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Unicredit e Banco Bpm al test di Piazza Affari

Le dimissioni di Ghizzoni dal vertice di Unicredit e il via libera alla fusione tra Banco Popolare e Bpm sono al centro della seduta di Borsa dopo il rally di ieri – Il Tesoro salirà al 7% di Mps – Fca ed Eni in recupero – L’accordo sulla Grecia, i tassi Fed e il rialzo del dollaro e del petrolio danno linfa ai mercati

Unicredit e Banco Bpm al test di Piazza Affari

L’accordo sulla Grecia, le dimissioni di Federico Ghizzoni da Unicredit e, soprattutto, il rally dei mercati che già si adeguano al probabile aumento dei tassi americani. Ecco i temi caldi di una giornata all’insegna del Toro, che ha spezzato al rialzo il clima di incertezza delle ultime sedute. I mercati hanno vissuto, finalmente, una giornata euforica, forse la prima del 2016.

La prospettiva del rialzo dei tassi ha scatenato Wall Street: l’indice S&P 500 è salito dell’1,4%, Dow Jones +1,2%, il Nasdaq segna un rialzo del 2%. L’onda lunga del rialzo ha investito stamane l’Asia. Tokyo a metà seduta sale dell’1,8%. Fa meglio Hong Kong (+2,5%). I terreno positivo anche Shanghai (+0,3%).

Il trend ha preso velocità ieri pomeriggio nelle Borse europee che hanno messo a segno il più forte rialzo da un mese e mezzo a questa parte. L’indice complessivo delle Borse europee Stoxx 600 è salito del 2,3%. Parigi +2,5%, Francoforte +2,3%. Piazza Affari (+3,3%) è stata la Borsa migliore.

Tutti gli indici Stoxx di settore hanno chiuso la giornata in positivo, trainati dai rialzi di Banche (Stoxx +3,6%) e Assicurazioni (+3,9%).

USA: TORNA DI MODA IL BALLO DEL MATTONE, VOLANO BANCHE E TECNOLOGIA

Ma a che si deve l’inversione di tendenza? Conta il rialzo del dollaro, forse spinto dalle intese raggiunte al G-7, e delle materie prime, petrolio in testa. Il dato più convincente però è un altro: gli Usa hanno archiviato del tutto la crisi. Le famiglie tornano a comprare casa. Risale, assieme all’occupazione, l’uso delle carte di credito. E l’aumento dei tassi non spaventa più i mercati finanziari. La conferma arriva dai numeri, più eloquenti di qualsiasi parola.

In aprile le vendite di case esistenti in Usa sono salite a 619.000 da 531.000 di marzo, dato rivisto dal precedente 511.000. Il balzo del 16,6% rispetto al livello di marzo, oltre ad essere uno dei più forti degli ultimi anni, è molto superiore alle aspettative degli analisti, ferme a 523.000. In aprile, le vendite di nuove case sono risalite su livelli che non si vedevano dal febbraio del 2008: la crisi del mattone è davvero alle spalle.

Il mercato finanziario, in attesa dell’intervento di Janet Yellen del prossimo venerdì, sembra aver già preso le misure di fronte al prossimo rialzo dei tassi. Due esponenti di punta della Fed, Patrick Harker e John Williams, presidenti di Filadelfia e San Francisco, hanno affermato che da qui alla fine dell’anno la Banca centrale Usa potrebbe decidere due o tre innalzamenti del costo del denaro, con il primo probabilmente già a giugno. Il dollaro è salito sui massimi degli ultimi due mesi nei confronti dell’euro a 1,115, da 1,122 della chiusura.

L’ascesa della valuta Usa stavolta non è stata accompagnata dal calo del petrolio: Brent a 48,7 dollari al barile (+0,8%), Wti a 48,6 dollari (+1,1%).

Brillano a Wall Street i titoli della tecnologia e della finanza. Volano Apple (+1,5%), Alphabet (+2,2%) e Microsoft (+3,1%) nella miglior seduta degli ultimi due mesi. Rialzi sostenuti anche per JP Morgan (+1,7%) e Bank of America (+1,6%). In terreno positivo anche Monsanto (+3,1%) dopo il no a Bayer: l’azienda Usa, però, è pronta a trattare condizioni migliori per la fusione.

Salgono, ma con moderazione, anche i T-bond: il governativo con scadenza due anni, sale di due punti base a 0,92%, sui massimi degli ultimi due mesi e mezzo. Il differenziale tra il rendimento del bond a due anni ed il bond a 10 anni, che rende l’1,86%, è 94 punti base, ai minimi dalla fine del 2007. L’appiattimento della curva dei rendimento segnala che il mercato non si aspetta una lunga stagione di rialzo dei tassi.

FUMATA BIANCA PER ATENE: HELLENIC BOND IN VOLO

Alle due di stanotte è stato raggiunto, dopo l’ennesima maratona negoziale, l’accordo sul debito della Grecia. L’intesa non si limita a garantire l’erogazione di nuovi fondi ad Atene dopo le riforme varate dal Parlamento, allontanando il rischio di una nuova estate ad alta tensione, ma per la prima volta affronta il tema del debito, con una serie di misure che vengono incontro alle richieste del Fondo Monetario, che continuerà così a partecipare alla Troika.

Saranno garantiti 10,3 miliardi di aiuti in due tranche, la prima a giugno di 7,8 miliardi, la seconda probabilmente dopo l’estate. L’Esm, il fondo europeo di stabilità, studierà un piano a breve, medio e lungo termine “da introdurre gradualmente” per ridurre l’onere dell’esposizione (311 miliardi) di Atene. Nessun taglio immediato, dunque, e nessuna promessa di condono sui futuri pagamenti ma l’impegno a ridurre gli interessi a meno del 15% del pil a medio termine e meno del 20% a lungo termine. Una soluzione sufficiente a convincere li rappresentanti dell’Fondo a dare l’ok all’accordo.

Si profila così una giornata ruggente per gli hellenic bond: già ieri il decennale è sceso sotto la barriera del 7 %.

SPREAD SOTTO 130 PB, IN ARRIVO 6 MILIARDI DI BOT

L’euforia dei mercati ha contagiato anche il mercato del debito. Lo spread Btp/Bund è tornato sotto quota 130 punti per la prima volta da due settimane, mentre il tasso sulla scadenza decennale è sceso sotto 1,45%. Partono sotto una buona stella le aste di fine mese. Il ministero dell’Economia offrirà sei miliardi di euro in Bot a sei mesi nell’asta di venerdì 27 maggio, con regolamento il 31 maggio.

ILTESORO SALIRÀ AL 7% IN MPS (+10,5%)

Il detonatore del rialzo sono state le banche. Ad accendere la miccia è stata la responsabile della vigilanza bancaria della Bce, Daniele Nouy, secondo il quale la Banca centrale europea sta lavorando a nuove proposte per velocizzare la soluzione del problema delle sofferenze bancarie. L’indice dei bancari italiani è salito del 5,46%. Pop Emilia ha segnato +7,88%, Mediobanca +6,08%. Carige ha guadagnato il 6,27%.

A trarre il maggior vantaggio è stato Monte Paschi, il miglior titolo del listino con un rialzo del 10,51%. Il titolo ha tratto beneficio anche dall’ipotesi che il Tesoro salga al 7% dall’attuale 4% a seguito del pagamento degli interessi residui sui Monti Bond in azioni e non in contanti, come ha ipotizzato il viceministro dell’Economia Enrico Morando in un’intervista a Bloomberg: “Al momento – ha detto – potrebbe essere la soluzione migliore, che non creerebbe particolare imbarazzo”.

In forte ascesa anche Intesa (+5,1%), selezionata come Advisor per la privatizzazione del colosso petrolifero russo Rosneft. Ubi +5,6%.

UNICREDIT: GHIZZONI LASCIA, FAVORITO MORELLI

Giornata campale per Unicredit (+4,8%) in attesa dell’esito del Cda dedicato alle dimissioni di Federico Ghizzoni. Ieri sera, dopo un consiglio durato due ore e mezza, il Ceo ha dato la sua disponibilità all’uscita anche per dare un segno di discontinuità ai mercati che negli ultimi sei mesi hanno penalizzato il titolo che ha perso quasi il 50%. Dunque Ghizzoni non si è dimesso ma lo farà nel momento in cui la Banca avrà identificato il successore. Il comitato nomine guidato dal vicepresidente dell’istituto, Luca Cordero di Montezemolo, si incontrerà il primo giugno in modo da designare il nuovo ceo al consiglio del prossimo 9 giugno.

In pole position per la successione c’è Marco Morelli, numero uno di Bank of America della regione Emea. Altri candidati sono Alberto Nagel (ad di Mediobanca), Sergio Ermotti (ex ora in Ubs) e Flavio Valeri (Deutsche Bank).

VIA LIBERA DEI CDA: NASCE BANCO BPM

È nato Banco Bpm, frutto della fusione tra Banco Popolare (+1,11%) e Bpm (+2,34%). Il doppio via libera del Cda del Banco Popolare e del consiglio di gestione della Popolare di Milano ha sancito ieri il rapporto di forza tra i soci dei due gruppi bancari.

Ai soci veronesi, dopo l’aumento di capitale in corso, andrà il 54,626% della quote, mentre ai milanesi il 45,374%. Il Cda (19 membri, quasi un record) della holding quotata con il nome di Banco Bpm coordinerà le due realtà bancarie del gruppo. Presidente sarà Carlo Fratta asini, ad Giuseppe Castagna.

Avanza il comparto assicurazioni (+2,9% l’indice Stoxx di settore) in attesa del rialzo di tassi e rendimenti. Generali si è messa in evidenza con un guadagno del 5,8% a 12,84 euro. Ieri il titolo ha staccato un dividendo di 0,72 euro per azione (yield 6% circa). Unipol +4,2%, Azimut +2,8%, Banca Mediolanum +5,1%. Poste Italiane +2,24%.

JP MORGAN ALZA IL TARGET DI ENI

Giornata di recuperi per i titoli energetici sull’onda del rialzo del petrolio. Eni chiude con un guadagno del 3%. JP Morgan ha alzato il prezzo obiettivo da 13 a 14 euro e ha confermato la raccomandazione neutral. Gli esperti hanno ridotto le stime di Eps 2016-2017 e alzato quelle sul 2018 per tener conto della probabile vendita di Versalis e dei prezzi del petrolio.  Tenaris +1,2%, sale anche Saipem (+2,3%), che pure ha subito il downgrade di Moody’s.

FCA IN RECUPERO, CITIGROUP PROMUOVE MONCLER

Tra gli industriali, Fiat Chrysler (+3%) recupera buona parte del forte ribasso del giorno prima (-4%), innescato da indiscrezioni su presunte violazioni delle norme anti-inquinamento. Sergio Marchionne ha insediato Reid Biegland, responsabile delle vendite in Usa, alla testa di Alfa Romeo e Maserati. Banca Imi ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 9,2 euro. Anche Equita Sim è rimasta positiva, con rating buy e target price a 10,9 euro. Exor +4,3%. 

Da segnalare anche il balzo di Leonardo (+2,8%), StM (+2,7%) e Cnh Industrial (+3,1%). Nel lusso brillanti Yoox (+4%) e Moncler (+2,5%): dopo la chiusura di Borsa, Citigroup ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 15,5 a 17,1 euro, con rating confermato a buy. Bene anche Luxottica (+0,81%) e Ferragamo (+1,2%). 

A TELECOM E SALINI LA MAGLIA NERA

In una giornata trionfale non sono mancati i titoli in controtendenza. Netto calo di Telecom Italia (-2,3%). Exane Bnp Paribas ha ridotto il prezzo obiettivo dell’ex incumbent da 1,1 a 0,8 euro e ha confermato la raccomandazione neutral. Gli esperti hanno applicato una chance del 50% al successo di Enel +2,7% nella corsa a Metroweb.

Salini Impregilo è sprofondata in ribasso del 13,6%, tornando sui livelli di febbraio a 3,17 euro, peggior titolo di una seduta chiusa in rialzo del 3,3%. Kepler Cheuvreux ha reagito alle novità del business plan tagliando la raccomandazione a Hold da Buy con un target a 3,90 euro. Più ottimista Exane, per il quale il titolo resta Outperform, target 4,60 euro.

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