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Tim, via libera dei soci: convertite le azioni di risparmio e capitale ridotto a 6 miliardi

Le assemblee di Tim approvano la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie e la riduzione volontaria del capitale a 6 miliardi. Tutti i dettagli su rapporti di cambio, conguagli, recesso e condizioni sospensive

Tim, via libera dei soci: convertite le azioni di risparmio e capitale ridotto a 6 miliardi

Passaggio chiave nella riorganizzazione del capitale del gruppo Tim. Riunite oggi, senza presenza fisica dei soci, secondo quanto previsto dalla normativa emergenziale ancora applicabile, l’assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti ordinari e l’assemblea speciale degli azionisti di risparmio hanno approvato tutte le delibere all’ordine del giorno. Il cuore dell’operazione è la conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, accompagnata da una riduzione volontaria del capitale sociale.

Conversione delle risparmio: rapporto uno a uno e conguagli in denaro

L’assemblea degli azionisti ordinari, che ha visto la partecipazione del 56,42% del capitale, ha dato il via libera in sede straordinaria alla conversione delle azioni di risparmio secondo i termini proposti dal Consiglio di amministrazione. La conversione facoltativa prevede un rapporto di una azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio detenuta, con un conguaglio in denaro pari a 0,12 euro. Per le azioni che non saranno oggetto di conversione facoltativa scatterà invece la conversione obbligatoria, allo stesso rapporto uno a uno, ma con un conguaglio ridotto a 0,04 euro.

Un’approvazione quasi plebiscitaria, con il 99,87% dei voti favorevoli, che trova riscontro anche nell’assemblea speciale degli azionisti di risparmio. Quest’ultima, con una partecipazione pari al 50,87% della categoria, ha approvato la conversione obbligatoria con il 99,58% dei voti favorevoli.

Riduzione del capitale e nuove riserve patrimoniali

Sempre in sede straordinaria, l’assemblea degli azionisti ordinari ha approvato la riduzione volontaria del capitale sociale di Tim a 6 miliardi di euro. L’importo derivante dall’operazione verrà destinato in parte a riserva legale e in parte a riserva disponibile di patrimonio netto. Anche su questo punto il consenso è stato netto, con il 99,65% dei voti favorevoli.

La riduzione del capitale rappresenta un ulteriore tassello nella ridefinizione della struttura patrimoniale del gruppo, coerente con il nuovo assetto azionario che emergerà a valle della conversione delle azioni di risparmio.

Recesso, condizioni sospensive e nodi procedurali

Per gli azionisti di risparmio che non hanno concorso all’approvazione della delibera dell’assemblea speciale resta aperta la possibilità di esercitare il diritto di recesso. Il valore unitario di liquidazione è stato fissato a 0,5117 euro per azione, mentre termini e modalità operative saranno comunicati successivamente con apposito avviso.

L’efficacia della conversione resta tuttavia subordinata a una serie di condizioni. In particolare, l’esborso massimo a carico di Tim per la liquidazione delle azioni di risparmio oggetto di recesso e non collocate presso soci o terzi non dovrà superare i 100 milioni di euro.

Inoltre, l’operazione è legata all’assenza di opposizioni da parte dei creditori entro 90 giorni dall’iscrizione della delibera di riduzione del capitale al registro delle imprese, o, in caso contrario, all’ottenimento dell’autorizzazione del Tribunale nei termini previsti dal codice civile.

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