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Ue, lettera all’Italia: manovra correttiva da 3,4 mld

La Commissione europea avverte l’Italia che “misure di bilancio aggiuntive pari a uno sforzo strutturale di almeno lo 0,2% del Pil potrebbero essere necessarie per ridurre il divario per il pieno rispetto nel 2017” – La risposta va data entro l’1 febbraio – Senza accordo scatta la procedura d’infrazione.

La Commissione europea avverte l’Italia che “misure di bilancio aggiuntive pari a uno sforzo strutturale di almeno lo 0,2% del Pil potrebbero essere necessarie per ridurre il divario per il pieno rispetto nel 2017” degli impegni di riduzione del debito previsti dal Patto di stabilità e crescita. In questo modo, secondo quanto si legge nella lettere che la commissione ha inviato oggi al governo italiano, si può “evitare l’apertura di una procedura per deficit eccessivo per il mancato rispetto con la regola del debito basata sui dati del 2015”.

Si tratterebbe dunque di una manovra di circa 3,4 miliardi o qualcosa in più. Nella stessa lettera l’Ue dà tempo all’Italia per avere una risposta “entro l’ultima data utile per le previsioni economiche invernali della Commissione, fissata per il primo febbraio”. La risposta, sollecitata dalla Commissione, dovrà essere “pubblica” e “comprendere un pacchetto sufficientemente dettagliato di impegni specifici e un calendario chiaro per una loro adozione legale rapida”. 

Fonti Mef confermano di aver ricevuto la lettera che ora è all’attenzione degli uffici competenti che la stanno valutando: “La risposta del governo arriverà in pochi giorni”, garantiscono dal ministero, anche se in realtà si preannuncia un lungo braccio di ferro, dopo che proprio ieri il ministero dell’Economia Pier Carlo Padoan aveva detto: “Vedremo se sarà il caso di prendere misure ulteriori per rispettare gli obiettivi ma la via maestra è la crescita, che è la priorità del governo”.  In caso di mancato accordo, per l’Italia si profilerebbe una procedura di infrazione.

In una nota del ministero dell’Economia che accompagna la lettera della Commissione europea appena pubblicata sul sito italiano, si legge che “nel contesto dell’usuale interlocuzione con la Commissione europea, il Governo esprimerà la propria posizione, rispondendo alla lettera e inviando il rapporto sui fattori rilevanti che giustificano la dinamica del rapporto debito/Pil“, che si è “sostanzialmente stabilizzato“: un risultato “straordinario alla luce di una recessione più severa di quella degli anni Trenta e confrontandolo con la dinamica del debito degli altri paesi dell’Eurozona”.

Il Mef fa notare che “gli argomenti utilizzati dal Governo in passato sono altrettanto validi oggi, in un contesto di perdurante e accresciuta incertezza a livello europeo ed internazionale e di inflazione che persiste a livelli eccessivamente bassi” e segnala la “strategia di politica economica volta a consolidare gradualmente le finanze pubbliche e a rilanciare la crescita nel contempo”.

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