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Telefonica brilla a Madrid. Il gruppo saudita Stc diventa primo azionista

Saudi Telecom ha comprato il 9,9% di Telefonica per 2,1 miliardi. La compagnia spagnola aveva gravitato anche nei confini italiani

Telefonica brilla a Madrid. Il gruppo saudita Stc diventa primo azionista

Telefonica, la compagnia di telecomunicazioni spagnola, è in netto rialzo stamane sulla Borsa di Madrid dopo che martedì sera è stato annunciato che il gruppo saudita STC ha acquisito una partecipazione del 9,9% per 2,1 miliardi di euro, diventando così il primo azionista.

La partecipazione consiste nel 4,9% delle azioni di Telefonica e in strumenti finanziari che le conferiscono un altro 5% di cosiddetta esposizione economica alla società. STC intende assicurarsi i diritti di voto per quel 5% dopo aver ricevuto le necessarie approvazioni normative.

Buona la performance di Telefonica a Madrid, che si attesta a 3,831 Euro, con un aumento del 2,13%. A livello operativo si prevede un proseguimento della seduta all’insegna del toro, dicono gli esperti del settore, con una prima resistenza vista a quota 3,877 e 4la successiva a 3,956, emtre il supporto è visto a 3,798.

I sauditi non vogliono il controllo

E’ possibile che questa acquisizione attiri l’attenzione del governo spagnolo che considera Telefonica un’azienda di importanza strategica, e tra l’altro in Spagna le acquisizioni superiori al 5% in genere richiedono l’approvazione del governo. Telefonica conta da tempo come investitori di riferimento due banche spagnole, CaixaBank SA e Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA, che complessivamente possiedono meno del 10% della società.
Saudi Telecom ha chiarito in un comunicato che non intende acquisire il controllo o la maggioranza di Telefonica. “Consideriamo questa un’opportunità di investimento interessante per utilizzare il nostro solido bilancio, mantenendo la nostra politica di dividendi”, ha dichiarato, “e riflette la fiducia nel team dirigenziale di Telefonica, nella sua strategia e nella sua capacità di creare valore.
Il gruppo Stc è quotato alla Borsa saudita con una capitalizzazione di mercato di 49,2 miliardi di euro.

L’acquisizione arriva mentre il presidente esecutivo di Telefonica, Jose Maria Alvarez-Pallete, si sta preparando a delineare una nuova visione e strategia per la sua azienda in occasione di un investor day a novembre. Pallete, che ricopre il ruolo di vertice dall’aprile 2016, ha lottato per anni per attirare gli investitori e far crescere in modo significativo i profitti in Spagna, il principale mercato dell’azienda. Le azioni sono crollate di circa il 60% da quando è subentrato.

Telefonica ha operato anche in Italia

Nel 2007 Telefonioca è stta oggetto di attenzione di diverse società in Italia. Nel febbraio di quell’anno Telecom Italia era entrata in trattativa con Telefónica per l’entrata di quest’ultima in Olimpia, la holding che controllava il 18% dell’ex monopolista italiano, poi sospesa. Ma a distanza di un solo mese, nel marzo 2007, l’azienda è tornata a interessarsi a Telecom, e il mese successivo ha creato una cordata con Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo, e Benetton, la quale il 28 aprile 2007 ha lanciato un’offerta per l’acquisto di Olimpia da Pirelli; l’offerta è stata accettata dall’azienda di Tronchetti Provera e si è concretizzata il 24 ottobre dello stesso anno.
Poco dopo, Telefónica vende Endemol a una cordata composta da Mediaset (e la sua controllata Telecinco), Goldman Sachs e John de Mol, per 3 miliardi di euro. Dopo l’uscita di Benetton, Telefonica possedeva il 46,179% di Telco che possedeva il 22,447% di Telecom Italia. A settembre 2013 Telefonica aumenta la partecipazione in Telecom Italia: avrà il 66% di Telco, di cui il 46,2% con diritto di voto, Generali il 19,32%, con diritto di voto per il 30,6%, e Intesa Sanpaolo e Mediobanca il 7,34% entrambe, con diritto di voto pari all’11,6%. Da gennaio 2014, previo parere favorevole dell’autorità Antitrust, Telefónica potrà salire al 100% di Telco. A luglio Telefónica acquista l’11,11 % della pay TV Mediaset Premium per 100 milioni di euro. Ma poi Telefonica offre ai francesi di Vivendì di comprare le quote della società italiana. Vivendi accetta e si ritrova nuovo azionista di Telecom.

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