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Taxi, fermo nazionale il 23 gennaio

Lo hanno deciso i sindacati nazionali di categoria, preannunciando anche una manifestazione per sabato prossimo a Roma – La protesta è sempre contro il pacchetto liberalizzazioni voluto dal governo Monti, che però ha già proposto soluzioni compensative per gli attuali possessori di licenze – Ma ai tassisti non basta: il 23 incroceranno le braccia

Taxi, fermo nazionale il 23 gennaio

I tassisti incroceranno le braccia il 23 gennaio prossimo. Lo hanno deciso i sindacati nazionali di categoria, annunciando un fermo su tutto il territorio nazionale in segno di protesta contro le liberalizzazioni annunciate dal governo Monti.

La conferma è arrivata dal dirigente di un sindacato, al termine della riunione di oggi a Bologna, dove nel loro “parlamentino” i tassisti hanno anche preannunciato una manifestazione nazionale sabato prossimo a Roma, a partire da mezzogiorno al Circo Massimo.

La protesta si sta infiammando dopo che il premier Mario Monti ha annunciato nei giorni scorsi una serie di provvedimenti per liberalizzare alcuni settori, tra cui appunto i taxi, precisando che tali riforme avverranno entro il 20 gennaio in modo da presentare il pacchetto della fase-2 delle riforme, il cosiddetto “cresci-Italia”, in tempo per l’Eurogruppo del 23 gennaio, proprio nel giorno del fermo deciso dai tassisti.

Per quanto riguarda in particolare taxi, la scorsa settimana l’Antitrust ha proposto l’aumento del numero delle licenze, prevedendo meccanismi di “compensazione” per i titolari attuali, come per esempio la possibilità di vedersi assegnare un’altra licenza gratuitamente. La nuova licenza potrebbe essere venduta recuperando così la perdita di valore del titolo originario. Ciò però non è bastato alla categoria, che insiste: il 23 i taxi si fermeranno in tutta Italia.

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