A Wall Street la stagione degli utili del terzo trimestre parte in pompa magna e, come da tradizione, si comincia con i principali titoli finanziari. Nelle ultime ore, uno dietro l’altro, sono stati pubblicati i risultati di Goldman Sachs, JPMorgan, Citigroup e Wells Fargo, che hanno registrato risultati migliori del previsto. Alle grandi banche si aggiunge BlackRock, ovvero il più grande gestore patrimoniale al mondo, che ha infranto il proprio record, lo scorso trimestre: per la prima volta, il patrimonio gestito ha superato i 13.000 miliardi di dollari.
La trimestrale di Goldman Sachs
Goldman Sachs ha chiuso il terzo trimestre con utili e ricavi in rialzo e al di sopra delle stime di mercato, con un miglioramento generalizzato in tutti i segmenti, in particolare l’investment banking e il trading di obbligazioni. Nei tre mesi a settembre l’utile netto è salito a 4,098 miliardi di dollari, 12,25 dollari per azione, il 37% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e il 10% in più rispetto ai tre mesi precedenti. I ricavi sono aumentati del 20% rispetto al terzo trimestre 2024 a 15,184 miliardi (+4% su base trimestrale). Gli analisti attendevano in media un profitti netto di 11,09 dollari per azione e ricavi per 14,12 miliardi. Guardando agli indicatori patrimoniali, il ritorno sul capitale è stato del 14,2% nel trimestre e del 14,6% nei primi nove mesi dell’anno, mentre il book value per azione è salito dell’1,2% a 353,79 dollari (+5,1% nei nove mesi). Gli accantonamenti per eventuali perdite su crediti sono stati pari a 339 milioni nel trimestre, contro i 397 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso e i 384 milioni del secondo trimestre.
“I risultati di questo trimestre riflettono la solidità della nostra clientela e l’attenzione rivolta all’attuazione delle nostre priorità strategiche in un contesto di mercato migliorato – ha detto il Ceo David Solomon – In tutta la nostra attività, i clienti continuano a rivolgersi a noi per le questioni più complesse e importanti. Sappiamo che le condizioni possono cambiare rapidamente e quindi continuiamo a concentrarci su una solida gestione del rischio. A lungo termine, stiamo dando priorità alla necessità di operare in modo più efficiente per offrire ai nostri clienti un servizio impeccabile, con il supporto delle nuove tecnologie di intelligenza artificiale”.
I risultati di JP Morgan
JP Morgan ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un utile netto di 14,4 miliardi, in rialzo del 12% rispetto allo stesso periodo del 2024. L‘utile per azione è salito a 5,07 dollari, a fronte dei 4,86 dollari previsti dal consensus di mercato. Su anche i ricavi, aumentati del 9% a 47,1 miliardi. Il ritorno sul capitale di base tangibile è stato del 20%. Il margine di interesse netto è stato di 24,1 miliardi di dollari, in aumento del 2%.
“Tutte le divisioni hanno registrato buone performance”, ha commentato l’amministratore delegato Jamie Dimon. “Sebbene ci sia stato qualche segnale di indebolimento, in particolare per quanto riguarda la crescita dei posti di lavoro, l’economia americana è in genere rimasta resiliente – ha aggiunto -. Rimane comunque un elevato grado di incertezza dovuto alle complesse condizioni geopolitiche, ai dazi e alle incertezze commerciali, all’elevato prezzo degli asset e al rischio di inflazione permanente”. “Come sempre speriamo per il meglio, ma queste forze complesse danno ragione al fatto di aver preparato la società per un ampio spettro di scenari”; ha concluso.
Citigroup e Wells Fargo
Risultati in crescita anche per Citigroup, con tutte le sue divisioni che hanno registrato ricavi record. L’utile netto nel trimestre è salito del 16% a 3,8 miliardi di dollari, rispetto all’anno precedente, mentre l’utile per azione è balzato del 23% a 1,86 dollari. I ricavi sono aumentati del 9% a 22,09 miliardi di dollari, contro attese per 21,11 miliardi. L’aumento degli utili è avvenuto nonostante una perdita di 726 milioni di dollari, derivante dalla vendita di una quota del 25% nella sua controllata messicana Banamex. I ricavi dell’unità bancaria di Citi sono aumentati del 31,3% a 2,1 miliardi di dollari, la crescita maggiore tra le sue cinque divisioni.
La conclusione di accordi a livello globale è aumentata nei primi nove mesi del 2025, trainata da un forte aumento delle transazioni di grandi dimensioni che ha spinto l’investment banking verso picchi storici.
Wells Fargo, da parte sua, ha registrato nei tre mesi da giugno a settembre un utile netto di 5,59 miliardi di dollari, pari a 1,66 dollari per azione. Il risultato si confronta con l’utile di 5,11 miliardi di dollari, pari a 1,42 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Il reddito netto da interessi è aumentato del 2%, raggiungendo gli 11,95 miliardi di dollari nel trimestre in esame rispetto all’anno precedente. Sempre nel terzo trimestre il fatturato è stato pari a 31,91 miliardi di dollari mentre il fatturato al netto degli interessi passivi è stato di 21,44 miliardi di dollari.
I titoli in Borsa
A pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni, con i principali listini della Borsa Usa in calo a causa delle tensioni commerciali tra Usa e Cina (Dow Jones -0,9%; S&P -1,09%), Goldman Sachs cede il 3,8%, JPMorgan perde l’1%, Citigroup è in ribasso dello 0,88%. In controtendenza Wells Fargo che guadagna il 3,97%.