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Terremoto e Decreto Pozzuoli: poche risorse contro il bradisismo e piano emergenza solo tra 90 giorni

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri stanzia risorse per gestire l’emergenza ma nell’area flegrea ci vuole molto di più

Terremoto e Decreto Pozzuoli: poche risorse contro il bradisismo e piano emergenza solo tra 90 giorni

52,2 milioni di euro, esercitazioni, piano di sicurezza e piano di comunicazione sono i punti chiave del decreto sul bradisismo approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. I soldi, inferiori alle attese, andranno spesi per la verifica delle infrastrutture di trasporto, i controlli sugli edifici nella zona rossa, il potenziamento della Protezione civile. Entro 90 giorni dovrà essere pronto anche un nuovo piano di evacuazione che dia priorità (in caso di vera emergenza) ai quartieri più a rischio. Purtroppo non è un tempo congruo con lo stato di agitazione della popolazione. Bisognerebbe averlo più a stretto giro considerato anche lo stato di crisi che sta colpendo l’economia della zona. Conoscere cosa fare se…è un elemento che rassicura. Le risorse stanziate dovrebbero essere spese da subito, come avevano chiesto i sindaci, ma sono al di sotto dei bisogni e se si fa un paragone con i 30 milioni di euro stanziati solo per sistemare le strutture sportive di Caivano, si capisce che i conti non tornano. Finalmente, si parte con una verifica sulla staticità delle abitazioni private. In questa attività dovrebbero ricadere tutti gli edifici, anche quelli costruiti in passato senza rispetto delle norme edilizie.

Terremoto: la Regione Campania deve coordinare gli interventi

La Regione Campania coordinerà le attività volte all’individuazione delle criticità da superare per assicurare la funzionalità delle infrastrutture di trasporto e di tutti gli altri servizi essenziali. È chiaro che non solo le centinaia di migliaia di persone che vivono nella zona rossa, ma tutti si aspettano progetti più a lungo termine.

Da giorni il Ministro Nello Musumeci insisteva su un piano di comunicazione che illustrasse ai cittadini dell’area flegrea i rischi reali del bradisismo e le misure preventive da adottare. Il decreto affida anche questo compito di coordinamento alla Regione. Ma gli concede quarantacinque giorni per farlo. Riguarderà solo il bradisismo e non il rischio vulcanico. Le scosse, intanto, non diminuiscono anche se di magnitudo inferiore a quella più pericolosa del 27 settembre. La spesa inserita nel decreto non dovrebbe trovare ostacoli di natura burocratica. Ma tra le norme e la loro applicazione c’è sempre di mezzo un tempo che non risponde alle emergenze. Per una volta si potrebbe smentire la brutta prassi.

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