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Telecom Italia: meno ricavi, ma meno debiti

Secondo l’ad Marco Patuano si vedono “segnali di ripresa su mercato domestico” – “Il recupero è coerente con le previsioni del piano triennale 2014-2016”.

Telecom Italia: meno ricavi, ma meno debiti

Telecom Italia archivia i primi nove mesi del 2014 con profitti in crescita e fatturato in calo. Lo ha comunicato questa mattina la società, precisando che l’utile netto consolidato ha raggiunto i 985 milioni di euro, a fronte della perdita di 902 milioni di euro registrata nello stesso periodo del 2013, che però scontava la svalutazione dell’avviamento.

Fra gennaio e settembre, inoltre, l’Ebitda si è attestato a 6.588 milioni, in calo del 7,7% (-6,4% in termini organici), mentre i ricavi si sono fermati a 15.972 milioni, in flessione del 9,1%, 6% in termini organici. I ricavi core domestic sono scesi del 7,5%. Il debito netto a fine settembre era pari a 26.572 milioni, mentre il margine di liquidità era a 12,3 miliardi.



Telecom, in ogni caso, vede “segnali di ripresa su mercato domestico” e considera “superata la stagione della guerra dei prezzi – ha commentato l’amministratore delegato del gruppo, Marco Patuano -. Il recupero è coerente con le previsioni e le dinamiche del piano triennale 2014-2016″. Per quanto riguarda la vendita delle torri in Italia e Brasile, pianificata a fine dello scorso anno per ridurre il debito, “le attività volte all’implementazione dei citati progetti sono tutt’ora in corso”, ha concluso Patuano.

Gli investimenti industriali dei primi nove mesi del 2014 sono stati pari a 2.640 milioni di euro, con un decremento di 397 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2013. Il flusso di cassa della gestione operativa è risultato positivo per 2.272 milioni di euro (positivo per 2.456 milioni di euro nei primi nove mesi del 2013).

Secondo il presidente di Telecom, Giuseppe Recchi, per sviluppare l’ultrabroadband fisso e mobile il gruppo sta “investendo fortemente sia in Italia sia in Brasile. E lo sta facendo in un’ottica di compatibilità finanziaria. In Italia, con circa 3 miliardi all’anno, siamo la prima società per investimenti e stiamo portando avanti un piano di copertura ultrabroadband che ha già raggiunto 100 città con la fibra e oltre 2500 comuni con la telefonia mobile Lte”. 

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