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Tra Benetton e Di Maio scontro frontale su Autostrade

Tra i Benetton e il capo dei Cinque Stelle volano gli stracci: il Governo si avvia a revocare le concessioni autostradali alla famiglia veneta o a imporre un fortissimo sconto sui pedaggi

Tra Benetton e Di Maio scontro frontale su Autostrade

Scontro durissimo tra la famiglia Benetton e il traballante capo politico dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, che per puntellare la sua poltrona spara ad alzo zero contro tutti gli obiettivi possibili. Il primo è la riforma del fondo Salva-Stati (Mes), su cui il Governo rischia seriamente di spaccarsi le ossa sulla richiesta di rinvio, e il secondo è l’altolà al rinnovo delle concessioni autostradali ai Benetton.

Ieri Luciano Benetton, il patriarca della dinastia veneta, ha scritto una lettera ai giornali sostenendo che “Autostrade ha sbagliato ma non siamo malavitosi“. Benetton ha scaricato le colpe di tutti i disastri capitati negli ultimi tempi ad Autostrade e alla holding che la controlla (Atlantia) su un management che non si è rilevato all’altezza malgrado avesse ricevuto pieni poteri e rispetto a cui la famiglia Benetton si è costituita parte lesa.



Ma l’imprenditore veneto non ha perso l’occasione per attaccare anche il leader grillino Di Maio. “Chi ha sbagliato deve pagare – ha scritto Benetton – ma trovo inaccettabile la campagna di odio scatenata contro la nostra famiglia, con accuse arrivate da subito e che continuano tuttora, con veemenza da parte di esponenti del Governo, come l’onorevole Di Maio, che addita la famiglia come fosse collusa nell’aver deciso scientemente di risparmiare sugli investimenti di manutenzione (delle autostrade). In pratica come fosse malavitosa. Questo è inaccettabile”.

Secca la replica di Di Maio: “Surreale. Luciano Benetton prende le distanze da Autostrade. Ma vi pare possibile?“. Altro che pacificazione, tra Benetton e Di Maio è il gelo più assoluto.

A questo punto il Governo si avvia a revocare la concessione ad Autostrade o, in alternativa, a imporre un fortissimo e duraturo sconto sulle tariffe, qualora la revoca comportasse il pericolo di rilevanti indennizzi a carico dello Stato.

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