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Tim, Gubitosi chiama nuovi manager e prepara il Cda

L’Ad rafforza la prima linea con l’arrivo di tre manager di fiducia, due hanno lavorato con lui in Rai e Alitalia. Ma assumerà anche il diretto controllo su Inwit e Sparkle – Lunedì 14 la resa dei conti in Cda tra Vivendi e il Fondo Elliott con la decisione sulla convocazione dell’assemblea per il ribaltone

Tim, Gubitosi chiama nuovi manager e prepara il Cda

Tim, l’Ad Luigi Gubitosi rafforza la prima linea con l’arrivo di tre nuovi manager per investor relations, rapporti istituzionali e strategie. Ma, secondo alcune indiscrezioni, riportate da Radiocor, Gubitosi sta anche pensando di portare sotto il suo diretto controllo Inwit e Sparkle che non faranno più parte della divisione Infrastrutture guidata da Stefano Siragusa il quale manterrà comunque la responsabilità dell’asset fondamentale del gruppo, ossia la rete.

Con queste mosse l’Ad inaugura il nuovo anno mentre si avvicina a grandi passi il primo appuntamento significativo: il Cda di lunedì prossimo, 14 gennaio, affronterà infatti l’affondo lanciato dai francesi di Vivendi lo scorso dicembre quando la tensione è salita ai massimi livelli con la richiesta di Vivendi di dimissioni di 5 consiglieri nominati dal Fondo Elliott e la loro sostituzione con manager di propria fiducia passando dalla convocazione di un’assemblea che anticipi i tempi rispetto a quella già fissata per il mese di aprile.

SI AVVICINA LA RESA DEI CONTI VIVENDI-ELLIOTT

L’11 dicembre Vivendi ha chiesto le dimissioni di 5 consiglieri . Per ottenerlo, l’azionista di maggioranza (ma attualmente in minoranza nel Cda) ha chiesto la convocazione di una che sarà convocata, si pensa verso fine febbraio, proprio dal cda del 14 gennaio. Il contrattacco dei francesi (che controllano il 23,9% di Tim) al fondo Elliott, che detiene un pacchetto dell’8,9% ma che potrebbe salire al 10%, è partito il 14 dicembre, con l’accusa al presidente Fulvio Conti di aver orchestrato la manovra che ha destituito l’ex ad Amos Genish. La richiesta di revoca di 5 consiglieri in quota Elliott riguarda, oltre al presidente, anche Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Dante Roscini, Paola Giannotti. Per sostituirli Vivendi ha pensato a Flavia Mazzarella, Franco Bernabè e Gabriele Galateri di Genola, entrambi veterani di Telecom Italia, Rob van der Valk e Francesco Vatalaro. Il nodo della discordia fra Vivendi e Tim riguarda la rete, che Elliott intende scorporare e cedere mentre Vivendi la vuole mantenere all’interno del perimetro aziendale, magari attraverso opportuni accordi con Open Fiber sulla nuova rete in fibra. Ieri in Borsa Tim ha chiuso in calo dello 0,4% a 50 centesimi e sta mantenendo la quotazione anche nella mattina di martedì.

LA RESA DEI CONTI VIVENDI-ELLIOTT, LE NOMINE E INWIT-SPARKLE

Il ribaltone in arrivo, se arriverà, non dovrebbe però riguardare l’Ad: Vivendi, infatti, non ha chiesto la sua testa nell’elenco dei consiglieri da allontanare. Questo spiegherebbe anche perché Gubitosi abbia deciso di portare in Tim tre nuovi manager di sua fiducia, con i quali ha già lavorato in Rai e in Alitalia.  Si tratta di Carola Bardelli a cui viene affidata la funzione Investor relations; di Simone Cantagallo incaricato della Comunicazione istituzionale e di Carlo Nardello incaricato del Chief strategic development & transformation office.

L’altra mossa riguarda le torri di trasmissione Inwit e i cavi sottomarini di Sparkle che l’Ad vuole portare sotto il suo diretto controllo. Inwit è già quotata in Borsa e Sparkle è soggetta al golden power. Nei mesi scorsi si è più volte parlato dell’ipotesi di vendita dei due asset anche se il governo Lega-M5S ha lasciato capire di non condividere la mossa, in particolare per Sparkle. Resta ora da vedere quale opinione si farà Gubitosi sul destino delle due società e di come riuscirà a mediare tra i due litiganti, il Fondo Elliott da un lato e Vivendi dall’altro.

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