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Tasse sulle mance, aliquota ridotta al 5% dal 2023: ecco come funziona e cosa cambia per camerieri e baristi

In Manovra spunta la tassa ridotta per le mance con l’obiettivo di combattere la carenza di personale e il “nero”. Ecco come funziona la detassazione e cosa cambia dal 2023

Tasse sulle mance, aliquota ridotta al 5% dal 2023: ecco come funziona e cosa cambia per camerieri e baristi

Novità in arrivo per i dipendenti di ristoranti e hotel: Il governo ha deciso di tagliare le tasse sulle mance, ma cosa cambia? È una delle novità introdotte nella bozza di Legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri il 21 novembre. Per “il personale impiegato nel settore ricettivo e di somministrazione di pasti e bevande”, le mance saranno tassate al 5% e non secondo tassazione ordinaria. L’obiettivo del Governo è quella di favorire l’occupazione nel settore turistico che ancora fatica a trovare personale e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari e, ovviamente, fare cassa.

Ma se il fine è chiaro, non lo è molto il “mezzo”. In Italia, la possibilità di lasciare mance con la carta di credito non è diffusa e né regolamentata. Ma è molto più comune invece lasciare la mancia in contanti che finiscono direttamente nelle tasche del lavoratore, sfuggendo così alla tassazione sia ordinaria o agevolata.

A dire il vero, la nuova norma prevede la detassazione anche delle mance date in contanti, ma qui in Italia sappiamo che non vengono conteggiate nello scontrino.

Tasse mance al 5%: cosa cambia?

La manovra stabilisce che in tutte le strutture private elencate all’articolo 8 del Codice del turismo –  quindi anche alberghi – e negli esercizi commerciali che offrono servizi di somministrazione di pasti o bevande, come bar e ristoranti, l’aliquota sulle mance sarà abbassata al 5%.

Il prelievo ridotto, che dovrà essere trattenuto dal datore di lavoro, si applica per una quota non superiore al 25% del reddito annuale e per un massimo di 50mila euro. Inoltre, la bozza chiarisce che “l’imposta sostitutiva è applicata dal sostituto d’imposta”.

Da quando si pagano le tasse sulle mance?

La tassazione sulle mance è stata confermata nell’ordinamento italiano dalla corte di Cassazione, nel 2021, accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate impegnata in una controversia con il concierge di un hotel di lusso della Costa Smeralda che non aveva dichiarato 84mila euro di mance in un anno. Secondo la Cassazione anche le mance sono redditi da lavoro e pertanto devono essere soggetti a tassazione ordinaria.

Mossa utile o un buco nell’acqua?

La proposta arriva dal nuovo ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ma non è un’idea innovativa e anzi, mostra non poche debolezze. A settembre in Francia il presidente Emmanuel Macron ha annunciato la completa detassazione di tutte le mance pagate con bancomat e carta. Non solo. Ha anche aumentato il salario minimo, portandolo a circa 11 euro all’ora, dando così un aiuto più concreto e immediato ai lavoratori del settore. In secondo luogo, in Italia si paga il coperto (che solitamente disincentiva un’ulteriore spesa), mentre in Francia non c’è e anche l’acqua viene data gratuitamente. Pertanto risulta difficile pensare che il Governo possa raggiungere gli obiettivi sperati con questa mossa.

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