Nel mondo delle terre rare c’è un nuovo allarme che riguarda in particolare una di loro: l’ittrio, le cui scorte globali stanno diminuendo a causa delle restrizioni cinesi alle esportazioni, alimentando timori di carenze e di aumento dei costi che potrebbero colpire la produzione aerospaziale, energetica e dei semiconduttori. Lo riporta Reuters.
La Cina, principale fonte del minerale, utilizzato nelle leghe speciali utilizzate nei motori e nei rivestimenti per proteggere dalle alte temperature, lo scorso aprile ha limitato le esportazioni insieme ad altre sei terre rare, in rappresaglia per i dazi statunitensi.
Sebbene l’incontro avvenuto il mese scorso tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping avesse suscitato le speranze dell’industria in un flusso più affidabile delle terre rare, la controversia non è stata ancora completamente risolta. Pechino da allora ha sospeso alcune restrizioni sulle terre rare, ma i controlli di aprile rimangono in vigore, sollevando interrogativi sull’accesso dell’industria statunitense in assenza di un accordo globale tra Washington e Pechino.
I controlli, che impongono agli esportatori di ottenere licenze da Pechino, hanno reso difficile l’esportazione di ittrio dalla Cina, secondo quanto hanno detto a Reuters quattro commercianti di terre rare e l’analista di Argus Ellie Saklatvla. Come è noto, le terre rare sono tutt’altro che rare nel mondo, ma è la Cina ad avere in mano la sostanziale esclusiva nel mondo per l’estrazione e la raffinazione. Le licenze rilasciate finora sono state per piccole spedizioni e ci sono ancora lunghi ritardi nella consegna del materiale, ha detto Saklatvla aggiugendo che “i controlli sulle esportazioni della Cina hanno indubbiamente innescato una corsa all’ittrio che continua da diversi mesi“.
Prezzi schizzati del 4.400% da inizio anno
I prezzi europei dell’ossido di ittrio, utilizzato per realizzare rivestimenti termici, sono aumentati del 4.400% da gennaio, attestandosi a 270 dollari al chilogrammo, secondo i dati di Argus. I prezzi cinesi, circa 7 dollari al chilogrammo, sono aumentati del 16% nello stesso periodo, ma sono in calo, secondo i dati.
L’associazione commerciale statunitense Aerospace Industries Association ha detto che l’ittrio è essenziale per i motori a reazione più avanzati al mondo e che sta collaborando con Washington per ampliare la fornitura nazionale. “Attualmente, la nostra catena di approvvigionamento dipende fortemente dalle importazioni dalla Cina, una dipendenza che ha contribuito all’aumento dei costi in un contesto di crescente carenza”, ha affermato Dak Hardwick, vicepresidente per gli affari internazionali dell’AIA.
La carenza di ittrio è una preoccupazione importante anche per l’industria dei semiconduttori, dove l’ittrio viene utilizzato come rivestimento protettivo e isolante, hanno detto due fonti del settore. Una ha descritto la situazione con una gravità “9 su 10”. Richard Thurston, CEO di Great Lakes Semiconductor, ha detto che la carenza di ittrio allungherebbe i tempi di produzione, aumenterebbe i costi e renderebbe le apparecchiature meno efficienti, sebbene siano improbabili chiusure immediate. I problemi saranno probabilmente più gravi per i produttori più grandi, ha aggiunto. “La carenza diventerà sempre più un vero e proprio punto di strozzatura“. Oltre che nei motori degli aerei e nei semiconduttori, i rivestimenti di ittrio vengono utilizzati negli impianti a gas per proteggere le pale delle turbine dalle alte temperature.