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Ucraina trema, Trump gli gira le spalle, l’Europa tentenna ma Mattarella e Macron lanciano a Kiev un segnale di fiducia

In un discorso storico al Parlamento tedesco il Presidente Mattarella ha detto senza mezzi termini, in riferimento alla Russia e non solo, che “la guerra di aggressione è un crimine” e il Presidente francese Macron ha firmato un accordo strategico con il presidente Zelensky per fornire armi all’Ucraina. Qualcosa si muove e ieri il Consiglio supremo di difesa, presieduto da Mattarella, ha confermato “sostegno e armi all’Ucraina”. Non è un caso: Mattarella c’è

Ucraina trema, Trump gli gira le spalle, l’Europa tentenna ma Mattarella e Macron lanciano a Kiev un segnale di fiducia

L’Ucraina è sull’orlo del collasso sia militare che economico. L’offensiva bellica di Mosca è diventata sempre più incalzante. “Ogni giorno in cui i russi non riescono a conquistare Pokrovsk per noi è una vittoria” confessa amaramente il presidente ucraino Volodymyr Zelenski. Ma non c’è solo l’emergenza militare per l’Ucraina: Kiev, come ha ricordato ieri sul Corriere della Sera l’ottimo Federico Fubini, ha risorse per finanziare l’esercito e le attività dello Stato per soli quattro mesi. Avrebbe bisogno della piena solidarietà, e non solo a parole, dell’Occidente ma Trump gli ha voltato le spalle e l’Europa tentenna. Nelle ultime 48 ore però a Kiev sono arrivati due chiarissimi segnali di fiducia e di sostegno: uno dal nostro presidente Sergio Mattarella e l’altro dal presidente francese Emmanuel Macron. Parlando al Parlamento tedesco, Mattarella ha fatto un discorso storico in cui non le ha mandate a dire: “Nel mondo – ha sostenuto – ci sono troppi dottor Stranamore che amano la bomba” e, in ogni caso, ha aggiunto riferendosi alla Russia e non solo, “la guerra di aggressione è un crimine”. Più chiaro di così. Sulla stessa lunghezza d’onda ieri si è collocato Macron che ha firmato un “accordo storico” con Zelensky per una partnership strategica di 10 anni grazie alla quale Kiev riceverà cento aerei Rafale, radar, sistemi di difesa antiaerea, missili, senza dimenticare un’intesa per costruire droni. Ieri il Consiglio supremo della difesa, presieduto da Mattarella e con la partecipazione della premier Giorgia Meloni, ha confermato “sostegno e armi all’Ucraina”: Non è un caso ed era ora. Mattarella c’è.

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