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Unicredit e asta Btp ridanno fiato a Piazza Affari

La fumata bianca al vertice di Unicredit con la nomina di Jean-Pierre Mustier come nuovo Ad e il successo dell’asta dei Btp con rendimenti ai minimi storici invertono la rotta di Piazza Affari che a metà giornata torna in territorio positivo e guadagna lo 0,6% recuperando quota 16 mila – Brillano Prysmian, Saipem, Stm, Banca Mediolanum ed Exor.

Unicredit e asta Btp ridanno fiato a Piazza Affari

E’ finalmente arrivata la nomina del nuovo ad di Unicredit: il cda ha nominato all’unanimità Jean-Pierre Mustier, ex banchiere di Socgen. Il titolo Unicredit sale dell’1,4% mentre anche il Ftse Mib, nonostante la volatilità che ha caratterizzato la seduta, riprende quota e ritorna a 16 mila punti, complice il buon esito dell’asta dei titoli di stato.

Nel complesso l’indice delle blue chip italiane, dopo una mattinata in territorio negativo, riesce a portarsi in rialzo dello 0,5% trainato da Saipem +3%, Prysmian +2,9%, Exor +2,39%. Anche le banche tentano di riprendere slancio dopo aver frenato l’indice nella mattinata, azzoppate anche dall’effetto Merkel sulle regole del bail in e gli aiuti al settore delle banche (che ha dato luogo a un botta e risposta con il premier Renzi). Nel frattempo la Cancelliera ha incassato il ferale giudizio del Fmi: le banche tedesche, ha detto l’organizzazione di Washington, sono particolarmente vulnerabili ai bassi tassi di interesse e troppo dipendenti dalle scelte politiche.

Sul comparto bancario pesa poi anche il risultato degli stress test americani della Fed che hanno bocciato le divisioni di oltreoceano della tedesca Deutsche Bank e della spagnola Santander.

Tra le banche continua a soffrire Mps che è il peggior titolo dell’indice con un calo del 3,32%. Ben intonate invece Banco Popolare +2%, Bpm +2,5%, Intesa +0,67%. Fuori dal Ftse Mib Carige cede oltre il 4% dopo il business plan approvato ieri sera. Il piano strategico al 2020 prevede cessioni di Npl per circa 900 milioni entro fine anno e di un secondo portafoglio di analoghe dimensioni nella seconda metà del 2017. In programma anche la chiusura di 106 filiali e un taglio di 700 dipendenti. Gli analisti hanno però giudicato i target aggressivi e il successo del piano dipenderà dal buon esito della cessione dei non performing loans.

In fondo al Ftse Mib anche Mediaset -2,84%, Luxottica -2,36%, Recordati -1,15% e Leonardo -1,06%. Oggi il tesoro ha collocato 2,5 miliardi di euro di Btp a cinque anni e sempre 2,5 miliardi del Btp a dieci anni. Il rendimento del BTp a 5 anni ha raggiunto il nuovo minimo storico a 0,33% in calo di 7 punti base sull’asta precedente. In calo anche il rendimento del BTp a 10 anni, collocato con un tasso lordo dell’1,35%, in flessione di 7 punti rispetto all’asta di maggio.

Dopo il report di Fitch che ha sgombrato il campo sugli effetti della Brexit sull’Asia, i listini orientali hanno registrato una chiusura in equilibrio con le Borse di Shanghai e Shenzhen che perdono, rispettivamente, lo 0,07% e lo 0,05 per cento. In netto rialzo, invece, la Borsa di Hong Kong che è salita dell’1,75 per cento. Il petrolio viaggia in rosso con il Brent e il Wti in calo quasi di 1 punto percentuale.

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