Torino prova a ritagliarsi un ruolo sempre più centrale nella nuova economia dello spazio e lo fa mettendo intorno allo stesso tavolo industria, ricerca e istituzioni. Al Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino si è svolta la terza tappa italiana del Regional Roadshow dell’Ambassador ESA Business Applications and Space Solutions per l’Italia, iniziativa promossa da Unione Industriali Torino e Fondazione E. Amaldi, con la collaborazione di Fondazione Piemonte Innova.
Un appuntamento che ha acceso i riflettori sulle opportunità offerte dalle tecnologie spaziali applicate ai mercati terrestri e che ha confermato il peso crescente del capoluogo piemontese in una filiera destinata a espandersi ancora.
Torino nella corsa europea dello spazio
L’evento ha offerto al sistema produttivo torinese una lettura organica del programma europeo dedicato allo sviluppo di applicazioni innovative fondate sull’integrazione di dati e tecnologie spaziali. In questo scenario, l’Italia rafforza la sua posizione in Europa: resta il terzo Paese contributore dell’Agenzia spaziale europea ed è il primo nel programma Esa Access-Bass. Un dato che fotografa la solidità dell’ecosistema nazionale e la sua capacità di muoversi lungo la catena del valore della New Space Economy.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Eleonora Faina, vicedirettore generale di Unione Industriali Torino, e di Lorenzo Scatena, segretario generale della Fondazione E. Amaldi. Proprio Scatena ha rimarcato la funzione sempre più ampia della Fondazione: “La Fondazione si configura sempre più come un abilitatore strategico lungo l’intera catena del valore dell’innovazione, accompagnando le imprese in un percorso completo che va dall’idea iniziale fino allo sviluppo e alla successiva scalabilità sul mercato. In questa prospettiva, applichiamo un approccio end-to-end che parte dall’analisi dei dati di mercato e si estende al supporto al capacity building, al matchmaking e all’internazionalizzazione, attraverso un mix integrato di strumenti diretti e indiretti, con l’obiettivo di rafforzare in modo concreto la competitività del sistema industriale”.
L’aerospazio come leva di crescita per il territorio
Il messaggio emerso con forza dal roadshow è che lo spazio non è più soltanto una frontiera tecnologica, ma un vero motore industriale. A sottolinearlo è stato Giorgio Marsiaj, delegato all’aerospazio di Confindustria, che ha legato la crescita del comparto alle trasformazioni già in atto nel territorio torinese e nello scenario europeo.
“In un momento di grande trasformazione lo spazio si conferma un’area in forte espansione economica, con un valore stimato di 1.600 miliardi di euro entro il 2035. Il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea dovrebbe destinare oltre 130 miliardi di euro a investimenti nei settori difesa, sicurezza e spazio, cinque volte le risorse stanziate nel precedente periodo di programmazione. In questo quadro l’aerospazio è diventato e diventerà sempre di più il vero campione anche della crescita torinese. Già oggi le importazioni sono passate da 500 milioni a oltre un miliardo, arrivando a rappresentare quasi il 50% di tutto il Nord Italia, complessivamente il settore torinese è passato dai 2,0 miliardi del 1998 a oltre 4,8 miliardi l’anno scorso. I fattori di successo sono la presenza di grandi player, un ecosistema di Pmi specializzate, investimenti in ricerca e sviluppo, una collaborazione stabile con Esa. Siamo, come Paese, leader in un settore che a livello globale crescerà ulteriormente, lo dimostrano i consolidamenti in atto tra grandi gruppi europei ma anche i recenti annunci sui progetti di ritorno sulla Luna. L’aerospazio, quindi, dimostra che l’Italia, e quindi anche Torino, vincono quando combinano specializzazione storica, innovazione e competitività”.
Sul fronte delle risorse, il programma Esa Bass potrà contare su un budget complessivo di 33 milioni di euro stanziati dall’Agenzia spaziale italiana in occasione dell’ultima Ministeriale dell’Esa per il prossimo triennio. L’obiettivo è mettere a terra strumenti concreti per trasformare contenuto tecnologico in soluzioni scalabili, rivolgendosi a startup, Pmi e grandi imprese, con l’ambizione di favorire contaminazioni tra settori e accelerare l’adozione di tecnologie spaziali in ambiti non strettamente space.
Dallo spazio ai mercati terrestri, come funziona la sfida Esa Bass
Nel confronto con Enrico Spinelli, Business Applications Engineer dell’Agenzia spaziale europea, e con Eleonora Lombardi, Esa Bass Ambassador per l’Italia, sono state approfondite le modalità di accesso al programma e il ruolo della Fondazione E. Amaldi come raccordo tra Esa, Asi e mondo produttivo nazionale. E così i dati e le tecnologie sviluppati per lo spazio possono generare valore immediato sulla Terra, aprendo nuovi sbocchi industriali.
“Con il programma ACCESS-Business Applications and Space Solutions, lavoriamo per favorire l’applicazione delle tecnologie spaziali in contesti terrestri, supportando aziende e organizzazioni nello sviluppo e nella validazione di soluzioni innovative. L’obiettivo è trasferire competenze, dati e tecnologie provenienti dallo spazio – come l’osservazione della Terra, le telecomunicazioni satellitari e la navigazione – verso applicazioni pratiche che generino valore per gli utenti, e per la società in generale. L’utilizzo dello spazio, infatti, apre nuove opportunità per la creazione di servizi avanzati e applicazioni innovative in diversi settori, tra cui ambiente, mobilità, agricoltura, sicurezza e smart cities, contribuendo alla crescita economica e al progresso tecnologico. Abbiamo già supportato attività di successo con aziende dell’ecosistema Torinese e grazie alla rinnovata sottoscrizione italiana in BASS possiamo accogliere nuove progettualità nei vari settori di mercato” ha spiegato Spinelli.
I progetti e il modello Torino
A dare sostanza al dibattito sono stati anche i casi concreti già attivati nel tessuto industriale. Fabrizio Dominici, Head of AI, Data & Space per Fondazione LINKS, ha presentato CAPRI – Cooperative Autonomous Platform for Reliable Inspection, progetto da 1,4 milioni di euro che punta sull’integrazione tra dati satellitari di navigazione, tecnologie avanzate di posizionamento e intelligenza artificiale per consentire a flotte di droni cooperativi di effettuare ispezioni automatizzate e ad alta precisione delle infrastrutture, anche in contesti complessi o privi di segnale, con ricadute importanti in termini di sicurezza ed efficienza nella manutenzione predittiva.
Accanto a questo, Vanina Fissore e Andrea Lessio di Ithaca hanno illustrato SAiBEES, iniziativa centrata sulla valutazione della fattibilità tecnico-economica di uno strumento digitale per la gestione sostenibile degli alveari. In questo caso i dati di Earth Observation, integrati con l’intelligenza artificiale, vengono messi al servizio della salute delle api e della produttività, affrontando criticità ambientali come cambiamenti climatici, inquinamento e parassiti.
La tavola rotonda finale, dedicata alle opportunità e ai percorsi di sviluppo per le imprese del territorio nella space economy, ha ribadito un punto: lo spazio è sempre più un abilitatore trasversale, capace di trasferire innovazione ad altri settori produttivi e di generare nuovi modelli di business. Ed è proprio qui che Torino prova a fare il salto, giocando la partita su una combinazione di competenze industriali, filiere specializzate, ricerca applicata e capacità di fare rete.