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Tim, cda ad alta tensione il 26 e allarme sindacale

Resa dei conti o riposizionamento della prima compagnia telefonica italiana? E’ il dilemma del prossimo cda straordinario di Tim anticipato a venerdì prossimo dal presidente Salvatore Rossi dopo la richiesta di 11 consiglieri – Intanto i sindacati temono per i posti di lavoro

Tim, cda ad alta tensione il 26 e allarme sindacale

Il Presidente di Telecom Italia (Tim), Salvatore Rossi, accogliendo la richiesta di 11 consiglieri, ha anticipato a venerdì 26 novembre la convocazione di un consiglio d’amministrazione straordinario che si preannuncia ad alta tensione dopo i due profit warning recentemente lanciati dal vertice della società e dopo la bocciatura delle rete unica da parte della Commissione europea.

Il Ceo, Luigi Gubitosi, è sotto pressione ma proverà a rilanciare spiegando cosa intenda esattamente per riorganizzazione del gruppo e quale strategia abbia in mente per Tim. Non è un mistero che i consiglieri della francese Vivendi, che è attualmente il primo azionista della compagnia di tlc, siano in fermento e siano tentati dalla voglia di ribaltone al vertice, anche se non sembrano disporre dei numeri sufficienti per determinare nuovi equilibri societari.



Decisivo sarà l’orientamento della Cassa Depositi e Prestiti che da un lato è l’ago della bilancia in Tim, dove è rappresentata nel cda dal suo presidente Gorno Tempini, e dall’altro ha appena ricevuto il via libera dalla Ue per assumere il controllo di Open Fiber.

In questa situazione di grande incertezza sul futuro dell’incumbent delle tlc, arriva il grido d’allarme dei sindacati che temono lo smembramento del gruppo dopo il tramonto della rete unica e temono nuove incursioni straniere che, a loro avviso, potrebbero mettere in pericolo le migliaia di posti di lavoro di Telecom Italia.

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