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TikTok, 37 miliardi di dollari per un maxi data center in Brasile: da Lula sponda ai cinesi, ma è polemica

La struttura avrà una capacità installata di 200 MW: ne verranno poi costruite altre quattro entro il 2035, per un investimento totale di 100 miliardi. I data center saranno alimentati ad energia eolica ma c’è il problema del consumo di acqua in una area in emergenza siccità

TikTok, 37 miliardi di dollari per un maxi data center in Brasile: da Lula sponda ai cinesi, ma è polemica

“Il Brasile è uno dei mercati digitali più dinamici al mondo”. Non è un caso che a pronunciare questa frase sia il colosso cinese TikTok, reduce dall’ennesimo affare in chiave anti-Usa nel Paese sudamericano: un primo mega data center da costruire nell’area metropolitana di Fortaleza, nello Stato del Cearà, con un investimento iniziale da 37 miliardi di dollari (200 miliardi di reais), che però dovrebbero salire a circa 100 miliardi quando verranno realizzate altre quattro strutture nell’area, tra il 2027 e il 2035, per un totale di 1.000 MW di capacità installata, pari al consumo energetico di oltre 10 milioni di brasiliani. Brasilia e Pechino sono da tempo grandi alleati, a maggior ragione adesso che i dazi costringono la big tech asiatica, peraltro alle prese con l’obbligo di cessione delle attività negli Stati Uniti, ad andare “a caccia” di spazi fuori dal proprio territorio dove sviluppare soluzioni di Intelligenza artificiale e dribblare così le limitazioni statunitensi.

E così, dopo i rifornimenti di materie prime agroalimentari in direzione Oriente in cambio di prodotti finiti ed investimenti in fabbriche e infrastrutture, stavolta il Paese guidato da Lula è riuscito a fare da sponda al Dragone pure in ambito tecnologico, il che consentirà tra l’altro al Brasile di migliorare la bilancia commerciale che nel settore dei servizi è debole, grazie ad un accordo che potrà valere dai 16 agli 80 miliardi di reais, a pieno regime, di esportazioni l’anno, vale a dire dai 3 ai 14 miliardi di dollari. Senza contare i posti di lavoro che verranno generati dal data center di TikTok, che sarà il più grande in territorio brasiliano: sono stimati in oltre 4.000 e in condizioni salariali adeguate, secondo quanto garantito dai cinesi al momento di chiedere ed ottenere l’autorizzazione dal ministero dello Sviluppo e dell’Industria. Inizio dei lavori previsto per il 2027.

Apparentemente un affarone per tutti dunque, tanto che lo stesso presidente brasiliano Lula ha personalmente confermato la notizia. Il progetto vede coinvolte anche realtà locali: con Bytedance, la holding che controlla TikTok, collaboreranno Casa dos Ventos, il più grande operatore di energia eolica del Brasile, e Omnia, una divisione di data center della società di gestione patrimoniale Pátria Investimentos. Non mancano però le polemiche dal punto di vista dell’impatto ambientale: è vero che la partnership con Casa dos Ventos garantirà, per lo meno stando alle promesse, l’utilizzo di energia 100% rinnovabile, ma preoccupa la questione del consumo di acqua, in un’area del Brasile particolarmente interessata dalla siccità, soprattutto per via dei cambiamenti climatici. Negli ultimi 21 anni il Cearà ha dichiarato per ben 21 volte l’emergenza idrica.

I data center sono notoriamente strutture idrovore, e proprio per questo TikTok nel presentare la documentazione per l’autorizzazione a procedere si era preoccupata di indicare un consumo di acqua giornaliero ragionevole, al di sotto dei 20.000 litri. Successivamnente però, secondo quanto riporta la stampa brasiliana, avrebbe ottenuto dalla Superintendência do Meio Ambiente do Ceará (Semace) il via libera ad un utilizzo di ben 7 volte superiore a quello inizialmente stimato, vale a dire 144.000 litri di acqua al giorno, una quantità ecologicamente insostenibile.

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