia consumatori in calo oltre le attese

Giornata di dati macro negativi per gli Stati Uniti. A gennaio la fiducia dei consumatori americani è calata ben oltre le attese degli analisti. Secondo quanto riportato dal Conference Board, l’indicatore è calato a 61,1 punti, dai 64,8 di dicembre (dato rivisto da 64,5 punti), mentre gli esperti di Wall Street prevedevano un aumento a 68 punti.

“Per quanto riguarda il futuro a breve termine, i consumatori sono ottimisti grazie al recente calo della disoccupazione – spiega Lynn Franco, direttore del centro di ricerca del Conference Board -. Tuttavia, sono ancora pessimisti sulle condizioni di lavoro e reddito per il futuro. Incide, per esempio, anche l’aumento del prezzo della benzina del mese scorso”.



Quanto al costo del lavoro, nel corso del quarto trimestre 2011 ha riportato una crescita modesta, nonostante l’ancora alto tasso di disoccupazione. Il dipartimento del Lavoro ha fatto sapere che l’indicatore è salito dello 0,4% nel periodo considerato, dallo 0,3% del trimestre precedente. Gli analisti si aspettavano un aumento dello 0,5 per cento.

Rispetto all’anno precedente, il costo del lavoro è aumentato del 2% e quello dei benefit del 3,2%, trainato dall’aumento dei costi per l’assicurazione sanitaria.

Infine, altre cattive notizie sono arrivate questa mattina dal settore immobiliare, che rimane debole a causa di un’economia ancora in affanno e di un numero ancora elevato di foreclosure (avvisi per mancato pagamento delle rate dei mutui, che portano al pignoramento dell’immobile).

In novembre, l’indice Standard & Poor’s/Case-Shiller, che misura l’andamento dei prezzi delle abitazioni negli Stati Uniti, ha registrato un ulteriore calo. Gli indici relativi alle maggiori dieci e alle maggiori venti aree metropolitane sono calati entrambi dell’1,3% rispetto al mese precedente, ma rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso il ribasso è molto più significativo: il 3,7% per le venti maggiori aree.

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