La miccia l’ha accesa gli Stati Uniti, con la nuova Strategia per la sicurezza nazionale firmata da Donald Trump che tratteggia un’Europa in declino, persino a rischio “cancellazione della civiltà”, e una Russia che non sarebbe più una minaccia diretta. Un capovolgimento di paradigma che a Mosca non poteva che far piacere.
Dimitry Peskov, portavoce del Cremlino, parla di “aggiustamenti coerenti con la nostra visione”, come se la Casa Bianca avesse improvvisamente deciso di spostarsi su coordinate geopolitiche molto più affini al Cremlino. E Mosca, cavalcando l’onda, si presenta persino in versione conciliatrice, “possiamo continuare in modo costruttivo il lavoro congiunto per una soluzione pacifica in Ucraina”.
Mosca applaude, ma il negoziato resta fermo
Dietro le parole di circostanza, però, il negoziato rimane in stallo. A Miami si discute di formule alternative per il Donbass occupato e di meccanismi di sicurezza in stile Nato, ma da Mosca arrivano solo muri. Yuri Ushakov sostiene che servano “modifiche radicali” al piano americano. Per il Cremlino, l’avanzata russa sul campo sta creando un ambiente più favorevole alle sue condizioni. Sul cessate il fuoco, che Kiev considera essenziale, non c’è nemmeno un’apertura.
A complicare ulteriormente la scena è arrivato Donald Trump jr., figura di peso nel movimento Maga pur senza incarichi ufficiali. A Doha annuncia che “gli Stati Uniti non sono più il grande idiota con il libretto degli assegni aperto” e lascia intendere che suo padre possa interrompere gli aiuti militari a Kiev. Per lui, inoltre, le sanzioni europee non funzionano e il “piano” dell’Ue sarebbe un improbabile “aspettiamo che la Russia vada in bancarotta”. Un crescendo polemico che si inserisce perfettamente nella cornice del documento strategico voluto dalla Casa Bianca.
Musk rincara la dose: “Ue come il quarto reich”
Nel clima di crescente pressione sull’Europa irrompe anche Elon Musk. Il patron di X prima suggerisce che l’Unione Europea andrebbe abolita, poi rilancia la bandiera europea che si solleva rivelando una svastica. Rispondendo a un post che definisce la Ue “il Quarto Reich”, il patron di X replica con un laconico ma pesantissimo “praticamente”, facendo propria un’accusa che richiama i manuali di propaganda più dura del dopoguerra. Un’accusa brutale, che richiama la propaganda russa più dura dagli anni della Guerra Fredda. Musk non si è fermato lì. In un successivo post definisce Bruxelles non una democrazia ma “una burocrazia – governo di burocrati non eletti“, descrivendo la struttura europea come un apparato che soffoca i popoli invece di rappresentarli. Un messaggio che arriva nel momento in cui X ha appena cancellato l’account pubblicitario della Commissione europea, accusata di aver “sfruttato un exploit” del sistema Ad Composer per amplificare artificialmente un contenuto. Dura la risposta del ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski che gli scrive “vai su Marte”.
E l’Ucraina? Trump, “deluso da Zelensky, non accetta piano di pace”
Sul dossier più caldo, quello della guerra, Trump spiega di essere “un po’ deluso” dal fatto che Zelensky non abbia ancora letto la proposta americana. “La Russia è d’accordo, non sono sicuro che Zelensky lo sia”, dice il presidente, segnalando una distanza crescente tra Washington e Kiev.
Intanto la guerra continua: una nuova ondata di droni russi ha colpito più regioni ucraine, causando un morto a Dnipropetrovsk e diversi feriti, compresi due bambini.